SOMALIA / MISNA, Su Ladysilvia; Sono circa 56.000 le persone che hanno lasciato Mogadiscio dall’inizio di febbraio in seguito agli scontri tra gruppi armati e le forze del Governo di transizione federale (Tfg) e i loro alleati etiopi: lo riferisce l’Alto Commissariato Onu per i rifugiati (Acnur/Unhcr) precisando che in 12.000 hanno abbandonato la città solo nell’arco dell’ultima settimana. Nel fine settimana centinaia di persone hanno atteso alle stazioni degli autobus un mezzo che li portasse via, mentre altri hanno impacchettato i propri effetti personali e li hanno caricati a bordo di carretti trainati da asini.
La maggior parte degli sfollati " donne e bambini poveri privi dell’appoggio dei clan " sono giunti a sud nella regione della Bassa Shabelle: affamati, bisognosi di cure e spesso dopo essere stati attaccati da malviventi lungo il cammino.
Quasi tutti hanno cercato riparo sotto agli alberi, mentre i pochi ad avere disponibilità economiche sufficienti hanno cercato case da affittare tanto che, secondo un funzionario locale dell’Acnur, i prezzi delle locazioni sono aumentati nella città di Afgoye, a ovest di Mogadiscio, e che “non vi sono più case da affittare a Merka”, a nordovest della principale città del paese.

I campi profughi di Mogadiscio " situati perlopiù nei pressi di caserme militari, stazioni di polizia o edifici pubblici, frequente obiettivo di attacchi militari negli ultimi due mesi " ospitano invece circa 250.000 persone. Secondo le stime dell’Acnur, attualmente gli sfollati interni in Somalia sarebbero circa 400.000, mentre decine di migliaia avrebbero cercato rifugio nei paesi vicini.[RC]
LA REDAZIONE
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