UFM DICE NO ALL’INVIO DI TRUPPE IN LIBANO

Unione Federalista Meridionale Direzione Nazionale

173.4K visualizzazioni

“L’italia in guerra” è il pensiero degli italiani, nonostante le smentite del Governo.

Non si capisce la necessità di mandare i nostri connazionali a presidiare (?) un territorio ostile alle forze occidentali, col vano tentativo di quietare una contrapposizione religiosa che muove le sorti degli Stati del Medio Oriente.

L’Unione Federalista Meridionale nutre seri dubbi, circa l’intervento in atto, seppur sotto le bandiere dell’ONU, perché la risoluzione emanata non è affatto chiara in tema di “regole d’ingaggio”. Al di là dei modi di intervento, il nostro movimento si domanda se il numero di 3.000 militari da inviare equivalga ad altrettanta professionalità ed esperienza.

Il timore è quello di spedire nel bel mezzo di una guerra senza confini, tanti ragazzotti non ancora pronti alla vita, figurarsi per i compiti che verranno loro assegnati. E’ ancora accesa un’animata discussione parlamentare sulle truppe impegnate in Iraq ed in Afganistan, che, seppur poche, sappiamo particolarmente addestrate. Adesso, col consenso dei pseudo-pacifisti in ferie, si vuol dimostrare, che l’intervento italiano è di alta umanità , teso ad imporre la pace, e discontinuo con gli atteggiamenti governativi di un anno addietro. Gli italiani non ci credono e di tali governanti non bisogna fidarsi. Nelle ultime ore tutti gli Stati chiamati al medesimo intervento, hanno frenato gli ottimistici slanci della vigilia.

La Francia che dovrà coordinare le azioni UNIFIL è intenzionata ad inviare una semplice rappresentanza militare, la Germania ha escluso le truppe di terra, la Spagna non risponde all’appello. A parte gli alti costi della missione, che ricadranno sulle tasche degli italiani (problema sollevato dal solo on. Bossi), l’Unione Federalista Meridionale teme per la vita dei tanti ragazzi del Sud Italia, che verranno cooptati loro malgrado. Gli stessi timori sono per le truppe scelte cui fanno capo i tanti alpini, lagunari, paracadutisti e carabinieri, già segnati dai mesi trascorsi nell’altro focolaio mediorientale, ma aspramente criticati al loro rientro da quei signori che oggi sedendo al Governo, come premio li manderanno al massacro.

L’UFM invita i vertici militari a desistere dal partecipare alla missione; se ciò non fosse possibile, proteggere, quantomeno, i propri uomini, non facendoli esporre più di tanto, lasciando libero il terreno per battaglie le cui motivazioni sono ben lontane dal più avanzato mondo occidentale. A noi italiani non interessano le sorti di Stati quali Israele (come la Turchia mai Europeo), il Libano, la Palestina, la Siria o l’Iran, i cui intenti sono ben noti. L’ONU stabilisca una volta per sempre quali siano i loro confini, facendo accettare la risoluzione da tutti, altrimenti è meglio che abbandonino il Palazzo di Vetro.

Salerno