La guerra sta finendo, tutte le principali città irachene sono saldamente in mano alle forze anglo-americane. Ma già si capisce che la fase della pacificazione sarà molto difficile e pericolosa. In molte zone dell’Iraq stanno aumentando le violenze e le contestazioni contro l’occupazione americana. La preoccupazione maggiore, in queste ore, è per quello che sta accadendo a Mosul, oltre un milione di abitanti, un grande centro non lontano dai pozzi petroliferi nel nord dell’Iraq. Già pochi giorni fa si erano svolte proteste e dimostrazioni.
E le truppe americane sono finite sotto accusa per aver sparato sulla folla: durante un tentativo di rapina ad una banca e durante una manifestazione anti-americana. 15 morti in due giorni, tutti civili, decine di feriti. "Si è sempre trattato di fuoco legittimo", ha detto oggi il generale Brooks dal comando centrale americano in Qatar, "non spariamo contro le persone inermi". Secondo Brooks, i soldati americani hanno risposto a colpi di arma da fuoco che provenivano dalla folla.
E prima ancora, erano stati minacciati, spintonati, ci sono stati lanci di pietre. Mosul, terza città irachena, è in preda ai disordini e ai saccheggi. Gli agenti di polizia locale, quelli rientrati in servizio, hanno tentato di bloccare una rapina in una banca abbandonata e sono intervenuti subito anche i marines. Nello scontro a fuoco, quattro persone sono morte. "Tutta colpa degli americani, hanno avuto paura perché sono codardi -dice un poliziotto-. Hanno guardato e hanno aperto il fuoco sui civili". Stesse accuse per quanto accaduto ieri durante una protesta contro i militari americani e contro il nuovo governatore arabo della città protetto da Washington.
La folla manifestava piena di rancore e ostilità contro gli stati uniti. In piazza improvvisamente si è scatenato l’inferno, gli spari arrivavano da ogni angolo, a terra sono rimaste 11 vittime. "I militari americani hanno sparato colpi di avvertimento in aria -ha spiegato Brooks-. Solo in un secondo momento sono stati costretti a puntare i fucili contro dei cecchini". Insomma un'operazione di auto-difesa su cui è stata aperta l’ennesima inchiesta.
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