Iraq,colpito convoglio ambasciata russa

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Attacco a convoglio russo che lasciava Baghdad È anche guerra mediatica, massacri al Sud Bush pensa al futuro assetto dell’Iraq

Il convoglio in cui viaggiavano l’ambasciatore russo in Iraq, Vladimir Titorenko, e altri diplomatici di Mosca è stato attaccato mentre lasciava Baghdad e si dirigeva verso il confine con la Siria

Lo hanno riferito fonti del Ministero degli Esteri russo citate dall’agenzia Interfax.

Ci sarebbero alcuni feriti mentre non ancora è chiaro chi abbia aperto il fuoco sulle vetture.
Il ministro degli Esteri russo, Igor Ivanov, ha convocato gli ambasciatori statunitense e iracheno per chiedere chiarimenti sull’accaduto.

LA BATTAGLIA DI BAGHDAD SOLO ALl’INIZIO
I carri armati ed i reparti di fanteria americani avanzano mentre nella notte si è registrata una minore intensità nel martellante bombardamento delle postazioni irachene alla periferia della capitale. Esplosioni ed incendi erano stati segnalati fino a tarda sera anche nel centro di Baghdad, dove è definitivamente crollato il palazzo presidenziali che per primo venne preso di mira all’inizio del conflitto. Colpi di artiglieria e sporadici scontri anche nella zona dell’aeroporto, ormai sotto totale controllo delle truppe Usa. Le avanguardie anglo americane sono entrate nella capitale dove sarebbero cominciati scontri lungo una fitta rete di tunnel e gallerie sotterranee. La tv satellitare irachena continua a sostenere che gli americani sono lontani dalla città , ma migliaia di persone la stanno lasciando dirette verso nord.

È ANCHE GUERRA MEDIATICA
TORTURE E MASSACRI NEL SUD

La tv ufficiale irachena ha mostrato immagini del 'rais' che presiedeva una riunione di responsabili politici e militari insieme ai suoi due figli, Uday e Qusay. Ancora una volta ha affidato al ministro dell’ Informazione Mohammed Said al Safah il compito di lanciare messaggi di esortazione alla lotta: «il nemico si concentra su Baghdad e si indebolisce altrove - ha detto - presto i criminali saranno umiliati». A suo dire i marine sono stati 'annientatì all’ aeroporto internazionale, ma i portavoce del Pentagono riferiscono dell’ uccisione di almeno un migliaio di miliziani di Saddam nei pressi dello scalo. E, secondo il comandante della campagna aerea contro l’Iraq, le divisioni di Saddam sono allo sbando. l’ esercito britannico, intanto, ha scovato a sud est di Nassiriya dossier dei servizi segreti iracheni che testimonierebbero torture ed atrocità del regime nei confronti dei dissidenti. In precedenza erano state rinvenuti almeno 200 cadaveri in bare ammassate in una base militare abbandonata alla periferia di Al Zubayr.

BUSH RITESSE LE FILA DELLA DIPLOMAZIA
SI PENSA AL FUTURO ASSETTO DELl’IRAQ

«La liberazione dell’ Iraq è vicina», dice il presidente americano, e, per questo, è ora di pensare al dopo Saddam. Gli Stati Uniti fano sapere che presto gli iracheni saranno padroni del loro destino, ma che prima dovrà esserci un «governo provvisorio», una sorta di «protettorato» che garantisca la fase di passaggio. Con queste idee nella testa, George W. Bush sta preparando il «consiglio di guerra» di domani e dopodomani in Irlanda del Nord con il premier britannico Tony Blair. Prima di mettersi in viaggio, ha parlato al telefono con il presidente russo Vladimir Putin e con il premier spagnolo Josè Maria Aznar

Fonte: La Stampa e RaiNet