l’esercito Usa simula il passaggio dell’Eufrate in una base texana
Nonostante i venti di guerra, gli ispettori delle Nazioni Unite continuano i preparativi per la missione in Iraq.
Oggi a Vienna, presso il quartier generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, il team dell’Onu si incontrerà con gli esperti bellici iracheni, per mettere a punto i dettagli della missione; e sarà il primo test per saggiare la disponibilità effettiva di Baghdad a consentire il ritorno degli ispettori perché controllino gli arsenali bellici iracheni.
Gli ispettori Onu mancano da Baghdad dal dicembre del 1998, quando lasciarono il suolo iracheno poco prima che jet militari britannici cominciassero a bombardarlo per punire il regime della mancata collaborazione. Ieri il capo del team dell’Onu, Hans Blix, si era incontrato a Vienna con esponenti dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea). Blix non ha rivelato dettagli dell’incontro, ma è probabile che voglia ribadire le richieste già avanzate in luglio: la disponibilità di uffici, trasporti, comunicazioni, alloggi, scorte e piste di atterraggio prima a Bassora, nel sud del Paese, poi a Mosul, a nord. l’Iraq inoltre dovrebbe fornire agli ispettori una lista aggiornata di equipaggiamenti e materiali che possono avere utilizzo sia militare che civile.
l’obiettivo è far ritornare gli ispettori a Baghdad entro due-tre settimane al massimo; ma su tutto pesa il clima internazionale e l’effettiva volontà di Stati Uniti, ma anche dell’Iraq a far in modo che i colloqui abbiano successo. I colloqui probabilmente andranno avanti fino a mercoledì prossimo; e si svolgeranno su più fronti. Mentre l’Unmovic guidata da Blix si occuperà degli arsenali chimici, batteriologici e balistici, gli esperti dell’agenzia atomica, con a capo Jacques Baute, si occuperanno del programma nucleare di Saddam Hussein.
Tutto questo per evitare un conflitto che, secondo le indiscrezioni del “Sunday Times', potrebbe iniziare già il prossimo 28 novembre, giorno del ringraziamento (il 'Thanksgiving') negli Stati Uniti.
Intanto, almeno stando alle affermazioni del “Washington Post”, una divisione corazzata dell’esercito americano ha simulato, per tutta la scorsa settimana, il passaggio dell’Eufrate in esercitazioni condotte nella base di Fort Hood nel Texas. Migliaia di uomini e centinaia di carri da combattimento m1 della 1.a divisione di cavalleria hanno provato e riprovato il superamento di un largo corso d'acqua.
Se ci sarà un'invasione dell’Iraq e se le truppe americane vorranno arrivare a Baghdad via terra, dovranno superare i diversi rami dell’Eufrate, sulle cui rive si arrestarono nella loro avanzata vittoriosa tra la fine di febbraio e i primi di marzo del 1991. Secondo fonti del Pentagono, citate dal giornale, la 1.a divisione di cavalleria è una delle unità che potrebbero essere impegnate in un conflitto Iraq.
Ultimi Articoli
Gerry Scotti apre il Festival della TV di Dogliani — quindicesima edizione dal 29 al 31 maggio 2026
Triennale Milano — una settimana di performance, laboratori e incontri dal 13 al 19 aprile
NIST legge Project Hail Mary con l’occhio del laboratorio
Fausto Lama — “Giovani Bukowski” racconta una generazione tra eccesso e consapevolezza
Rosa Teruzzi premiata al Ceresio in Giallo 2026: una vita tra cronaca nera e detective “fuori dagli schemi”
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale