GERUSALEMME. È di almeno 19 morti e di una quarantina di feriti il bilancio dell’attacco suicida avvenuto questa mattina nella zona Sud di Gerusalemme, secondo un bilancio provvisorio fornito dalle squadre di soccorso che include anche il cadavere del palestinese. Secondo quanto riportato dalla polizia, un kamikaze palestinese si è fatto esplodere all’interno di un bus partito dal quartiere ebraico di Gilo e diretto verso il centro della capitale israeliana. Tra i morti molti erano ragazzini, studenti di un istituto tecnico della catena «Ort»; su un totale di 250 alunni, è stato reso noto, l’istituto ne conta un centinaio residenti a Gilo, sobborgo a sud-est di Gerusalemme che era in origine un insediamento in territorio cisgiordano e che adesso le autorità d'Israele considerano parte integrante della Città Santa. Il bus della linea 32-A preso di mira era partito proprio da là ; è saltato in aria quando si trovava a 150 metri dalla scuola. A Gerusalemme era in vigore da ieri uno stato di allarme della polizia e dei servizi di sicurezza in seguito a segnalazioni sull’ arrivo in città di un kamikaze palestinese.
l’attacco dinamitardo è stato rivendicato dalle «Brigate dei Martiri di al-Aqsa», braccio armato della principale fazione dell’Olp, «al-Fatah»; si è trattato di una ritorsione per l’uccisione ieri a Betlemme di Walid Sobeih, 28 anni, uno dei dirigenti dei «tanzim», la milizia dello stesso «Fatah». Con una telefonata anonima alla televisione di Abu Dhabi, anche il braccio armato di Hamas, Ezzeddin al Kassam, ha rivendicato l’attentato terroristico di stamane a Gerusalemme. Secondo fonti di stampa, in realtà , ciascuno dei due movimenti estremisti avrebbe avuto stamane un proprio militante pronto a farsi esplodere tra i civili israeliani. Sarebbe perciò ancora da stabilire quali dei due uomini-bomba avrebbe compiuto l’attacco terroristico. Fonti palestinesi non confermate danno frattanto notizia di movimenti di carri armati israeliani presso Gerusalemme, Betlemme e Bir Zeit.
l’Autorità nazionale palestinese di Yasser Arafat ha condannato l’attentato. l’Anp ha anche negato una sua responsabilità nell’azione terroristica, attribuitagli da Israele. «l’Autorità palestinese condanna questo attacco e ribadisce la sua posizione che non giustifica l’uccisione di civili, siano essi palestinesi o israeliani», ha detto il ministro Saeb Erekat alla Cnn. «Non possiamo essere accusati di questo. Noi respingiamo ogni tentativo di israele di addossare a noi la responsabilità o di puntare il dito contro di noi», ha affermato l’alto esponente palestinese.
Durissima la reazione di Ariel Sharon: «Questa cosa terribile che stiamo vedendo», ha dichiarato a botta calda il premier israeliano, «è la prosecuzione del terrorismo palestinese, e noi dobbiamo combattere, lottare contro di esso, ed è appunto ciò che faremo. Le immagini tremende cui assistiamo», ha incalzato, «sono più forti di qualsiasi parola». Sharon ha subito lasciato il proprio ufficio per recarsi all’incrocio stradale, all’altezza del quartiere di Patt, ove è avvenuta la deflagrazione. I mass media hanno sottolineato come sia questa la prima volta in cui il premier si è recato di persona sul luogo di un attacco terroristico.
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