IRAQ: COLIN POWELL,'POSSIBILI MISURE' CONTRO LA SIRIA

WASHINGTON - Il segretario di stato Colin Powell ha detto che gli Stati Uniti stanno esaminando la possibilita' di ''misure economiche e diplomatichè' contro la Siria. Powell ha aggiunto che negli ultimi giorni molti dirigenti del regime di Saddam, compresi quelli inclusi nella lista dei 52 più ricercati dagli Usa, hanno cercato di trovare rifugio in Siria. ''Spero che la Siria comprenda i suoi obblighi in questo nuovo ambiente che si è creato'', ha ammonito Powell. Powell ha sottolineato che la Siria, che gli Stati Uniti accusano di possedere armi di sterminio (in particolare armi chimiche), deve ''rivedere le sue azioni e il suo comportamento, non solo nei confronti del problema delle armi di sterminio ma anche nel sostegno al terrorismo''.

CASA BIANCA: LEADER SIRIA È GIOVANOTTO CHE DEVE CAPIRE

WASHINGTON - Il leader della Siria è ''un giovanotto'' (''young man'') che deve capire il messaggio degli Stati Uniti e che deve decidere che posto la Siria vuole tenere nel mondo. Lo ha detto il portavoce della Casa Bianca Ari Fleischer, rispondendo a domande di giornalisti durante un briefing. Nel corso del briefing, Fleischer ha poi aggiunto che Bashar el Assad, il presidente siriano, è ''un leader che ha gia' dato prova di sè e che ha la possibilita' di prendere le decisioni giustè'.

Il portavoce ha poi ripetuto gli inviti gia' rivolti alla Siria dal presidente George W. Bush e dal segretario di Stato Colin Powell, che non ospiti esponenti del regime di Saddam Hussein e che non si doti di armi di distruzione di massa bio-chimiche. Pur pressato dalle domande, Fleischer non ha voluto dire quali siano i leader iracheni che si sarebbero attualmente rifugiati in Siria e non ha mai indirizzato al governo di Damasco minacce d'azione militare, rifiutandosi di avallare le affermazioni dei giornalisti secondo cui la Siria è ''il prossimo della lista''.

''Il prossimo sulla lista del presidente Bush è l’Iraq'', dove c'è una missione da concludere. E, ha aggiunto Fleischer,''ogni situazione è diversa dall’altra e tutte vanno trattate a sè stantè'.
Nel briefing, il portavoce di Bush non ha ripetuto una frase che un'agenzia di stampa mondiale gli aveva attribuito, dopo una chiacchierata informale con i giornalisti di prima mattina: ''La Siria è uno stato terrorista, che ospita dei terroristi. La Siria è davvero uno Stato canaglia e cio' è dimostrato dalla sua presenza nella lista dei Paesi che sostengono il terrorismo'' stilata, ogni anno, dal Dipartimento di Stato.

Riferendosi alla presenza in Siria di esponenti del regime di Saddam, Fleischer aveva pure detto: ''Pensate che dovremmo far finta di non vedere?, pensate che dovremmo far finta di nulla?''.
STRAW, SIRIA NON È LA PROSSIMA SULLA LISTA - La Siria non è ''la prossima sulla lista'' ma deve dare delle risposte, ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico Jack Straw in visita nel Bahrein.

BLAIR: NESSUN PIANO DI INVASIONE DELLA SIRIA - ''Non esiste alcun piano di invasione della Siria'', lo ha detto il premier britannico Tony Blair alla Camera dei Comuni, riferendo che il presidente siriano Bashar al Assad gli ha assicurato che non consentira' a persone provenienti dall’Iraq l’accesso nel suo paese.

PERICOLO ARROGANZA USA, MINISTRO GRECO - Il ''pericolo numero uno'' dopo la ''impressionantè' vittoria americana in Iraq è che si generi ''una nuova ondata di arroganza degli Usa''. Lo ha detto il ministro della difesa greco Yannos Papantoniou.

SIRIA PRONTA AD ACCETTARE ISPEZIONI SU ARMI CHIMICHE - Dopo i moniti americani e britannici, la Siria si è detta pronta ad accettare ispezioni per accertare la eventuale presenza di armi chimiche sul proprio territorio. Lo ha riferito all’Ansa la portavoce del ministero degli esteri a Damasco, Buthaina Shabaan. La portavoce ha respinto le accuse mosse alla Siria dal presidente americano Bush. ''Abbiamo detto molte volte che simili accuse sono false - ha detto - si tratta di accuse che hanno lo scopo di sviare l’attenzione dal caos che si sta verificando in Iraq''. ''Dove sono le prove degli Stati Uniti? - si è poi chiesta - il minimo che potrebbero fare è di fornire delle prove prima di lanciare accuse di questo generè'. Alla portavoce è stato chiesto poi se la Siria sarebbe disposta ad accettare ispezioni internazionali.

''Per noi da questo punto di vista non ci sono problemi - ha risposto - ma credo che Israele invece ne avrebbe di problemi ad accettare un'idea del genere, per quanto ci riguarda non vediamo l’ora che il Medio Oriente venga liberato dalle armi di distruzione di massa''. Oltre ad avere accusato Damasco di essere in possesso di armi chimiche, l’amministrazione Bush ritiene che la Siria abbia nascosco sul suo territorio parte degli arsenali proibiiti iracheni e che abbia dato aiuto ad esponenti del regime di Saddam Hussein.

MOSCA: PER USA ARMI CHIMICHE IN SIRIA DA IRAQ - Le affermazioni del presidente statunitense George W. Bush secondo cui la Siria sarebbe in possesso di ''armi chimichè', si riferirebbero a quantitativi che Washington ritiene siano stati trasportati dall’Iraq, secondo fonti bene informate a Mosca le quali le quali affermano che è possibile che il governo russo sia stato informato dagli Usa di questi fatti. Secondo le fonti, Washington riterrebbe che la Siria abbia accettato di ricevere sul suo territorio un quantitativo imprecisato di armi chimiche, fra l’altro allo scopo di nascondere le prove secondo cui l’Iraq avrebbe prodotto armi di distruzione di massa.

LONDRA: NON È CERTO CHE SIRIA ABBIA ARMI CHIMICHE - Il segretario al Foreign office Jack Straw ha detto di non essere sicuro se la Siria stia sviluppando armi chimiche e che è necessario un dialogo con Damasco. In un'intervista alla Bbc Straw ha detto che ''quello che è importante è che la Siria cooperi pienamente sugli interrogativi che sono stati sollevati a proposito di alcuni fuggitivi dall’Iraq che potrebbero essere andati in Siria e su altre questioni quali lo sviluppo di qualsiasi tipo di programmi chimici e biologici illegali o illegittimi''. Alla domanda se la Siria stia sviluppando questo armi, Straw ha detto: ''La risposta è che non sono sicuro e per questo è necessario sederci e parlare con loro di questo''. Il ministro degli esteri britannico ha anche detto che la Siria non è ''la prossima sulla lista'' ma deve dare delle risposte.