Gli autori di un film su Leopardi si impegnano per portare in un museo i manoscritti infantili del poeta
Roberto Malini e Dario Picciau avvertono tutti coloro che hanno a cuore la cultura e la poesia: bisogna fare presto e impedire che due poesie manoscritte di Giacomo Leopardi entrino a far parte di una collezione privata e divengano patrimonio dell’umanità , in un museo delle Marche. Gli autori di film premiati in tutto il mondo come "l’uovo", "Bianrio 21" e dell’attessissimo colossal "Dear Anne", che ricrea al computer il mondo perduto di Anna Frank hanno indetto una colletta, ma soprattutto stanno cercando di coinvolgere la Regione Marche nel progetto. "Abbiamo poco tempo per tentare di realizzare un'impresa di valore inestimabil," hanno scritto al Presidente della Regione, "ovvero di riportare nelle Marche, in una sede adeguata, aperta al pubblico, le poesie manoscritte di Leopardi bambino, acquistandole durante la battuta d'asta di Christiès". Roberto Malini, scrittore, saggista, autore di testi per il cinema e la televisione e Dario Picciau, regista, artista contemporaneo e sostenitore dei diritti umani, hanno ottenuto importanti patrocini e il finanziamento governativo per il film di riconosciuto valore culturale e sociale "Dear Anne", che uscirà nei cinema di tutto il mondo all’inizio dell 2007. Fragli altri progetti, il film "l’infinito", dedicato a Giacomo Leopardi e alla sua poesia. "Stiamo cercando di sottrarre due manoscritti giovanili di Giacomo Leopardi al mercato privato, per collocarli in una sede adeguata: solo così le due poesie avranno un grande pregio; acquisite con ingiustificata avidità da un privato perderebbero qualsiasi valore," scrivono ancora gli autori. "Ci piacerebbe iniziare la sceneggiatura del film proprio con alcuni versi di quei manoscritti. I tempi sono stretti, ecco perché chiediamo un intervento urgente della Regione Marche. Fin da subito, potremo realizzare pubblicazioni e un cortometraggio su Leopardi poeta dodicenne, basandoci sull’acquisizione di quei documenti. Le società di produzione con cui lavoriamo si mettono fin d'ora a disposizione per dare seguito a tali progetti, che cureremo in prima persona. Per la Regione Marche ci sarebbe un ritorno di immagine straordinario".
La casa d'aste Christiès di Roma metterà in vendita il 15 giugno 2006 le due poesie manoscritte (una delle quali firmata). Il poeta di Recanati scrisse le liriche all’età di 12 anni, una per la nonna, Virginia Mosca, l’altra per il precettore don Sebastiano Sanchini. I manoscritti saranno battuti con una stima fra 20 e 22 mila euro e provengono da una collezione privata veneziana. La poesia per la nonna, composta in versi martelliani, è datata 25 giugno 1810; quella per il precettore, scritta in versi polimetri, riporta una data (1810) scritta da altro pugno, ma la firma autografa.
Poesia a Virginia Leopardi
Di fiori un serto vivido, che Apollo a noi presenti
In Elicona è solito destar vaghi concenti.
E quei Poeti miseri che non san fare un corno
Fiori a raccor divertonsi per tutto il santo giorno.
A questo io stesso m’occupo, che sono un di costoro,
E stanco poi distendomi sotto un opaco alloro.
Or dunque il frutto nobile della fatica mia
Umil presento, e inchinomi a Vostra Signoria.
Spero che in volto placido accetterete il dono
E dell’ardir, che presimi darete a me perdono.
Prendetelo di grazia , e quindi se mai fia,
Che in un vasetto pongasi, o in quello che si sia,
Quell’acqua sì odorifera, quell’acqua istessa,
Al Precettor buonissima per celebrar la Messa.
Se dopo tante prediche che far non ne sapete
Nel cacator buttatelo, o dove mai volete.
Basta, che di riceverlo non isdegniate almeno,
Del resto cosa importami? Sarò contento appieno.
Poesia a Don Sebastiano Sanchini
Illustrissimo Signore,
Immortal, gran Precettore,
Mi par cosa vergognosa
Senza dire qualche cosa
Il dovere incominciare
Verso sera a studiare.
Dunque su, Calliope amica,
Torna presto alla fatica,
Incomincia un po’ a cantare,
E lei resti ad ascoltare.
Verso la sera,
Fra l’ombra nera
Lieti studiamo,
Nason spregiamo
In un bruttissimo
Libro, sporchissimo,
Che pure è buono
A darsi in dono
A quel che vende,
E allegro prende
Libri stracciati,
Libri sporcati.
Ma il Precettore
Ha un libro bello
Espresso in quello
Vede il dolore
Del poveretto Nason, diletto.
Dunque andiamo, studiamo contenti
Precettore immortale, e giocoso,
Che sollevi le cure, e gli stenti
Dello studio, ch’è un po’ faticoso.
Lasciam pur la fatica diurna,
Cominciam la fatica notturna.
Ma per ora soscriver mi voglio
E lasciar di far versi l’imbroglio.
Servitore Devotissimo,
E scolare obbligatissimo.
Recanati è il mio paese,
E d’Ottobre siam nel mese.
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