MAURIZIO PARMA (LEGA NORD) SOLLECITA UTILIZZO DEL BIODIESEL NELLA NOSTRA REGIONE
Il capogruppo della Lega Nord, Maurizio Parma, in una interrogazione alla Giunta fa notare che il biodiesel è un prodotto di derivazione naturale utilizzabile come carburante per autotrazione e come combustibile nel riscaldamento, che è biodegradabile e garantisce un rendimento energetico pari a quello dei carburanti e dei combustibili minerali. La produzione del biodiesel interessa diversi settori, tra cui l’agricoltura e, osserva Parma, le zone povere del territorio emiliano romagnolo, adibite in passato a coltivazioni, ed ora abbandonate, potrebbero specializzarsi nella produzione di piante oleaginose (colza, soia e girasole) creando opportunità di lavoro.
Il biodiesel, prosegue Parma, in confronto con il gasolio determina effetti positivi in quanto non contribuisce ad aumentare l’effetto serra, riduce le emissioni di monossido di carbonio e di carburi incombusti. Il capogruppo leghista rileva come da tutti gli studi emerga quanto l’impiego di fonti energetiche pulite e rinnovabili come il biodiesel sia vantaggioso e auspicabile e che il biodiesel rappresenta una valida via per la differenziazione delle fonti energetiche, essendo in proposito l’Italia il fanalino di coda dell’Unione Europea.
Parma pone inoltre l’attenzione sul valore dei “sottoprodotti” dell’intero processo di lavorazione che, anzichè imbarazzanti e scomodi scarti di lavorazione, costituiscono coprodotti nobili dall’alto valore aggiunto, sia in termini energetici che economici e interroga la Giunta per sapere se la Regione Emilia-Romagna intenda promuovere azioni, anche tramite contributi per la produzione e l’utilizzo del biodiesel nella nostra regione.
Comuni e Province contro le polveri in atmosfera
Ecco le nuove misure antismog della Regione Emila Romagna
Inquinamento atmosferico, effetto serra, emissioni di anidride carbonica e adesso anche l’elevata concentrazione di Pm10, le cosiddette polveri fini, ultimo problema, in ordine di tempo, delle nostre città .
A queste "emergenze ambiente" la Regione Emilia-Romagna risponde ora con due interventi che hanno lo scopo di ridurre le emissioni gassose nocive all’atmosfera e quindi di migliorare la qualità dell’aria che respiriamo.
"Probio" e biodiesel
Il primo intervento della Regione è legato al programma nazionale biocombustibili "Probio". Il programma, che si propone di produrre energia alternativa al petrolio con un finanziamento di poco di più di 2 milioni e mezzo di euro all’anno, è articolato su due livelli: uno centrale, coordinato dal Ministero politiche agricole e forestali e l’altro regionale basato su “progetti dimostrativi interregionali”.
La Regione Emilia-Romagna partecipa quindi a "Probio" con due progetti - rispettivamente di 462 mila e di 482 mila euro circa - relativi alla filiera del biodiesel, carburante liquido a base di materie prime rigenerabili come l’olio di colza o di girasole. Questo è l’unico carburante ora conosciuto che non contribuisce all’aumento dell’anidride carbonica in atmosfera.
Sono tre gli assessorati regionali interessati alla sperimentazione (agricoltura, ambiente e sviluppo sostenibile; mobilità e trasporti; attività produttive e sviluppo economico) con l’obiettivo di coordinare le attività di ricerca e favorire le sinergie tra i vari enti.
In sintesi il programma regionale si propone di studiare l’impatto sistemico del biodiesel valutandone l’efficienza energetica, l’emissione di inquinanti, la verifica delle prestazioni dei motori, gli effetti sull’ambiente e sulla salute. Un punto di partenza per mettere in grado le Istituzioni di lavorare su dati utili per facilitare le scelte più corrette per la riduzione delle emissioni gassose e lo sfruttamento di risorse rinnovabili.
Molte le aziende emiliano-romagnole che concorrono alla realizzazione di questi obiettivi: in primo luogo per quanto riguarda la sperimentazione, il Centro ricerche produzioni vegetali di Cesena (CRPV), mentre per l’utilizzazione troviamo l’ATC (Azienda consorziale di trasporto pubblico di Bologna) e l’AREA (Azienda ravennate energia e ambiente). E’ inoltre previsto, al momento del suo impiego pratico, un monitoraggio dell’impatto ambientale da parte di ARPA (Agenzia regionale prevenzione e ambiente dell’Emilia-Romagna) che, insieme al CNR (Consiglio nazionale delle ricerche), effettua a Bologna il controllo dell’aria e a Ravenna lo studio dei microinquinanti in ambiente esterno. Grazie poi alla collaborazione del Comune di Bologna, presso il tunnel del Ravone, è in fase di completamento una sperimentazione su combustibili alternativi al gasolio, tra cui il biodiesel.
La Provincia di Bologna realizzerà invece, in collaborazione con gli istituti agrari Serpieri di Bologna e Scarabelli di Imola, prove di pieno campo sulle colture di maggior interesse per la produzione di questo carburante e organizzerà giornate di divulgazione per gli studenti e l’esecuzione di prove di riscaldamento di serre.
Anche l’ACFT (Azienda consorziale di trasporto pubblico di Ferrara), l’ENEA (Ente per le nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente) e l’Istituto autonomo case popolari di Ravenna faranno la loro parte proponendo l’impiego di biodiesel puro per il funzionamento di alcune centrali termiche.
Micropolveri
Per quanto riguarda il problema dell’elevata concentrazione in atmosfera di Pm10, le cosiddette polveri fini, la Regione Emilia-Romagna con l’assessore regionale all’ambiente Guido Tampieri, ha organizzato per lunedì 21 gennaio una riunione con i sindaci dei Comuni capoluogo e i presidenti delle Province. Lo scopo è quello di concordare iniziative adeguate per affrontare questa emergenza con un vero e proprio "patto d'azione" tra tutti i soggetti coinvolti a vario titolo nella soluzione del problema.
"La Giunta regionale - ha precisato l’assessore Tampieri - si è già occupata della situazione nella seduta di lunedì 14 gennaio".
Ma il continuo e persistente superamento dei limiti di esposizione alle polveri fissati dal decreto ministeriale n.163 del '99 (decreto che la Direttiva Comunitaria in procinto di essere adottata dalla Conferenza Stato-Regioni rende obbligatori a partire dal 2005), ha portato la Giunta a ritenere necessarie iniziative più incisive per ridurre il fenomeno.
Ecco quindi l’urgenza di azioni concertate dall’insieme delle istituzioni territoriali, anche in vista dell’incontro con il ministero dell’ambiente in calendario per il 24 gennaio prossimo.