Berlusconi: «Il terrorismo non fermerà le riforme»

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ROMA -- Il ricordo di Marco Biagi e un messaggio chiaro ai terroristi: "Le riforme non si fermeranno. Il governo andrà a avanti". Questi nella sostanza i contenuti principali del discorso radiotelevisivo registrato venerdì dal presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, a Palazzo Chigi e trasmesso in serata dalle principali emittenti nazionali.

’’Voglio rendere onore al professor Marco Biagi - ha esordito Berlusconi - era uno studioso che aveva messo la sua competenza al servizio dello Stato. In Italia ’’chi si batte per il cambiamento e le riforme è attaccato e offeso, a volte persino eliminato fisicamente’’.

Adesso governo e magistratura - ha sottolineato il leader di Forza Italia - sono impegnati nella ricerca dei terroristi per consegnarli alla giustizia’’. Ma la lotta al terrorismo "deve essere un obiettivo, un impegno, comune, di tutti".

Anche per questo Berlusconi ha confermato l’invito a tutte le parti sociali a riprendere il negoziato ’’con uno spirito nuovo’’ e ad andare avanti con le riforme.

«Biagi, un innovatore»

’’Biagi collaborava con il nostro governo - ha ricordato il presidente del consiglio - e lavorava con intelligenza, con una visione moderna, alla riforma della disciplina del lavoro. Era un innovatore e voleva creare posti di lavoro. Voleva dare finalmente all’Italia quelle leggi, quelle procedure, che anche l’Europa da tempo ci invita a varare se vogliamo rendere competitive le imprese, arrivando al pieno impiego e sconfiggendo la disoccupazione’’.

Facendo riferimento alle polemiche sulle modifiche dell’art.18, Berlusconi ha poi citato l’ultimo articolo di Biagi, in cui il giurista critica chi si oppone in maniera ’’radicale’’ ritenendo ’’immodificabile l’attuale assetto del diritto del lavoro’’.

Il numero uno del centrodestra ha ricordato quanto scritto da Biagi: "E’ più che lecito dissentire sulle tecniche di modernizzazione e comunque nutrire riserve sulle scelte del governo. Non si comprende invece l’opposizione radicale a ritenere pressochè immodificabile l’attuale assetto del diritto del lavoro, eccependo la presenza della violazione dei diritti fondamentali e denunciando pretesi attentati alla democrazia’’.

’’Noi - ha quindi ripreso Berlusconi - ci sentiamo impegnati moralmente con il professor Biagi ad andare avanti sulla strada delle riforme. Lo dobbiamo al Paese, lo dobbiamo ai nostri concittadini, ora lo dobbiamo anche alla sua memoria.

’’Il governo - ha insistito il presidente del consiglio - si sente impegnato nel completare il programma di cambiamento dell’Italia, già avviato, nel rispetto del patto stipulato con gli elettori’’.

’’I terroristi devono sapere - ha concluso il numero uno del centrodestra - che non fermeranno nè le riforme nè l’azione del governo e della maggioranza’’.