Regione Lombardia ha approvato oggi una cosa concreta: una Cabina di Regia per gestire gli ospedali e i pronto soccorso durante Milano‑Cortina 2026. Non è uno slogan. È una struttura vera che, dal 30 gennaio, coordinerà in tempo reale ogni decisione sanitaria legata ai Giochi. Assessore al Welfare Guido Bertolaso ha portato il provvedimento in Giunta stamattina. È passato.
Il perché è semplice. Le Olimpiadi invernali portano milioni di persone in Lombardia in pochi giorni. Turisti, atleti, delegazioni, media. Non è la solita affluenza di una città. È un carico straordinario su ospedali e pronto soccorso che normalmente gestiscono una domanda prevedibile. Durante i Giochi, le emergenze non seguono calendari. Un atleta che cade sulla pista a Livigno ha bisogno di un trauma center a Milano in pochi minuti. Un turista che ha un infarto a Bormio deve trovare una struttura coordinata e non caotiche scelte territoriali.
La Cabina di Regia risolve il problema più grosso: chi decide quando tutti hanno fretta. È il punto di comando unico.
Come funziona davvero
Non è un comitato che si riunisce ogni due settimane. È un coordinamento permanente. Il Direttore Generale della Direzione Welfare fa da coordinatore centrale. Intorno a lui ci sono i dirigenti delle unità operative regionali, i direttori dei principali ospedali (quelli designati "ospedali olimpici") e i direttori delle ATS, cioè le strutture che coordinano la sanità su base territoriale.
Quando la Cabina prende una decisione, diventa un ordine vincolante per tutto il Servizio Sanitario Regionale. Non c'è margine per interpretazioni. Se la Cabina dice "spostate il personale da qui a lì", gli ospedali lo fanno. Se dice "attivate il protocollo X per i traumi", scatta subito. Non c'è burocrazia in mezzo.
È la differenza tra coordinamento caottico e coordinamento che funziona.
Il costo zero che nessuno sa cosa significhi
Una cosa ha sorpreso: il provvedimento non costa nulla in più al bilancio regionale. Non ci sono nuove assunzioni, non ci sono strutture da costruire. La Cabina usa le persone che la Regione ha già, le mette insieme intorno a uno stesso tavolo con una missione chiara. È riorganizzazione, non creazione di apparati.
Bertolaso l'ha detto così: "Rafforziamo la governance sanitaria durante un evento straordinario". In pratica: tutti quelli che sanno fare il loro lavoro mettono il telefono in tasca e vanno dove servono per i Giochi. Senza carta bollata, senza procedure lunghe.
Cosa ha detto Bertolaso
L'assessore non ha usato parole vuote. Ha detto che la Cabina esiste per garantire assistenza buona ai cittadini lombardi, agli atleti e ai milioni di visitatori stranieri. E ha aggiunto qualcosa di importante: la sanità lombarda negli ultimi anni ha già provato cosa significa operare sotto emergenza straordinaria. Sa come comportarsi.
Non è una promessa. È una constatazione di fatto. Gli ospedali lombardi hanno già retto. Ora hanno uno strumento migliore per reggerla ancora.
Perché Milano‑Cortina ha bisogno di questo
I Giochi Olimpici iniziano il 6 febbraio. Milano ospita lo stadio e le cerimonie. Livigno e Bormio ospitano gli sport alpini. Altre località minori ospitano discipline specifiche. È una geografia dispersa su centinaia di chilometri, ma tutto deve funzionare come un unico sistema.
Il traffico verso gli impianti sarà enorme. Le strade saranno piene. Un'ambulanza da Bormio a Milano avrebbe normalmente due ore di viaggio. Durante i Giochi, tutto è più complicato. La Cabina di Regia esiste per anticipare questi problemi e non farsi sorprendere.
Sui social, la gente già chiede: "Ma siamo pronti davvero?" La Cabina è la risposta ufficiale: sì, abbiamo un piano, abbiamo un comando unico, abbiamo persone che sanno cosa fare.
Il precedente che rende credibile questa cosa
La sanità lombarda non è astratta. Nel recente passato ha dovuto gestire emergenze a cui non è preparato nessun ospedale. L'hanno fatto. Medici e infermieri hanno lavorato sotto stress, hanno improvvisato, hanno salvato vite. C'è ricordo pubblico di questo. Cioè, la gente si ricorda che gli ospedali lombardi reggono quando contano.
Quella capacità ora ha uno strumento: la Cabina di Regia. Non è una promessa nuova. È formalizzazione di una capacità che esiste già.
Le prossime 96 ore
Mancano quattro giorni al debutto della Cabina. Non è tempo per costruire niente. È tempo per gli ultimi dettagli: protocolli operativi, definizione dei turni, comunicazioni interne, test su carta delle procedure d'emergenza. È il lavoro silenzioso che nessuno vede e che decide se il 6 febbraio, quando le luci delle olimpiadi si accendono, anche l'ospedale sa cosa fare.
I fatti sulla Cabina di Regia
Data di approvazione: 26 gennaio 2026, Giunta di Regione Lombardia.
Proponente: Guido Bertolaso, assessore al Welfare.
Operatività: venerdì 30 gennaio 2026.
Dove opera: presso la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia.
Chi comanda: Direttore Generale della Direzione Welfare (coordinatore centrale), dirigenti delle Unità Organizzative della Direzione, Direttori Generali delle ASST designate come ospedali olimpici, Direttori Generali delle ATS lombarde.
Cosa decide: le sue indicazioni sono vincolanti per tutto il Servizio Sanitario Regionale. Non sono consigli, sono ordini operativi.
Missione: coordinamento permanente per pronto soccorso, ospedali e servizi d'emergenza durante i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano‑Cortina 2026, monitoraggio continuo delle attività del Servizio Sanitario Regionale.
Costo: zero oneri aggiuntivi per il bilancio di Regione Lombardia.
Data inizio Giochi: 6 febbraio 2026.
Termini utili
- ASST: Azienda Socio‑Sanitaria Territoriale – ossia i grandi ospedali pubblici della Lombardia. Durante i Giochi, alcune di loro vengono designate come "ospedali olimpici" e ricevono compiti speciali.
- ATS: Agenzia di Tutela della Salute – la struttura regionale che coordina la sanità su aree geografiche e che controlla i rischi per la salute pubblica.
- Servizio Sanitario Regionale: l'insieme di ospedali, medici di base, pronto soccorso e servizi pubblici che la Lombardia mette a disposizione.
- Indicazioni vincolanti: quando la Cabina di Regia decide qualcosa, gli ospedali non possono ignorarla. È un ordine operativo.