I più anziani e gli appassionati di storia si ricorderanno bene delle “marocchinate”; quando, dopo lo sfondamento della Linea Gustav, nel 1944, infami generali francesi concessero ai soldati marocchini la libertà di saccheggiare e stuprare la popolazione locale e così migliaia di donne, bambini, bambine e uomini italiani vennero violentati, e in alcuni casi anche ammazzati, dai marocchini con il conseguente contagio da sifilide, gonorrea e altre malattie a trasmissione sessuale e ovviamente umiliazione, aborti e suicidi. Questi tragici eventi furono trasposti da Alberto Moravia nel suo romanzo “La ciociara”, ripreso dall’omonimo film di Vittorio De Sica. Si credeva che questo genere di cose fossero cosa ormai passata e che finita la barbarie della seconda guerra mondiale, la civiltà si sarebbe evoluta al punto di rendere impossibile il ripetersi di tanto orrore ma sebbene oggi non ci sia una guerra civile, l'istituto di statistica ci informa che nella Repubblica Italiana ci sono stati 2333 casi di stupro nei primi sei mesi del 2017, di cui 1534 fatti da italiani e 904 da stranieri e troppo spesso l’impunità la fa’ da padrona ed è impressione generale che gli immigranti siano favoriti da molti magistrati… Gli stranieri in Italia sono il 8% della popolazione, se il tasso di criminalità fosse lo stesso, per i 1534 casi di stupri italiani, ci sarebbero stati solo 113 stupri da parte di stranieri (8% di 1534) nello stesso arco di tempo: 1534/92 = 16,67 (tasso italiano) e 904/8 = 113 (tasso estero) ma ce ne sono stati 904, il che significa che gli stupri degli stranieri sono stati 6.78 volte più degli stupri degli italiani. O, in altre parole, se non ci fossero stranieri, gli stupri diminuirebbero di oltre un terzo. In pratica, gli stupri per l'intero anno dovrebbero essere il doppio, rispetto al dato diffuso dall’Istat, ma le percentuali non variano. Il punto è che il numero di reati di violenza sessuale da parte di stranieri è 6,78 volte superiore a quello degli italiani e il numero di casi può essere ridotto di oltre un terzo semplicemente controllando l’immigrazione illegale. Il numero effettivo di casi è molto più alto, presumendo che il numero di casi degli stupri effettivi segnalati alle Forze dell’Ordine sia solo il 7%, così come è secondo i dati diffusi dall’istituto di statistica, ma le proporzioni sopra riportate non cambiano. Sono effettivamente circa 1800 casi di stupri denunciati compiuti da stranieri all'anno, il doppio dei dati a 6 mesi. Ma dato che secondo l’Istat solo il 7% dei casi è denunciato, sono probabilmente 66.657 i crimini carnali totali, inclusi quelli non dichiarati, di cui 25828 i casi di stupri da parte di stranieri all'anno che potrebbero essere evitati semplicemente se si contrastasse l’immigrazione clandestina. La cosa tragica è anche che in tutto questo caos c’è chi sostiene, come Elizabeth Warren, una senatrice statunitense, che "se le donne devono essere violentate dai musulmani per dimostrare la nostra tolleranza, così sia." Ma intendiamoci, questo genere di cultura ha ormai radici profonde anche in Italia, ricordiamo infatti che l'avvocato Carmen Di Genio del Comitato pari opportunità della Corte d’Appello di Salerno, sostenne nell’autunno 2017 che "non possiamo pretendere che un africano sappia che in Italia su una spiaggia non possa violentare una persona", una frase che pare “giustificare” culturalmente la violenza degli immigranti sugli italiani. In questo clima di anarchia ci si chiede per quale perversa ragione gl’italiani debbano subire tutto questo, intanto gli effetti sulla popolazione, in considerazione anche del fatto che gl’africani sono per un terzo infetti da aids, non sono certo meno devastanti di quelli delle vittime delle marocchinate.
Matteo Cornelius Sullivan
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