Peter Stein con CRISI DI NERVI. TRE ATTI UNICI DI ANTON ČECHOV al Menotti di Milano

Peter Stein con CRISI DI NERVI. TRE ATTI UNICI DI ANTON ČECHOV al Menotti di Milano

Crisi di nervi - Tre atti unici di Anton Cechov per la regia di Peter Stein. Visto a Milano al Teatro Menotti - 9 Giugno - La Recensione

Uno spettacolo di gran classe: crisi di nervi, divertimento con riflessione - Oggi è andato in scena l'ultimo spettacolo in programma al Teatro Menotti di Milano, accolto da scroscianti applausi del pubblico per un cast di prim'ordine guidato da un regista di grande finezza e vivacità: Peter Stein, il quale ha saputo lavorare sugli eccessi della comicità, del grottesco e della crudeltà, lasciando agli spettatori, oltre al divertimento, il senso della realtà su temi ancora molto attuali.

Anton Čechov è stato uno degli autori russi più amati. Le sue opere teatrali, insieme alle centinaia di racconti, sono considerate una vera e propria enciclopedia dell'animo umano, ma anche una rappresentazione perfetta della società russa di fine Ottocento.

Peter Stein ha portato in scena, con grande maestria, i tre famosissimi atti unici di Anton Čechov: L’Orso, I danni del tabacco e La domanda di matrimonio che, a ben vedere, sono null'altro che l'espressione della frustrazione degli stessi personaggi che di volta in volta si susseguono, avendo un unico denominatore: quello di essere tutti in preda a una crisi di nervi provocata dalle false apparenze e dall’ipocrisia che regna sovrana nella società borghese.

Molto ben rappresentata è la nevrosi borghese, sempre avvolta da una piacevole ironia. Le scene eleganti di Ferdinand Woegerbauer e i costumi di Anna Maria Heinreich sono sontuosi e coinvolgono lo spettatore, anche grazie ai giochi di luci di Andrea Violato.

Il primo atto è L’Orso, che viene rappresentato con scene di personaggi vestiti di nero. Il tema dominante è il lutto: nero il bellissimo costume che avvolge una statuaria e giocosa Maddalena Crippa, vedova inconsolabile che ha fatto voto di fedeltà eterna davanti a un ritratto del defunto marito, che però non le ha mai portato rispetto. La vedova non rinuncia a raccontare le numerose infedeltà subite e poi, le pareti e i mobili tutto appare nero come falso è il sentimento provato. Vero è che, in poco tempo, incontra nella sua casa Alessandro Sampaoli nei panni di un creditore, uomo avvenente e testardo, che dichiara di non andare via fino a quando non ottiene quanto gli spetta. Addirittura sfida la donna a duello ma ecco il colpo di scena: le intenzioni cambiano e finisce per chiedere la mano della donna in ginocchio. Il povero e anziano servitore, molto ben interpretato da Sergio Basile, finisce per agitarsi e perdere anch'egli il decoro iniziale.

In questo primo atto ha inizio un unico filo conduttore che si lega agli altri due atti unici che seguono.

I danni del tabacco è il titolo e il tema del secondo atto unico, affidato con un monologo a Gianluigi Fogacci, che si cala nei panni di un borghese dell'Ottocento vivendo un conflitto interiore: dire ciò che pensa e tralasciare il tema della salute da conservare, pertanto proteggersi dal vizio del tabacco, così come il titolo della conferenza alla quale dovrebbe attenersi, ma viene colto dalla vendetta distruttiva, scatenata da una moglie che comanda anche senza esserci. Tutto questo porta a momenti buffi con i quali Fogacci gioca con un grande senso di comicità e stramberia.

La domanda di matrimonio è il terzo atto unico, qui il nervosismo lievita in tre personaggi: un giovane attraente (Alessandro Averone) che desidera prendere come moglie una “non brutta, ma brava massaia” per la sua ampia rendita (la prorompente e brava Emilia Scatigno) con un matrimonio d’interesse, ma poi non raggiunge l'obiettivo a causa principalmente della sua timidezza. Tutti e tre i personaggi ruotano attorno a una comicità piacevole che chiude il cerchio con la brillante interpretazione di Sergio Basile, un personaggio che esaspera situazioni grottesche, scatenando un irresistibile divertimento.

Note di Regia

Dopo l’insuccesso delle sue prime due opere, il giovane Čechov giurò di non scrivere mai più per il teatro drammatico e decise di dedicarsi esclusivamente ai vaudeville. Questa circostanza ci ha regalato una serie di atti unici, pieni di sarcasmo, di comicità paradossale, di stravagante assurdità e di folle crudeltà, che a loro volta sono diventati il terreno fertile per l’esperienza e la preparazione delle grandi opere della maturità dell’autore.

Nelle tre opere esemplari che presentiamo, i personaggi di volta in volta si fanno prendere da crisi di nervi, si ammalano, sono preda di attacchi isterici o litigano in continuazione fra loro.

Ne L’Orso il protagonista quasi muore dalla rabbia per un debito che non gli viene rimborsato da parte di una donna, che lui arriva a sfidare a duello, per finire in ginocchio a chiederle di diventare sua moglie.

Ne I danni del tabacco un presunto oratore deve tenere una conferenza sugli effetti negativi del tabacco, ma, tra starnuti e attacchi d’asma, confessa in realtà di voler mettere fine alla vita disastrosa che conduce come marito della propria moglie.

Ne La domanda di matrimonio il futuro sposo, per timidezza e altre difficoltà fisiche, non riesce a porre alla futura sposa la fatidica domanda, e anzi si mette a litigare con lei, che a sua volta gli ribatte a muso duro ed è preda di un attacco isterico quando lui cade svenuto per ipocondria.

L’estrema comicità, l’esasperazione e gli eccessi di crudeltà utilizzati dall’autore possono funzionare soltanto se accompagnati da un sottofondo realistico e psicologicamente giustificato. Comunque si tratta pur sempre di opere di Čechov. Sono questi i presupposti su cui gli attori hanno dovuto lavorare. Speriamo di averlo fatto con successo.

Peter Stein

Milano, 23 maggio | 9 giugno

Crisi di nervi. Tre atti unici di Anton Čechov

  • Peter Stein
  • Prima milanese
  • Durata: 90 minuti
  • Produzione: Tieffe Teatro Milano e Teatro Biondo Palermo
  • Regia: Peter Stein
  • Adattamento: Peter Stein e Carlo Bellamio
  • L’Orso con Maddalena Crippa, Alessandro Sampaoli, Sergio Basile
  • I danni del tabacco con Gianluigi Fogacci
  • La domanda di matrimonio con Alessandro Averone, Sergio Basile, Emilia Scatigno
  • Assistente alla regia: Carlo Bellamio
  • Scene: Ferdinand Woegerbauer
  • Costumi: Anna Maria Heinreich
  • Luci: Andrea Violato

Continua la tournée teatrale italiana: Crisi di nervi - Tre atti unici di Anton Čechov

Glossario

  • Atto unico: Un'opera teatrale che si svolge in un'unica sequenza continua, senza intervallo.
  • Borghesia: Classe sociale caratterizzata da proprietà, benessere e influenza culturale, spesso associata a valori conservatori e status quo.
  • Comicità: Qualità di ciò che è comico, che provoca ilarità e divertimento.
  • Crisi di nervi: Stato di estrema tensione psicologica che porta a reazioni emotive intense e fuori controllo.
  • Crudeltà: Qualità di ciò che è crudele, che provoca dolore o sofferenza fisica o morale.
  • Duello: Combattimento formale tra due persone, spesso per questioni di onore.
  • Farsa: Commedia leggera e senza pretese, basata su situazioni comiche ed esagerate.
  • Grottesco: Caratteristica di ciò che è bizzarro, esagerato e spesso deformato in modo comico o inquietante.
  • Ironia: Uso di parole per esprimere un significato opposto a quello letterale, spesso per umorismo o critica.
  • Sarcasmo: Uso di ironia pungente e spesso amara per esprimere disprezzo o critica.
  • Scena: Parte di un'opera teatrale, film o spettacolo, caratterizzata da una specifica ambientazione e azione.
  • Società borghese: Comunità sociale composta principalmente da membri della classe media, spesso con valori e interessi conservatori.
  • Starnuti: Espulsione improvvisa e involontaria di aria dai polmoni attraverso il naso e la bocca, spesso causata da irritazioni nasali.
  • Tournée: Serie di spettacoli teatrali, concerti o altre esibizioni eseguite in diverse località.
  • Vaudeville: Genere di spettacolo leggero e vario, popolare nel XIX e inizio XX secolo, caratterizzato da numeri di musica, danza e commedia.