Dopo la sbornia mondana e borghese del fine settimana, ancora parzialmente in atto per la raccolta parecchio laboriosa delle forze fisiche e mentali generosamente dilapidate, ho voglia di ritirarmi nella mia stanza segreta e sedermi davanti al camino della mia anima a raccontare storie.
Le mie e di quanti mi stanno a cuore.
Ho voglia di cominciare ad analizzare gli snodi cruciali di quella che è stata fino ad oggi la mia vita.
Iniziando dal mistero più grande di tutti:l’Amore.
Da quando ho maturato una certa consapevolezza delle cose, tutte le mie energie le ho orientate verso i sentimenti e posso dire di essere giunto ad una conclusione:sia che si tratti di Dio, di una donna, di un amico o di un familiare, è dalla stessa fonte che attingo la materia che alimenta il mio dire, il mio fare, la quintessenza di ogni emozione. Per me non c’è nessuna differenza fra amore fraterno, filiale, amichevole, sensuale, divino:tutto è Amore... o ne evoca la presenza... o ne dichiara il bisogno. E quando amo... lo è per sempre!
Se si parla di Amore, l’unione fra un uomo e una donna è l’evento centrale dell’esistenza. La stessa maternità o paternità si estrinsecano nell’accompagnare una nascente esistenza a vivere ed affrontare compiutamente quello stesso evento. E’ nell’energia che si intreccia fra un uomo e una donna che si gioca la creazione e la stessa funzione creativa. Attraverso questa unione si concreta la propria realizzazione individuale.
Se guardo al passato, mi sembra di essere stato perennemente innamorato. Fanciullo, guardavo sognante a donne più grandi e provavo arditamente a corteggiarle. Quanta tenerezza mi fa rintracciare tanta ingenuità nelle mie prime passioni e nei conseguenti primi dolori. Oggi l’incontro fortuito con qualcuna di queste tenere prime muse ammaliatrici è capace di farmi provare ancora brividi di piacere.
Fino a quando non ha prevalso, in maniera perentoria e definitiva, l’amore per la mia splendida moglie.
Da allora sono anni di fedeltà assoluta a quella che è... senza alcun dubbio... la storia più importante della mia vita.
Un uomo è però più complesso di qualsiasi storia che lo riguardi e l’Amore è un miracolo più grande di qualsiasi persona od entità che lo rappresenti.
Per la scrittrice russa Nina Berberova la nostra interiorità non ha confini e questa vastità contempla l’esistenza... alla periferia della nostra anima... di una zona franca, di un luogo incontaminato e vergine, tutto per sé, di un’esistenza libera e separata:la “No man’s land“.
Ho fatto mia questa astrazione e ho scoperto quanto fosse vitale vagheggiarla. Anch’io cerco e trovo... giorno per giorno... la mia “no man’s land“.
E’ una condizione sostanzialmente mentale in cui ritrovo la mia libertà, in cui riprovo l’ebbrezza della prima volta... quando il fiume della vita mi conduceva senza che opponessi resistenza, senza legami e condizionamenti, in cui sono nella mia interezza propriamente Io(... o perlomeno provo ad esserlo).
Se ho dei rimpianti riguardo al passato sono quelli di non aver curato abbastanza la porzione di autonomia che ad ogni essere umano è concessa dalla sua stessa natura e di aver fatto scivolare via. . a tratti... la vera vita in ossequio ad un’esistenza di facciata.
ROSARIO TISO
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