Comunicare non ha mai fatto male a nessuno e non ha mai avuto una connotazione negativa. Criticare la forma è da integralisti. Ogni tempo ha la sua forma. Oggi , fra le tante possibilità, c’è Facebook. Ben venga. Aspettarsi poi che aiuti a risolvere alcunché e ancor di più a riempire i propri vuoti è palesemente una grossa ingenuità. Pensare che restare più di un’ora al computer possa risultare un segno di disimpegno sociale è invece una grossa esagerazione, relitto della mitizzazione di una fantomatica VITA ATTIVA che si svolgerebbe FUORI DALLE MURA DOMESTICHE.
Chi ha varcato i confini del mito sa quanto virtuale possa essere la tanto decantata VITA REALE.
Quanta futilità possa nascondere un viaggio o lo svolgere una qualsivoglia attività.
Dove c’è più “realtà“?
Nell’azione che nasconde magari una malcelata aridità o nell’inazione animata da alti e coloriti vagheggiamenti?
Ho smesso da tempo di affidarmi a categorie dai contorni netti quali il bianco e il nero, il reale ed il virtuale, il bene ed il male, il vissuto ed il sogno. Conosco gente che ha girato il mondo e sembra non essere mai uscita di casa per quanto è gretta e rigida e persone che, pur non muovendosi dalla propria città e dal proprio ambiente, dimostra un respiro universale nei pensieri e nelle immagini che si porta dentro.
Tutto accade dove non batte il sole:nell’interiorità!
Facebook è una realtà neutra, come la televisione. Chi ha da quadrare dei conti con la vita non li risolverà certo “chattando“. E’ un “divertissement“... come dicono i francesi. E come tale va preso. Chi ha di meglio da fare ... son convinto... il computer manco l’accende!Ma son certo che tutti, proprio tutti, desiderano un pò d’evasione. E può attingerla ovunque. Discriminare è diffondere l’inequivocabile olezzo di un certo snobismo intellettuale.
ROSARIO TISO
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