Nel cuore di Treviso, un caso di affidamento sconcertante ha scosso la comunità. Un bambino di sei anni è stato allontanato dalla sua famiglia affidataria amorevole e catapultato a oltre cento chilometri di distanza. Questo evento ha portato alla luce una serie di gravi accuse contro tre assistenti sociali, una psicologa e il direttore di un'unità operativa complessa trevigiana. Il tutto, secondo quanto dichiarato dalla famiglia, basato su falsità ideologiche, maltrattamenti, e abusi d'ufficio. In questo articolo, esploreremo gli aspetti chiave di questa vicenda, evidenziando il lato oscuro delle decisioni prese a discapito del benessere di un bambino.
Il Caso in Breve: Il giovane bambino, affidato a una famiglia che si è dimostrata amorevole e accogliente, è stato improvvisamente strappato dal suo ambiente familiare senza una spiegazione adeguata. Le accuse nei confronti degli assistenti sociali e della psicologa coinvolta vanno dal cattivo trattamento alla manipolazione delle relazioni presentate al Tribunale per i minorenni di Venezia. La famiglia naturale e quella affidataria sono state dipinte in modo negativo senza alcuna giustificazione valida.
Il Puzzle della Relazione Manipolata:
Il comportamento gravemente manipolatorio degli assistenti sociali e della psicologa ha portato alla presentazione di una relazione distorta al Tribunale. Questa manipolazione ha danneggiato l'immagine sia dei genitori naturali che di quelli affidatari, creando un quadro ingiustificato di inadeguatezza. La decisione di allontanare il bambino da una situazione stabile a una sconosciuta, distante e potenzialmente dannosa, solleva dubbi fondati sulla trasparenza delle azioni degli enti preposti alla tutela dei minori.
Il Ruolo del Sistema Legale:
L'avvocato Miraglia, che rappresenta la famiglia, ha sollevato interrogativi cruciali sulla logica di trasferire il bambino così lontano senza motivazioni valide. La richiesta di coinvolgere il presidente della Regione, Luca Zaia, evidenzia la preoccupazione per la mancanza di adeguate famiglie nel Veneto che possano accogliere il bambino. Questo solleva la domanda: c'è dietro questa decisione di affidamento un interesse che va al di là del benessere del minore?


Condizione che non gli permetterebbe di avere più costanti rapporti con i familiari né con gli amichetti e i compagni di scuola.
«Per quale ragione spostare questo bambino così lontano e per di più fuori regione? – spiega l’avvocato Miraglia, al quale i genitori naturali del bimbo si sono affidati per ottenere giustizia. – Se fosse dipeso da gravi problemi di inserimento nella famiglia affidataria, sarebbe comprensibile: invece sono affidatari splendidi, con i quali vanno d’accordo sia il piccolo che i genitori naturali. In poco tempo il bimbo si era ambientato, migliorando nei problemi di sviluppo che presentava. Portarlo ora senza motivo così lontano pregiudicherebbe il suo benessere e il rapporto con la sua famiglia di origine».
Ma c’è di peggio, in quanto la relazione, che gli assistenti sociali e la psicologa hanno steso e presentato al Tribunale per i minorenni di Venezia per motivare la scelta di cambiare famiglia affidataria, è completamente manipolata: hanno dipinto i genitori naturali e pure quelli affidatari come delle persone inadeguate, così come la zia paterna, nonostante abbia in affidamento il fratello più grande di questo bambino. Da qui la decisione di denunciare l’equipe.
«Di questo comportamento così grave – prosegue l’avvocato Miraglia – investiremo anche l’ordine degli assistenti sociali e porremo la questione all’attenzione del presidente della Regione Luca Zaia: è mai possibile che in tutto il Veneto non ci sia una famiglia adeguata ad accogliere questo bambino e sia necessario trasferirlo così lontano?».
Non vorremmo pensare che dietro questo affido ci sia interesse diverso?... a pensar male si fa peccato diceva qualcuno. / Studio Legale Miraglia
Glossario Tecnico:
- Affidamento: Il trasferimento temporaneo di un minore dalla famiglia biologica a una famiglia affidataria sotto la supervisione degli enti preposti.
- Maltrattamenti: Comportamenti dannosi o violenti nei confronti di un minore, fisicamente o psicologicamente.
- Manipolazione: Alterare in modo distorto le informazioni o le relazioni per influenzare una decisione o un giudizio.
- Abuso d'Ufficio: Utilizzo improprio delle proprie responsabilità e competenze professionali.
Il caso di Treviso solleva domande serie sulla tutela dei diritti dei minori e l'integrità del sistema di affidamento. È imperativo che si faccia luce su queste accuse e che si adottino misure correttive per garantire il benessere del bambino coinvolto. La comunità deve rimanere vigile e esigere trasparenza nelle decisioni che influenzano la vita di coloro che sono più vulnerabili. Il nostro impegno è garantire che storie come questa non sfuggano all'attenzione pubblica e che la giustizia prevalga per il bene dei minori.
Fonti:
- Studio Legale Miraglia
- Procura di Treviso
- Tribunale per i Minorenni di Venezia