Professione: Interprete in zona di guerra e di conflitti

CONCLUSO A ROMA IL FORUM DEGLI INTERPRETI DI CONFERENZA

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Roma: Con notevole successo di partecipanti si è concluso ieri, 9 gennaio 2010, il Forum organizzato dall’AIIC ( Associazione Internazionale Interpreti di Conferenza ), due giorni di incontri, dibattiti, scambi di esperienze tra gli appartenenti ad una emerita e specializzata categoria di interpreti linguistici che - per lo più - svolgono la loro opera in zone disagiate e particolarmente in zone interessate da conflitti.
L’opera meritoria svolta da operatori degli scambi apparentemente impossibili è stata posta in evidenza durante il forum che, sotto la direzione del Presidente A.I.I.C. Benoit Kremer, ha saputo evidenziare tutti gli aspetti di una professione che scelti operatori linguistici svolgono anche a rischio della loro stessa vita, sempre pronti ad intervenire per offrirsi, samaritani di guerra, per la risoluzione di controversie che le barriere delle diverse lingue pongono allo scambio di idee, azioni, possibili soluzioni di controversie.
I rischi connessi ad una costante opera di formazione e di aggiornamento dell’interprete sono stati bene evidenziati dagli interventi di persone culturalmente evolute nell’attuale scenario mondiale che, globalizzato com’è, offre oggi tante possibilità di dialogo ma anche altrettante possibilità di conflitti dovuti non soltanto a quelle incomprensioni che le diverse lingue in gioco pongono agli scambi di idee, ma anche ad un umano egoismo che spesse volte si manifesta anche con il mettere in pericolo la vita stessa degli operatori che nel mondo intero, con la loro preziosa opera, tentano - spesso riuscendovi - di far sedere a tavoli di trattative persone e personalità di differenti origini, culture, atteggiamenti.
Molto apprezzati gli interventi di Valey Arya, un interprete afgano operante in zona assolutamente bisognosa della sua preziosa opera e del Direttore del centro regionale di Banja Luka dell’OSCE Gen.le Giorgio Blais; anche Marco Guidi, del quotidiano Il Messaggero ha saputo evidenziare le sue esperienze che lo hanno visto operare in zone ad alto rischio per la sua persona e che hanno sempre saputo porre in particolare evidenza la sua meritoria ed umana opera di solidarietà.
Vari interventi da parte dei partecipanti al Forum hanno ben evidenziato i problemi incontrati dagli operatori linguistici nello svolgimento della loro opera, a volte quasi oscura, ma sempre altamente apprezzata e sempre motivo di aggancio per la soluzione dei più svariati problemi; molti partecipanti hanno evidenziato che non sempre l’opera di traduttore viene svolta da veri e propri professionisti e che, come ha ricordato il Gen. Blais, spesse volte viene svolta addirittura da persone di anche minima cultura, ma sempre al servizio della pace tra i popoli.
In buona sostanza, il Forum si è concretizzato con la volontà degli interpreti di elevare ancor più il livello della loro professione, tendendo a riconoscimenti che ancor oggi non vengono conferiti, quali la sindacalizzazione o l’adesione ad associazioni, anche di alto livello quale la Confindustria che, nello specifico, ancora in parte consente all’organizzazione A.I.I.C. di aderire all’organizzazione operando, a parere degli intervenuti, una quasi discriminazione.
La Sig.ra Aru, Presidente dello Studio EGA Congressi, ha evidenziato la necessità dell’associazionismo tra gli interpreti per conferire alla categoria quel maggior prestigio che merita e da parte della Sig.ra Maiolo è stato ricordato come l’opera di una sua maestra, Emma Golinelli, alla quale dedica la sua riconoscenza, sia stata per lei e per l’organizzazione tutta motivo di esempio e di spinta a meglio operare per il benessere e per la pace tra i popoli.
( Nella foto, il tavolo della Presidenza: B. Kremer, I.P. Allain, E. Aru )
Paola Di Pietro
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