Lasciamo le questioni di coscienza alle coscienze

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Ginevra: Man mano che savvicinano le elezioni europee, vedo che nelle polemiche tra partiti italiani largomento «Europa» è più o meno assente, e quando affiora prende la forma dei luoghi comuni sull«eurocrazia» invadente, o di qualche battuta misticheggiante sulle «radici cristiane», senza affrontare le urgenze a cui le Istituzioni comunitarie dovrebbero rispondere. Mi si consenta di affrontare questo nodo, citando a mente cose lette sulla stampa di diversa periodicità, sentite in convegni di differente umanità ma senza fare nomi, in quanto voglio segnalare il problema, non fare polemiche con Tizio o Caio. Ci si lamenta che al Parlamento europeo si sia discussa od approvata una normativa su quale altezza da terra debba avere la targa posteriore dun rimorchio, invece doccuparsi dellessenziale; poi non si dice nulla su questo essenziale e sinizia una filippica sulla bandiera azzurra a dodici stelle, adottata dal Consiglio dEuropa l8 Dicembre 1955 e da questo raccomandata per tutte le Istituzioni ed organizzazioni europee, poiché si parla, quando la si spiega, dun simbolo di pienezza, in quanto in varie tradizioni il numero dodici rimanda alla completezza, ai mesi dellanno ed alle ore sul quadrante dellorologio, e non si citerebbe mai la corona di stelle della Madre di Dio, che il vincitore del concorso allora bandito dal Consiglio dEuropa, Arsène Heits, pur non esprimendolo nella relazione allegata al disegno, avrebbe preso da una «medaglia miracolosa». Io sono, personalmente, forse più religioso di altri, che te lo sbattono davanti soprattutto quando non sanno che altro dire, ma per me quella bandiera, semplice e quindi di buon gusto, rappresenta, come diceva Immanuel Kant, «il celo stellato sopra di me, e la coscienza morale dentro di me». Sono infatti convinto che la tradizione spirituale tramandi le intuizioni di chi ha legato assieme questa prosaica vita, nello spazio e nel tempo, allEterno, ma che le singole e storiche denominazioni religiose, che pure sono gli specchi che la riflettono nei diversi contesti storici ed ambientali, qualche volta siano deformanti. Venendo allesempio, lautore che cito semoziona tutto in quanto il giorno in cui quella bandiera è stata scelta, tra i tanti bozzetti presentati, era la festa, per la chiesa cattolica romana, dellimmacolata concezione.


Ma quel dogma è statuito solo da Pio IX, quindi è piuttosto tardo, mentre il culto della Madre di Dio è molto antico, viene dalla ortodossia cristiana greca, e tutte le chiese ortodosse, da Costantinopoli a Mosca, non lo conoscono né hanno intenzione di farlo, e le Istituzioni comunitarie rappresentano anche i cittadini di quella fede, i protestanti che non ne vogliono saperne, gli ebrei che hanno altri riferimenti, qualche teosofo di diversa visione, liberi pensatori di differente natura, agnostici ed atei che magari sono cittadini esemplari. Con tutto il rispetto, questo discorso della Madonna centra meno, col Parlamento europeo, che non è un sinodo e tanto meno un concilio, e neppure il Consiglio mondiale delle chiese, dellaltezza da terra della targa posteriore dun rimorchio, posto che lUnione europea deve salvaguardare la libera circolazione di beni e persone, ha competenza in materia di trasporti, ed è il caso che un tir con rimorchio possa circolare liberamente per lUnione europea senza dover abbassare od alzare la targa ad ogni frontiera tra Stati membri.


Quindi il Parlamento europeo deve occuparsi di quello, non di dogmi religiosi, ma non può occuparsi solo di quale altezza da terra debba avere la targa posteriore dun rimorchio, dato che giustamente lo stesso autore fa rilevare come lEuropa si consideri la terra dei diritti umani e civili, e poi non si fa sentire a sufficienza dove sono violati. Da queste colonne, abbiamo insistito in modo, forse, maniacale che se lUnione europea vuole essere ascoltata nel mondo essa non può continuare ad essere un profeta disarmato, deve disporre di una difesa comune, inserita nelle alleanze liberamente stipulate, ma autonoma ed integrata. Qualcuno potrebbe dire che neppure ciò rientra nelle competenze del Parlamento europeo, visto che la cooperazione nel settore è affidata al Consiglio europeo dei Capi di Stato e di governo. è vero, ma siamo nella sfera politica, ed una rappresentanza generale dei cittadini è di per sé una istanza politica generale, lo dimostra lesperienza storica del progetto di Trattato istitutivo dellUnione europea approvato negli anni ottanta. Se esso non venne, allora, subito recepito dagli Stati membri, che partorirono in allora il topolino dellAtto unico, peraltro esso ha indicato la direzione di marcia, ed i trattati successivi, da Maastricht a Lisbona, sono state successive tappe davvicinamento ad uno schema che, alla fine, oggi è quasi tutto tradotto nelle istituzioni vigenti. Quindi è stato un atto vincente. Insomma, quello che la grande spiritualità liberale ha capito, è che se la Provvidenza ha deciso che ci incarnassimo come uomini in questo mondo, è perché ce ne occupassimo, lasciando le questioni di coscienza alle coscienze e quelle divine al Divino, senza farne la scusa per batterci il petto e non fare nulla per gli uomini ed il pianeta che abbiamo in custodia, perché questo sì sarebbe blasfemo.