Il Senato rigetta la proposta di passaggio all'esame degli articoli del ddl Zan con 154 favorevoli e 131 contrari.
È la netta bocciatura dell’approccio arrogante, supponente e ideologico della sinistra, che non ha voluto scendere a compromessi, determinando l’affossamento dell’intero provvedimento.
Si è persa l’occasione per superare i punti divisivi del #DDLZan, per convergere su un testo serio e condivisibile da tutti, che punisse la violenza ma che al contempo non intaccasse la libertà e lasciasse in pace i bambini. Così non è stato.
Il Partito Democratico si assuma le sue responsabilità.
Cos’è il DDL Zan e cosa ne pensa la gente delle discriminazioni di genere?
Il DDL Zan, il disegno di legge contro l'omobitransfobia, è stato accantonato dal Senato. Con 154 voti a favore è stata approvata la richiesta di non esaminare la legge articolo per articolo e procedere a scrutinio segreto. Inoltre, il testo tornerà in commissione non prima di sei mesi.
DDL Zan, cos’è sarebbe stato e cosa prevederebbe?
Il disegno di legge Zan, che prende il nome dal suo creatore, il deputato del PD Alessandro Zan, prevede l’inasprimento delle pene contro i crimini e le discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili.
Una proposta che ha acceso il dibattito pubblico in Italia e ha esacerbato le divisioni del parlamento e di tutto il mondo politico.
In base al testo del DDL approvato alla Camera nel novembre 2020, i reati collegati all’omofobia verrebbero equiparati a quelli sanciti dall’articolo 604 bis del codice penale che contrasta il razzismo e l’odio su base religiosa, punendo con la reclusione fino a quattro anni le discriminazioni basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. Il disegno di legge istituisce anche una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, per promuovere una più diffusa “cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”.
La legge Zan è rimasta per diversi mesi ferma a causa dell’ostruzionismo della Lega, che ha sempre sostenuto che la nostra costituzione già sancisca questi reati. La discussione sul DDL Zan negli ultimi mesi è stata al centro dell’opinione pubblica, scatenando reazioni come quella di Fedez sul palco del concerto del 1° Maggio, ed è stata calendarizzata a Palazzo Madama, ma la sua approvazione resta ancora in bilico.