Sicurezza: diminuiscono i reati nelle città italiane

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ROMA: poco meno di un anno dalla firma del Patto per la sicurezza tra il Ministero dell’Interno e l’Anci, il Viminale ha tracciato un primo bilancio sullo stato della criminalità urbana nelle principali città metropolitane. I risultati sono incoraggianti: le aree urbane che hanno sottoscritto l’accordo con lo Stato hanno registrato un calo significativo nel numero dei reati.

In particolare, i dati segnalati dal Ministero dell’Interno riportano la situazione di Milano, Roma, Napoli, Bologna, Firenze e Torino, ovvero i maggiori capoluoghi in cui i vertici delle forze dell’ordine e gli amministratori locali hanno deciso insieme le strategie anticriminalità . In queste città , si sono ridotti numericamente i delitti e gli omicidi. L’unico dato in contro-tendenza che emerge dall’indagine è quello relativo ai furti e alle rapine, i cosiddetti “delitti predatori”.

Solo nel 2006, nel capoluogo lombardo, il numero dei furti è sceso da 101.869 nel primo semestre a 90.862 nel secondo ed è diminuito anche il numero dei reati legati agli stupefacenti.
Ma è soprattutto la capitale a registrare il primato: a Roma si è passati da un numero di illeciti pari a 272.866 nel 2006 ai 269.879 nel 2007 e sono calate anche le violenze sessuali e gli scippi.
Anche in alcuni capoluoghi del Sud Italia sono diminuiti gli illeciti; a Napoli in particolare, nel 2007 le rapine sono scese da 4.736 a 3.823 e le estorsioni da 363 a 293. Ancora, a Firenze si è abbassato notevolmente il numero degli stupri e delle rapine ma si è registrata un’impennata negli scippi. A Torino sono aumentati invece solo i furti in abitazione.

Il vice-ministro dell’Interno Marco Minniti, che ha reso esecutivi i patti e ne ha seguito l’attuazione, ha dichiarato che “la lettura di questi numeri dimostra che la strada intrapresa è quella giusta” e che la collaborazione, anche tra sindaci di diversi schieramenti politici, è l’unico modo per intervenire in modo giusto sul territorio. Questo può avvenire “soltanto se c’è cooperazione tra lo Stato e gli enti locali”.