Milano: “I dati rilevano senza ombra di dubbio che esiste un profondo e diffuso disagio che non deve essere ignorato, ma affrontato nelle opportune sedi. Il ’tavolo per la prevenzione della pericolosità sociale’ ha unicamente finalità di carattere scientifico: capire le fragilità psicologiche presenti in città per arrivare a tutelare innanzitutto la salute dei pazienti psichiatrici che troppo spesso non sono seguiti in maniera adeguata”. Risponde così l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna alle accuse di voler ridurre la salute mentale a un problema di ordine pubblico.
“Come hanno ribadito anche Claudio Mencacci, direttore della Psichiatria del Fatebenefratelli, e Carlo Alfredo Altamura, direttore del dipartimento di salute mentale del Policlinico (entrambi membri del ’Tavolo’), con questa iniziativa " spiega Landi - si sta cercando di fare in modo che i pazienti responsabili di atti aggressivi verso se stessi o altri non siano persi di vista dai servizi e di valutare se le loro terapie sono adeguate. L’iniziativa, quindi, tutela innanzitutto gli stessi pazienti che sono vittime di violenza più delle cosiddette persone sane. E tutela, quindi, anche le famiglie dei pazienti che spesso si trovano a dover prestare loro assistenza senza essere supportati a sufficienza dagli specialisti competenti”.
“L’altra esigenza " prosegue l’assessore - è tutelare la sicurezza della collettività : vogliamo dare risposte concrete e garantire un maggiore controllo sul territorio, visto che da questo punto di vista c’è un vero e proprio vuoto normativo. Infatti, dopo il trattamento sanitario obbligatorio può succedere che queste persone vengano lasciate sole e, oltre a danneggiare se stesse, possano in alcuni casi diventare fonte di pericolo anche per la società . Dobbiamo valutare con attenzione luci e ombre della legge Basaglia e cercare di colmare questo vuoto legislativo. E’ chiaro che per fare questo coinvolgeremo anche le altre istituzioni regionali e le associazioni dei familiari dei malati”.
“Le accuse che mi sono state rivolte " aggiunge - di voler schedare i pazienti psichiatrici, creando delle ’liste di proscrizione’ sono totalmente infondate. Dal mio Assessorato non è mai partita alcuna richiesta ai dipartimenti di salute mentale circa i nomi dei soggetti pericolosi. Al contrario, il direttore dell’Unità operativa di Psichiatria, per motivi clinici, ha tutto il diritto di conoscere i pazienti in carico ai vari CPS per poterli meglio seguire. Il fine è, da una parte, cercare di rilevare il sommerso, dall’altra seguire e curare meglio quei pazienti che rischiano di mettere a repentaglio la propria sicurezza e quella altrui. Nel documento istitutivo del ’tavolo’, infatti, non si parla di raccolta dei nomi, non si parla di liste di pazienti pericolosi, ma si prevede un piano operativo sinergico tra i DSM, il 118, le forze dell’ordine e il Comune, affinchè le procedure che governano, secondo le leggi attuali, il T.S.O., l’A.S.O. e gli interventi in urgenza-emergenza, siano rese più efficaci, efficienti e tutelanti il paziente stesso, gli operatori specialistici che sono tenuti a intervenire, i familiari del paziente e il contesto sociale in cui la situazione di emergenza si viene a creare”.
“All’interno del documento " specifica Landi - è anche prevista la formazione degli operatori delle forze dell’ordine, affinchè possano in modo sempre più attento effettuare interventi di soccorso, accoglienza, valutazione e orientamento al trattamento”.
“Ma c’è un punto " conclude l’assessore alla Salute - sul quale dobbiamo tutti non solo concordare, ma essere quanto mai vigili e attenti: il disagio mentale, in una città come Milano, assume le forme più diverse. Ne abbiamo avuto un importante riscontro in quel Libro Bianco sullo stress a Milano che avevo annunciato prima dell’estate e che ora è pronto. Lo presenteremo in gennaio. E’ stato un lavoro complesso ma posso dire che si tratta di una ricerca certamente unica nel suo genere in Italia e forse anche nel mondo. Disagio mentale, disturbi, stress, la gente in qualche modo ’non sta bene’. Dobbiamo fare qualcosa, oltre che fotografare la situazione e analizzarla. Ecco, credo che lo psicologo di quartiere sia un’idea geniale nella sua ovvietà : uno psicologo a disposizione della gente, nelle farmacie, dove la gente va proprio quando sta male, un punto di ascolto per il benessere dei milanesi”.
Dati sui disturbi psichici a Milano
Si stima che siano circa 320.000 le persone a Milano che almeno una volta hanno - sofferto - di un disturbo psichico - di cui il 65% (208.000 circa) sono donne.
Nel 2007,- oltre 100.000 interventi nei - Pronto Soccorso - milanesi per disturbi psichici: - il 30% per disturbi d’ansia.- In particolare tra 22.000 e 55.000 le persone che soffrono di disturbo panico- e il 70% (tra 15.000 e 38.000) sono donne che hanno mediamente 36,7 anni.
Nella stragrande maggioranza si recano spontaneamente al pronto soccorso, anche se in un 25% di casi sono trasportate dal 118.
I disturbi d’ansia si presentano insieme a- :
- Abuso di farmaci il 27%
- Problema di dipendenza alcolica il 38%
- Altri disturbi psichici: 62% depressione, 42% distimia
Costante aumento dell’uso di psicofarmaci:
maggiori consumatori le donne in rapporto di 2 a 1. A Milano ci sono 80.000 soggetti con almeno una prescrizione di psicofarmaci in un anno.
Nel 2006 sono state prescritte n° 625.015 confezioni di psicofarmaci.
Spesa farmaceutica euro 15.593.000,00.
Circa il 20% della popolazione tra 0-18- anni si trova in un momento della vita ad affrontare un disturbo psichico, 36.000 tra bambini- e ragazzi.
Interventi Psicologici a Milano: sono 3.565 gli psicologi iscritti all’Ordine della Lombardia, nella Provincia di Milano ce n’è 1 ogni 674 abitanti.
Circa il 15% della popolazione maggiorenne- a Milano dichiara di essersi rivolta ad uno psicologo in un qualche momento della propria vita. Negli ultimi dodici mesi 45.000 persone, sempre a Milano, hanno chiesto un intervento psicologico. Proiezione sul prossimo futuro di richieste a Milano: 65.000 persone.
Il 44% di queste esprime bisogni relativi a : ansia, stress, depressione.
Sempre più frequentemente vengono inviate allo psicologo dal Medico di base.
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