Milano: La mostra multisensoriale No smoking, be happy, un viaggio all’interno del corpo umano, accompagnato da odori e sensazioni, alla scoperta dei danni provocati dal tabacco, sarà visitabile sino a venerdì 14 novembre, in via Luca Beltrami, davanti al Castello Sforzesco. Lo scopo è informare, soprattutto i giovani, sui danni del fumo di sigaretta, per questo i visitatori “entreranno” realmente in una sigaretta per percorrere le vie aeree del fumo.
Da Milano la mostra si sposterà poi in altre città italiane. L’iniziativa è della Fondazione Umberto Veronesi ed è patrocinata dall’Assessorato alla Salute del Comune con il sostegno della Fondazione Pfizer.
“Secondo i dati più recenti " ha detto l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna " in Italia i fumatori sono circa 12milioni, il 26.4% sono uomini e il 17.9% donne. I giovani tra i 15 e i 24 anni che fumano sono il 24%, corrispondenti a circa un milione e mezzo di ragazzi. Sono tante le iniziative per disincentivare il fumo. A tre anni dall’entrata in vigore della legge Sirchia, i fumatori sono passati dal 23,9% al 22,1% della popolazione italiana con una riduzione di infarti derivati dal fumo dell’8%. Ma nella lotta al tabagismo c’è ancora molto da fare, soprattutto per le donne e per i giovani. Non solo, nella classifica dei paesi europei con la miglior politica antifumo, siamo scesi dall’ottavo al decimo posto, dietro Francia e Belgio. Questo vuol dire che la battaglia per sradicare un vizio che minaccia seriamente la salute è solo all’inizio”.
In Lombardia, secondo dati recenti, si fuma di più rispetto alla gran parte delle regioni italiane: il 24% della popolazione over 14, contro la media nazionale del 22%. Milano detiene anche il primato delle donne fumatrici: nel 2007 il tasso ha raggiunto il livello record di 19,2% contro la media del 17,6% del resto d’Italia.
Nel 2008, però, le persone che hanno smesso di fumare sono aumentate rispetto all’anno precedente, passando dal 17,5% al 18,4%. Nell’ultimo anno hanno smesso di fumare più di 560.000 fumatori. I motivi principali sono strettamente legati alla sfera sanitaria: il 38,5% infatti ha smesso per reali problemi di salute e il 40% per una maggiore consapevolezza dei danni che il fumo provoca. Rispetto agli anni precedenti sta aumentando proprio la consapevolezza dei danni da fumo: dal 28,2% del 2006, al 30,7% del 2007, al 40% del 2008.
“Questo aspetto " ha osservato l’assessore Landi - è di particolare interesse. Vuol dire che le attività di prevenzione e informazione raggiungono le persone che cominciano a capire l’importanza di smettere prima che insorga un problema di salute. Il messaggio che il fumo nuoce al proprio benessere sembra stia penetrando nella coscienza e proprio da questo segnale nasce l’input per continuare a contrastare il consumo di tabacco”.
Attualmente sul territorio nazionale esistono oltre 300 Centri Antifumo accreditati, tra Servizi per la Cessazione dal Fumo di Tabacco e ambulatori specializzati.
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