Questa settimana: aborto e violenza

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Aborto protestante. Un nuovo rito che fa discutere
Un «rituale di guarigione da un aborto» da adottare in tutte le Chiese protestanti per le donne che interrompono la gravidanza. Lo pubblica il settimanale delle Chiese evangeliche italiane, Riforma. Il rituale prevede una preghiera comunitaria, seguita dalla testimonianza della donna che ha abortito. Al termine del racconto una delle donne presenti alla cerimonia pronuncia la formula: «Sii guarita sorella, sii integra». Quindi una donna porta un vaso pieno di terriccio nuovo e vi sparge dei semi pronunciando una formula: «La vita è rotta, la vita muore, ma la vita rinasce, la vita continua». La donna che ha abortito innaffia il vaso, che le viene donato. Per le Chiese protestanti l’aborto è pienamente legittimo e affidato alla libera scelta della donna. Il rituale è un segno della «solidarietà » della comunità nei confronti di chi ha abortito.

Quanto qui sopra riportato è stato pubblicato la settimana scorsa sul settimanale Panorama.
La posizione ufficiale della Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno in merito all’aborto risale al 1992 (vedi documento alla pagina www.avventisti.it/chisiamo/doc.asp?idx=5 ). In essa si afferma il valore e il rispetto della vita.

La Chiesa avventista, pur non condividendo l’aborto praticato nel “quadro di un controllo delle nascite, di scelta del sesso del nascituro o di comodità degli sposi”, riconosce allo stesso tempo che il luogo etico di tale scelta è l’individuo e non un dato sistema religioso o politico. La Chiesa si pone nei confronti della donna che sceglie di abortire come consigliere morale, sostegno psicologico, aiuto materiale e un luogo di “riflessione biblica per comprendere le proprie responsabilità morali alla luce delle Scritture”.

Cina. Amnesty International condanna la violenza in Tibet
Amnesty International ha espresso la propria condanna per la recente dura repressione nei confronti di un gruppo di pacifici manifestanti nella capitale del Tibet.
Secondo testimoni oculari, l’11 marzo la polizia cinese ha usato gas lacrimogeni e pungoli elettrici per disperdere 500 manifestanti che stavano chiedendo il rilascio di alcuni monaci arrestati nel corso delle proteste dei giorni precedenti.

Si parla di monaci che sono stati brutalmente picchiati e arrestati all’esterno del loro tempio.
Riteniamo che l’uomo sia libero di esprimere la propria pacifica protesta. Negando la libertà di espressione e di riunione, vengono violati dei diritti basilari a cui tutti hanno diritto.

Parliamo di aborto e violenza su: www.avventisti.it/forum
Vincenzo Annunziata