La mappa dell’offerta di salute della Regione Lazio

Presentato il Progetto MINOReL promosso da Università Cattolica, Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio e Assessorato-  alla Sanità della Regione Lazio per valutare l’efficienza e l’efficacia della rete ospedaliera.-  Luci e ombre dai primi dati sui trasferimenti dei pazienti della rete di emergenza

- Una-  dettagliata e aggiornata mappa sull’offerta di salute della Regione Lazio (strutture, personale, servizi, tecnologie) e la prima analisi dell’appropriatezza dei trasferimenti dei pazienti tra le strutture della rete di emergenza-urgenza alla luce del rispetto del sistema gerarchico e dei criteri geografici sono state presentate oggi presso l’Università Cattolica di Roma in occasione del convegno “L’evoluzione delle politiche sanitarie nella Regione Lazio: dal Piano Sanitario Regionale a oggi” promosso dall’Ateneo del Sacro Cuore e dall’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio.

Si tratta dei primi risultati del Progetto MINOReL (Modello di Integrazione per il Network Ospedaliero della Regione Lazio), iniziato nel 2002 con l’obiettivo principale di sviluppare un metodo valido e replicabile per l’analisi della rete ospedaliera regionale, focalizzando l’attenzione " contemporaneamente " sull’analisi dei cosiddetti nodi della rete (gli stabilimenti ospedalieri del Lazio) e sulle relazioni che intercorrono tra questi nodi (per esempio i trasferimenti di pazienti).

Il progetto è finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito dei progetti ex art. 12 ed è in via di conclusione sotto la responsabilità scientifica del prof. Giancarlo Vanini e coinvolge il Policlinico Universitario “Agostino Gemelli” come unità operativa di coordinamento (coordinatore il prof. Americo Cicchetti, responsabile del laboratorio di Economia sanitaria dell’Istituto di Igiene della Cattolica) e vede la partecipazione dell’Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio (coordinatore dott. Paolo Papini) e del Dipartimento del Ssr dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lazio.


“La Regione Lazio, come pressochè tutte le Regioni italiane " ha spiegato il prof. Americo Cicchetti - è alle prese con la necessità di ottimizzare la rete dei servizi sanitari e ospedalieri, ma si scontra oltre che con difficoltà oggettive (per esempio la difficoltà di riconvertire i piccoli ospedali) anche con difficoltà metodologiche nell’analisi dell’efficienza, dell’efficacia e dell’appropriatezza non tanto dei singoli stabilimenti ospedalieri, quanto della rete nel suo complesso fatta di caratteristiche strutturali, tecnologiche e organizzative e di relazioni tra le singole strutture.


A questo scopo, il gruppo di lavoro ha messo a punto una metodologia in grado di mappare congiuntamente le caratteristiche strutturali e quelle relazionali in modo da ottenere indicazioni per le politiche regionali di ottimizzazione del funzionamento della rete”.

La mappa del “sistema salute” della Regione Lazio
È in avanzata fase di realizzazione la mappatura delle caratteristiche organizzative, tecnologiche e strutturali dei presidi ospedalieri della Regione Lazio. “Al momento " ha detto Cicchetti - sono disponibili i risultati relativi a 96 strutture sulle 121 complessive. Allo stato attuale risultano nei 96 presidi mappati 31.117 unità di personale, di cui 2193 a contratto (7%).-  I medici sono 7571, di cui 1139 a contratto (15%). Sono attivi grazie a questo personale 118 servizi di diagnostica per immagini attivi h 24. Identico il numero dei servizi di laboratorio aperti ai cittadini h 24. Sono 225 blocchi operatori rilevati (mancano ancora i dati del Policlinico Umberto I che faranno lievitare il numero)”.

Le connessioni degli ospedali a internet
Interessanti anche i dati sulla disponibilità di “connettività ” in rete dei presidi. Il-  70% degli stabilimenti hanno una connessione internet permanente. Nel resto dei casi la connessione è solo temporanea o inesistente. “Però, il 91% degli stabilimenti " ha proseguito Cicchetti - dichiara di avere l’accettazione informatizzata, strumento fondamentale per la corretta gestione delle ammissioni, delle dimissioni e dei trasferimenti dei pazienti”.

La rete di emergenza: appropriatezza e ’criticità ’ nei trasferimenti dei pazienti tra strutture

In contemporanea con questa mappatura, attraverso l’adozione di tecniche di social network analysis, per la prima volte adottate a livello internazionale ai fini dell’analisi organizzativa dei sistemi sanitari, sono state analizzate le relazioni di scambio di pazienti nell’ambito del sistema di emergenza e urgenza della Regione Lazio. “Il fenomeno in termini assoluti è rilevante " ha sottolineato Cicchetti -. Ogni giorno circa 40 persone vengono trasferite con ambulanza o elicottero tra unità di emergenza della Regione per un totale che sfiora i 15.000 trasferimenti annui. I rischi stradali, il traffico e la duplicazione di prestazioni sono alcuni tra gli elementi che suggeriscono una attenta analisi dell’appropriatezza di tali trasferimenti”. I dati mettono in evidenza, anche grazie a strumenti di visualizzazione grafica delle reti, che la rete dei trasferimenti tra pronti soccorso (PS), DEA di I e di II livello appare particolarmente densa. Anche i dati confermano che sono prevalentemente i DEA di II livello ad attirare i pazienti trasferiti da DEA di I e pronti soccorso, suggerendo una sostanziale appropriatezza di funzionamento della rete. È comunque un DEA di I livello (quello dell’ospedale Umberto I di Frosinone) ad avere il record di pazienti accettati provenienti da altri nodi della rete dell’emergenza (1208). “I dati, ad ogni modo " ha commentato Cicchetti -, mostrano che non sempre i trasferimenti avvengono secondo le indicazioni previste dal sistema ’gerarchico’ del servizio 118 (per esempio da PS a DEA di I; da PS a DEA II o da DEA I a DEA II) e spesso anche il criterio ’geografico’ è violato con pazienti che si muovono al di fuori dei confini delle 6 Aree 118 in cui è suddivisa la Regione”.

“L’approfondimento di tale analisi, oggi in corso, oltre a dare la possibilità di comprendere l’effettiva efficacia della rete dei servizi " ha aggiunto Cicchetti -, promette di fornire interessanti indicazioni per l’ottimizzazione delle Aree 118 al fine di minimizzare i trasferimenti inappropriati dei pazienti anche attraverso il potenziamento di alcuni nodi della rete dell’emergenza”.

Gli sviluppi di MINOReL, l’estensione dell’analisi ad altre reti sanitarie “Aldilà dei risultati, ancora parziali ma eloquenti " ha continuato Cicchetti -, il metodo di analisi sembra aver superato una importante prova e può considerarsi oramai testato per essere adottato nell’analisi di altre ’reti’ sanitarie (per esempio i trasferimenti di pazienti per specifiche patologie di particolare gravità come i trapianti o l’ictus) e per essere esportato in altre regioni. L’analisi delle reti sanitarie attraverso la metodologia Minorel potrebbe divenire effettivamente una best practice che la Regione Lazio è pronta ad esportare in altre Regioni e a livello nazionale”.

“Le implicazioni dello studio " ha concluso Cicchetti - sono già alla prova delle decisioni politiche. Le evidenze prodotte possono rappresentare importanti elementi ai fini dell’attività di programmazione sanitaria, che si dovrà sviluppare nei prossimi mesi per l’avvio del Piano Sanitario Regionale 2005-2007”. (D.K)