In estate sono soprattutto gli anziani, in particolar modo i malati cronici, come cardiopatici o diabetici, le persone più a rischio di complicanze, a causa di un sistema di termoregolazione compromesso dall’età .
Lo scorso anno, le ondate di calore hanno fatto registrare un notevole aumento della mortalità , con circa 7.600 decessi in più soprattutto tra gli ultra settantenni.
Proprio a sostegno degli anziani maggiormente a rischio in quattro grandi città italiane è stato predisposto il progetto piota di assistenza basato sui custodi socio-sanitari, che monitoreranno le condizioni di salute degli anziani over 70 direttamente nelle loro case, con visite periodiche, instaurando un rapporto continuativo. Molte Regioni e Comuni si sono attivati con altre iniziative di assistenza.
Tra i problemi del caldo, il colpo di sole (insolazione) si manifesta a seguito di un’esposizione diretta e prolungata ai raggi solari.
Il primo sintomo è rappresentato da un improvviso malessere generale, cui seguono mal di testa, nausea e sensazione di vertigine.
Si può avere perdita di conoscenza. Altre complicanze, più comuni, ma altrettanto critiche sono il colpo di calore e il collasso da calore.
Queste sindromi non sono legate all’esposizione al sole, ma sono provocate da condizioni ambientali di elevata temperatura esterna, ridotta ventilazione e soprattutto elevata umidità relativa (maggiore del 60-70%). Alle alte temperature estive sono legate anche situazioni minori, come senso di pesantezza e gonfiore agli arti inferiori, e congestioni.
Quella del custode socio-sanitario è una "figura professionale nuova e di svolta - spiega il Ministro Sirchia - che avrà il compito di esercitare una vigilanza attiva su persone molto anziane, sole, con un reddito limitato e che hanno difficoltà a badare a se stesse, soprattutto in periodi di emergenza come quello estivo".
Sperimentata con successo proprio a Milano, dove oggi sono presenti 30 postazioni attive, la figura del "custode socio-sanitario", prevista anche dal Piano sanitario nazionale 2003-2005, sarà un punto di riferimento per gli anziani soli, "un servizio che va dall’anziano, senza aspettare che sia l’anziano bisognoso a recarsi presso i servizi di assistenza".
Saranno coinvolti 90 custodi per 46.000 anziani ultrasettantenni: 30 a Torino per 6.000 anziani, 40 a Milano per 8.000, 11 a Genova per 30.4000, mentre a Roma saranno 9 per 2.700 anziani.
Per il coordinamento della sperimentazione il Ministero della Salute si avvarrà della consulenza dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Fonte: Ministero della Salute
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