Nav/Ann: I dirigenti della Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno, una denominazione Protestante mondiale, durante una sessione amministrativa presso la loro sede centrale, il 16 ottobre scorso, hanno deciso che le istituzioni sanitarie della Chiesa Avventista, continueranno a ricorrere a quelle terapie mediche, supportate da prove empiriche, che non sono in contrasto con la Bibbia e gli scritti della pioniera della chiesa Ellen G. White.
I 300 delegati hanno votato di integrare il documento guida del dipartimento Ministeri della Salute della Chiesa avventista mondiale, con un elenco di trattamenti e terapie ufficialmente “scoraggiate” dalla Chiesa avventista " fra questi l’ipnosi, la magneto terapia, e i rimedi fitoterapici non testati e l’uso del pendolo.
Il dott. Peter Landless, vice direttore dei Ministeri della Salute della Chiesa avventista mondiale, nel aggiornare le linee guida, ha sottolineato il “ritorno” alla temperanza e al vivere sano.
Prima del voto finale, molti delegati hanno chiesto spiegazioni sui cambiamenti apportati.
Un delegato ha fatto notare che i principi curativi avventisti sono fondamentalmente basati sulla medicina occidentale e hanno la tendenza a sottovalutare il valore di medicine tradizionali, spesso più seguite e apprezzata nelle regioni asiatiche.
Il dott. Allan Handysides, direttore del dipartimento Ministeri della Salute della Chiesa avventista mondiale, ha detto “noi non stiamo scegliendo la medicina occidentale, le medicine orientali o anche le medicine alternative. Noi vogliamo soltanto sottolineare che le cure seguite dalla chiesa devono essere giustificate da chiare prove .
Egli ha proseguito dicendo che in linea di massima i regolamenti del Dipartimento dei Ministeri della Salute sono pensati per aiutare le istituzioni mediche avventiste a studiare i loro protocolli di trattamento terapeutico, che devono includere solo cure e terapie “razionali”. Ha anche aggiunto che certi trattamenti, che potrebbero essere considerati come “irrazionali”, bel lungi dall’essere nefasti, se risultato di aiuto e senza effetti secondari deleteri, potrebbero essere accettati per un uso privato. Circa le terapie fitoterapiche, il dott. Handyside ha ribadito che potranno essere introdotte nelle istituzioni mediche nelle pratica medica nella misura in cui si sarà in grado di dimostrarne l’efficacia..
Thomas Zirkle, vice direttore del dipartimento della Salute ha aggiunto: “Nessuno può dire che l’erboristeria non ha nessuna efficacia, il problema è che non possiamo separare i risultati positivi da quelli negativi”. Siccome l’erboristeria oggi ha numerosi partigiani, i medici oggi nel prescrivere delle medicine chiedono ai pazienti se seguono altre cure che potrebbero interferire con alcune medicine quali anticoagulanti e altri medicinali.
Il dott. Lendless ha tenuto a sottolineare l’attenzione che deve essere tenuta verso le cure con le erbe, ma non dobbiamo chiudere gli occhi alle nuove ricerche scientifiche. Nel 2004 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato dei risultati che sottolineano l’importanza dell’uso di cure a base di erbe, soprattutto in quelle regioni del mondo con difficoltà economiche. Rispondendo a un delegato della regione Sud Pacifico, Martin W. Feldbush, direttore dei Cappellani, ha detto che la lista pubblicata è utile agli amministratori e dottori degli ospedali avventisti per organizzare corretti programmi di cura nelle nostre istituzioni mediche.
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