Milano " La LILA, Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, interviene in merito alla nuova legge prevista sull’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti: dati scientifici ed esperienze sul campo contraddicono quanto il Governo afferma e desidera.
Dopo l’ennesimo annuncio dell’on. Fini di un disegno di legge sul consumo e sullo spaccio di stupefacenti, la LILA, con più di 16 anni di attività sul territorio italiano e all’estero, presenta dati di esperienze e ricerche scientifiche sulla Riduzione del Danno che dimostrano quanto questa metodologia sia efficace e quanto sia dannosa invece una strategia volta alla repressione penale, quasi il consumo di stupefacenti fosse un problema di ordine pubblico e non un importante capitolo della politica sociale.
La criminalizzazione e l’avviamento coatto verso programmi ’’drugs free’’ sono inutili, poichè ogni uscita dalle dipendenze e ogni comportamento che attiene alla sfera personale dell’individuo hanno bisogno della libera e consapevole scelta, quella motivazione che non può essere imposta per decreto.
Con il promesso DDL si tornerebbe indietro di decenni: si è già visto che dopo il varo della 162/1990 i tossicodipendenti ufficialmente presenti in carcere erano 7.299, sei mesi dopo erano già saliti a 9.623 per arrivare a ben 14.818 il 31 dicembre 1992; senza contare l’aumento delle morti (nel 1990, per la prima volta, il numero dei decessi per overdose superò le mille unità .
Su un totale di 70.009 test effettuati nel corso del 2002 sugli utenti dei SerT la percentuale di positività si attesta al 14,8% evidenziando un trend che va a confermare come tra i tossicodipendenti, i progetti e gli approcci di Rdd nel nostro paese, abbiano dato importanti risultati relativamente alla prevenzione al virus HIV, declassando notevolmente negli anni questo gruppo che deteneva il triste primato nelle tabelle relative alla diffusione del virus. Raggiungere importanti risultati, in termini di meno infezioni tra la popolazione tossicodipendente, non è solo una questione di gruppo, ma di proiezione sull’intera popolazione, in termini di rapporti sessuali occasionali e non.
La salute non ha colore politico, ogni intervento in grado di tutelare una persona, salvarle la vita, eliminare il rischio che contragga malattie, deve essere valutato per i risultati che consegue, sapendo che la salute della singola persona è garanzia per la salute dell’intera collettività .
Per questo la LILA propone di:
- Attivare campagne di informazione realistiche e credibili, e azzerare ogni forma diallarmismo e terrorismo disinformativo, che si è dimostrato già più volte controproducente.
- Procedere alla depenalizzazione della cannabis, inserendola nella stessa classe di sostanze di alcool e sigarette e contrastandone l’abuso.
- Realizzare campagne efficaci di riduzione del danno sull’Ecstasy e le altre sostanze di sintesi, attivando la possibilità che nei luoghi di consumo possa essere reperibile un’informazione credibile realizzata attraverso operatori di strada e alla pari all’interno delle discoteche, così come accade in Austria e in Svizzera. Rendere possibile l’analisi rapida delle sostanze in laboratori mobili per informare della composizione delle stesse chi fa uso delle pastiglie acquistate al mercato illegale.
- Essenziale rimane la lotta al narcotraffico, figlio del proibizionismo, e ai profitti che il narcotraffico, canale principale di riciclaggio del denaro sporco e del traffico d’armi, costruisce sulla salute delle persone.
Per informazioni: Anna Lia Guglielmi - Ufficio Stampa Lila Nazionale tel. 011 4310922-cell. 348 0183527.
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