Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità ormai è una certezza: il misterioso virus all’origine della polmonite atipica appartiene alla famiglia dei Coronavirus, responsabili del comune raffreddore.
Ma questo è un "lontano parente sconosciuto" venuto dalla Cina e particolarmente aggressivo. "Una forma mutante" nel gergo scientifico, qualcosa di "assolutamente nuovo per la scienza". La conferma ufficiale che si tratta di un Coronavirus, però, non dà ancora le risposte più importanti: come è passato all’uomo, come si trasmette, come può essere diagnosticato in tempo, come si cura. Quattro domande che adesso, secondo il responsabile dell’OMS David Heymann potrebbero finalmente trovare risposta.
È una lotta contro il tempo, perché la conta dei morti e degli infettati sta crescendo in modo drammatico: anche oggi 36 nuovi casi a Hong Kong, di cui 5 mortali; 14 nuovi casi in Cina, in totale oltre 3400 infezioni da SARS accertate nel mondo, 160 vittime, almeno 23 paesi interessati o in allerta.
Su queste cifre che si è scatenata una polemica fra l’Organizzazione mondiale della sanità e il governo cinese. "Pechino non ci dice tutto" sostengono i responsabili dell’OMS "Vi sono oltre mille casi di persone attualmente in osservazione molte di più di quanto hanno riferito finora".
Proprio oggi le autorità cinesi hanno autorizzato il personale dell’OMS ad entrare in due ospedali militari segreti dove si sospetta che vi siano moltissimi ricoverati con i sintomi della polmonite atipica, mai registrati dalle statistiche ufficiali. I ricercatori sono concordi: "La spiegazione di tutto sta in Cina e dobbiamo sapere esattamente come, cosa e quando i fatti sono accaduti e come l’epidemia si è sviluppata".
In Italia pare intanto rientrare nella norma il caso del 40enne ricoverato a Milano e solo domani si avrà la risposta definitiva sul paziente morto a Napoli. 37 segnalazioni e solo 3 i casi sospetti rimasti nel nostro paese.
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