Molti di noi desiderano cambiare, essere più rilassati, più sani e più vitali. Desiderano un tipo di vita diversa e sono impegnati n molti progetti per migliorarsi. Ma c’è una parte di noi che si oppone a qualsiasi cambiamento o trasformazione della nostra
vita. Questa parte che rifiuta di andarsene è la nostra corazza. Per la paura di affrontare il dolore e la confusione, induriamo e desinsibilizziamo il nostro corpo per mantenere i sentimenti ed i pensieri sotto controllo.
l’armatura è costituita da atteggiamenti ben strutturati che sono funzionali alla vita di tutti i giorni: collo duro, pancia trattenuta, grasso e fianchi debordanti, tristezza camuffata da apparente allegria, rabbia trattenuta e paura che paralizza.
Spesso si tenta di cambiare noi stessi e modificare la nostra vita, servendoci, però, degli stessi atteggiamenti che usiamo abitualmente per difenderci dai nostri problemi. In chiave somatica, ad esempio, se abbiamo una schiena accorciata e dolorante, cerchiamo sollievo immediato facendo esercizi, questi fanno muovere ancora di più le parti già mobili e bloccano le parti rigide, ne consegue ulteriore disorganizzazione ed aumento del dolore, che a sua volta sarà coperto da altri atteggiamenti compensatori.
La vecchia situazione che ha creato il problema ne esce rafforzata o trasferisce la difficoltà altrove.
Lavorando su noi stessi senza liberare l’intera struttura, senza liberare il nostro atteggiamento abituale, non otteniamo un cambiamento, ma un riposizionamento dei problemi.
l’integrazione posturale considera l’essere nella sua attività somatica e lavora su diversi livelli della persona: sul respiro (chiave della vitalità e potenza), sul corpo, sulle emozioni, sui pensieri e sullo spirito.
È un processo graduale: nelle prime sette fasi gli arti, il tronco, il bacino e la testa vengono di volta in volta allentati ed organizzati, mentre nel corso delle ultime tre fasi, vengono nuovamente armonizzati con cura ed integrati.
Durante la respirazione della persona ed i movimenti profondi e morbidi dell’integrazione posturale nella fascia connettivale, con le dita, i pugni, le nocche, i gomiti e le mani, appare un notevole fenomeno: il tessuto diventa marcatamente più flessibile, elastico, consistente e malleabile, dalla muscolatura più superficiale fino ai tessuti profondi.
Con questo allenamento il corpo inizia a trovare nuove proporzioni: i fianchi larghi diventano più stretti, il petto si espande, il tronco si allunga, il viso si rilassa, le natiche si riempiono e si arrotondano; nel medesimo tempo le emozioni ed i pensieri
si ancorano maggiormente.
Il tessuto connettivo, o fascia, è la blindatura prima del corpo, dalla testa ai piedi, ingloba e coordina i muscoli, ma è anche la principale struttura nella quale si congelano le tensioni psicosomatiche e persistono gli squilibri posturali. l’integratore posturale scioglie e organizza gli strati profondi del tessuto miofasciale rigido bloccato, riattiva la respirazione, libera le posture rigide, le abitudini fisiche e le emozioni semidimenticate, sviluppate negli anni per traumi e stress psicofisici
non risolti del tutto, che rendono la persona rigida, prevedibile e non spontanea.
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