Nuove speranze per un vaccino contro la meningite

Un nuovo vaccino contro la meningite causata da tutti i tipi di meningococco è allo studio da parte dei ricercatori dell’Università del Surrey, in Inghilterra. Secondo un articolo pubblicato sulla rivista Infection and Immunity, i ricercatori hanno preso alcuni ceppi del batterio che causa la meningite del gruppo C, lo hanno modificato geneticamente e lo hanno reso incapace di causare la malattia nei topi di laboratorio. Dopo averlo inoculato sui roditori, hanno però visto che si formavano anticorpi efficaci anche contro i batteri che causano la malattia tipo A e tipo B.

Per quest'ultima, fino a oggi, non esiste alcun tipo di vaccino.

Secondo i ricercatori, partendo da queste scoperte, sarà presto possibile sviluppare un vaccino in grado di contrastare efficacemente tutti i tipi di meningite.

La malattia uccide migliaia di bambini ogni anno in tutto il mondo.

University of Surrey

FONTE: HTTP://WWW.LANCI.IT

Parliamo di Meningite (estratto da:)

La meningite è definita come un'infiammazione delle meningi che si caratterizza per un numero abnorme di globuli bianchi nel liquido cerebrospinale.

La sindrome meningitica può essere causata da un'ampia varietà di agenti infettivi ed essere anche una manifestazione di malattie non infettive.

La meningite batterica è l’infezione più comune e rilevante del Sistema Nervoso Centrale, che può progredire rapidamente e portare a morte o debilitazione permanente, per questo motivo tale infezione provoca giustificabili risposte emotive molto forti e intervento medico immediato, tanto che la diagnosi è la vera forse unica urgenza in Microbiologia.

A seconda del decorso può essere:

FULMINANTE: con evoluzione rapida in coma e stato di shock quasi sempre irreversibile

ACUTA: esordio e sviluppo nel corso di ore o di pochi giorni

SUBACUTA: decorso lento e insidioso, più prolungato con segni meningei sfumati che talora non richiamano l’attenzione del medico (solitamente causata da bacillo tubercolare oppure da miceti).

RICORRENTE: ripetuti episodi anche a distanza che sono espressione generalmente di un difetto dell’ospite, o dell’anatomia locale oppure delle difese antibatteriche immunologiche (es: trauma cranico, pazienti HIV+, ecc).

DECAPITATA: forma il cui decorso è attenuato per il precoce intervento con terapia antibiotica. Per esempio la N. meningitidis è molto sensibile agli antibiotici per cui la sintomatologia è attenuata ed è alta la frequenza di falsi negativi nelle indagini colturali del microorganismo.

L’avvento e l’uso diffuso degli antibiotici nel trattamento delle meningiti ha ridotto drasticamente la mortalità dovuta a questa malattia. Ciò nonostante, sia la morbilità (da 0.2 a 6 casi per 100.000 all’anno) e la mortalità (da 3 a 33%) delle meningiti batteriche non trattate o trattate in modo inappropriato rimangono alte negli Stati Uniti.

La meningite batterica rappresenta un problema importante anche in pazienti ospedalizzati.

Nei grossi ospedali urbani di cura terziaria la distribuzione della eziologia batterica della meningite nell’adulto differisce da quella degli ospedali di comunità più piccole dove predominano le malattie acquisite in comunità .

Ad esempio nel Massachusset General Hospital circa il 40% di meningite negli adulti era di origine nosocomiale (in prevalenza gram-negativi 40%più vari streptococchi, 10% Stafilococco aureus e stafilococchi coagulasi negativi).

Risulta inoltre che il 40% di questi episodi furono associati ad una alta mortalità (il 35% per un unico episodio di meningite nosocomiale).

Le meningiti batteriche sono molto più comuni nei Paesi in via di sviluppo che negli Stati Uniti.

Per esempio, la morbilità in Brasile e in alcune parti dell’Africa è di 300-400 casi per 100.000 durante epidemie.

Negli ultimi 25 anni si sono verificate variazioni importanti nella frequenza dei diversi tipi di agenti eziologici di tale malattia.La meningite bacillare da gram-negativi si è raddoppiata in frequenza negli adulti, riflettendo le procedure neurochirurgiche più frequenti ed estese come pure altri fattori nosocomiali.

La Listeria monocytogenes è aumentata di 8-10 volte come causa di meningite negli ospedali generali cittadini, riflettendo l’aumento della popolazione di immuno-depressi a rischio particolare. Infatti le infezioni da Listeria sembrano derivate dall’assunzione di particolari alimenti (prodotti caseari, vegetali non cotti,...) e coinvolgono soprattutto i riceventi di trapianti d’organo, pazienti in unità di emodialisi, pazienti in trattamento con steroidi e farmaci citotossici, pazienti con malattie epatiche e HIV positivi, donne in gravidanza e neonati.

La maggior parte dei pazienti con meningite batterica sopravvive, ma postumi neurologici sopraggiungono in quasi 1/3 di tutti i sopravvissuti (soprattutto neonati e bambini).

L’esordio della malattia, almeno nelle forme purulente, è improvviso, con brividi, febbre elevata, malessere ingravescente, cefalea ed eventualmente vomito.

I sensi risultano spesso compromessi e si possono manifestare precocemente segni di torpore.

CONSIDERAZIONI ANATOMICHE

NELLE MENINGITI BATTERICHE
La meningite è una infiammazione delle meningi (Pia Madre, Aracnoide e Dura Madre), tre sottili membrane che rivestono intimamente l’Encefalo e il Midollo spinale. In particolare, la meningite nasce all’interno dello spazio subaracnoideo, che si trova tra la media e la più interna delle lamine: l’Aracnoide e la Pia Madre.

Le meningi delimitano con il rachide tre spazi siti di infezioni batteriche distinte: lo spazio epidurale tra la vertebra e la Dura Madre, lo spazio subdurale tra la Dura Madre e l’Aracnoide, e lo spazio subaracnoidale tra l’Aracnoide e la Pia Madre che è la sede specifica dell’esordio della meningite.

I villi estremamente vascolarizzati della Pia Madre si proiettano in 4 ventricoli all’interno dell’Encefalo e sono rivestiti da cellule epiteliali ependimali.

Queste proiezioni sono conosciute come Plessi coronoidei e sono i siti nei quali la componente fluida del sangue è modificata attraverso secrezione e assorbimento di certi soluti e convogliata all’interno dei ventricoli sotto forma di liquido cefalorachidiano o liquor.

Il liquor circola nei ventricoli e nello spazio subaracnoidale, attorno all’Encefalo e alla Corda spinale e ritorna al sistema circolatorio sanguigno attraverso i villi subaracnoidali che proiettano nel Seno Sagittale Superiore nella volta interna del cranio.

Negli adulti viene prodotto da 400 a 600 ml di liquor che ricircola ogni giorno. Il normale volume di liquor è tra i 40 e i 60 ml nei neonati e i 100 e i 160 ml negli adulti.

PATOGENESI DELLE MENINGITI BATTERICHE
Ci si può trovare nella condizione in cui non è dimostrabile un processo infettivo localizzato o a distanza dalle meningi, cui attribuire la responsabilità primaria della infezione (non c’è concomitante batteriemia o viremia sistemica).

Oppure è evidenziabile una estensione secondaria di una infezione contigua parameningea (otite, mastoidite, ...) o in alternativa, la localizzazione "metastatica", tramite il torrente circolatorio, di una qualsiasi altra infezione (endocardite, pleuropolmonite, nefrite, ecc.).

I batteri quindi possono raggiungere le meningi attraverso varie vie:

a) Batteriemia sistemica (la più frequente).

b) Ingresso diretto dal tratto respiratorio superiore o dalla cute attraverso un difetto anatomico (frattura cranica, meningocele, ...).

c) Passaggio intracranico attraverso una venula dal nasofaringe (l’adesione faringea è favorita come nel caso dello Str. pneumoniae dalla capacità di produrre proteasi delle IgA; oppure endocitosi come nel caso dei meningococchi; oppure per via intercellulare con separazione delle giunzioni serrate apicali tra le cellule epiteliali colonnari come nel caso dell’H.influenzae).

d) Diffusione da focus contiguo di infezione (infezione dei seni paranasali, trasudazione da un ascesso cerebrale, ...).

il documento per esteso alla FONTE