Oggi Intervistiamo Massimiliano De Cristofaro, uno specialista nel settore dei reati informatici, blogger ed esperto del deepweb.
Intervistatore M.S.: “Massimiliano, Cosa ci puoi dire in relazione alle truffe on line, la nemesi che sta mietendo vittime di ogni età, religione e sesso?” C’è un modo per schivare i tentativi, cosa può fare il cittadino? Insomma, come ci si può difendere -fai da te- prima di cadere nelle trappole dei truffatori?”
Massimiliano: “Buongiorno a voi tutti, cercherò di essere breve, ma vi avviso che sarà impossibile perché l’argomento è sconfinato. Oggigiorno la società vive nel web senza conoscerne le potenzialità, i difetti e, soprattutto, i rischi!
Oltre il singolo truffatore, sappiate che esistono vere e proprie aziende specializzate in truffe on line, truffe il cui bottino varia dalle poche decine di euro a decine di milioni di euro. Chiunque fra noi in possesso di un smartphone, tablet o notebook collegato in rete è potenzialmente a rischio. Cos’è la rete? La rete è il famoso *www* ovvero il World Wide Web -letteralmente "rete di grandezza mondiale" e mai ci fu nome più azzeccato di “rete” perché i truffatori vanno letteralmente “a pesca” di utenti sprovveduti in cerca dell’affare del secolo. WWW è uno dei principali servizi di Internet che permette di navigare e usufruire di un insieme vastissimo di contenuti amatoriali e professionali (multimediali e non) collegati tra loro attraverso legami (link), e di ulteriori servizi accessibili a tutti o ad una parte selezionata degli utenti di Internet. Internet a sua volta, dal 1960 (di fatto dal 1969) è una rete ad accesso pubblico che connette vari dispositivi in tutto il mondo. Questa è la base di partenza, da qui inizia il lungo percorso nel web e nelle truffe on line. In internet c’è il mondo, c’è il mondo intero ed è collegato ed interconnesso da miliardi di miliardi di dati, il tutto vedibile nella prospettiva di una curva esponenziale.
Impossibile immaginare lo spazio web, tuttavia non è inesistente, esso esiste proprio come l’universo, concetto magari difficile da concepire ma facile da assimilare.”
Intervistatore M.S.: “Chiarissimo il prologo Massimiliano, ora abbiamo bisogno di entrare nel mare in tempesta della navigazione sicura, chi sono i truffatori? Come si muovono, dove si trovano nella realtà?”
Massimiliano: “Chi sono è una domanda cui nessuno di noi può rispondere. Posso dire che tralasciando il truffatore singolo, occasionale, il ‘lavoro’ dei truffatori seriali viene rapportato a quello di una vera e propria ‘azienda’ con incarichi precisi. Ogni componente ha un proprio ruolo ben definito, ogni operatore sa cosa fare, come farlo e quando farlo.
Molte inchieste di livello nazionale offrono uno spaccato interessante di come agiscono tutti quelli che si prendono gioco di chi decide di fare acquisti on line, tuttavia, difenderci da loro in certi casi è impossibile ma possiamo tentare di non cadere in banali trucchi perché noi tutti comuni mortali, abbiamo a disposizione molte armi e possiamo fare prevenzione..
Di conseguenza, conoscere il nemico è utile per evitare di non riconoscerlo e possiamo adottare valide contromisure per non essere truffati. Va detto che quasi sempre a cascare nella rete e ad abboccare all’amo dell’affare sono gli sprovveduti, ovvero quelli meno smaliziati, ad esempio, quelli che non si rendono contro che l’oggetto messo in vendita ha un prezzo troppo basso per il mercato e che, quindi, c’è l’impiccment.”
Intervistatore M.S.: “Perfetto Massimiliano però, ancora non ci hai regalato qualche trucco per evitare le truffe!”
Massimiliano: “NON è ancora il momento, dobbiamo ancora capire alcune cose, l’istruzione è fondamentale altrimenti si fanno ancora più danni, passo dopo passo vi guiderò nello sfuggire alle truffe ma dovete avere pazienza e molta, molta voglia di capire ciò che vi dirò.”
Intervistatore M.S.: “D’accordo, qual è il prossimo passaggio?”.
Massimiliano: “Il prossimo passaggio è capire che in rete si è in pericolo dal momento in cui di entra nella rete, sempre. Pericolo di truffe, di furto di identità, di phishing alla mercé di qualsiasi malintenzionato che abbia il possesso di attrezzature veloci, professionali e che abbia una media base di informazioni informatiche in riferimento alle misure da adottare ad esempio, contro l’impegno delle Forze dell’Ordine. Quindi iniziamo con il dire che a volte sorrido con i profili “pseudo-anonimi” di Facebook dietro ai quali alcuni utenti credono di nascondersi perché poi, anche se la foto è falsa, se il nome è inventato, state tranquilli che la fesseria di mettere una vostra foto la farete comunque, così come taggare gli amici, pubblicare le foto di casa, della macchina, delle vacanze ecc. Voi non immaginate neanche cosa può fare un malintenzionato esperto di informatica con i vostri dati e le vostre foto.”
Intervistatore M.S.: “Massimiliano, in sintesi mi vuoi dire la prima regola è che in rete si è sempre a rischio!”
Massimiliano: “Esattamente! Ora passiamo alla seconda regola. Se volete acquistare in rete dovete scegliere con attenzione il sito in cui poi acquisterete oggetti. Dovete, ed è imperativo, selezionare accuratamente i siti e i portali di annunci on line su cui fare acquisti; guardate sempre i commenti degli altri acquirenti consumatori sui blog; ce ne sono a bizzeffe, verificate e leggete le condizioni di utilizzo per vedere l’affidabilità del sito e le garanzie per il consumatore acquirente, in assenza di queste garanzie si inizia il percorso che conduce alla truffa. Ma andiamo avanti.
Evitate assolutamente, come già detto, le offerte troppo allettanti, con prezzi eccessivamente bassi rispetto a quelli sul mercato, quasi sempre nascondono un tentativo di truffa, quello è l’amo su cui abboccherete. Se volete acquistare prodotti di marca, allora verificate che il sito sia proprio quello ufficiale dell’azienda, controllando indirizzo e sede legale, anche leggendo le condizioni privacy; in caso di ricezione di prodotti contraffatti, se mancano questi dati e siete mossi dall’affare, allora state avanzando verso la truffa.
Intervistatore M.S.: “Quindi, abbiamo già fissato alcuni punti cardini per evitare di cadere nelle trappole. Abbiamo fame di informazioni, continua.”
Massimiliano: “Se avete deciso di effettuare acquisti direttamente da privati oppure su siti di annunci di privati, allora acquistate solo ed esclusivamente da venditori che permettano il pagamento in contrassegno, così da avere almeno recapito materiale del prodotto, prima del pagamento e poterlo controllare alla consegna, meglio ancora se l’oggetto è vedibile e se si può ritirare direttamente a casa e/o negozio del venditore. Ma qui si parla di oggetti, mentre ad esempio, per gli affitti di abitazioni di vacanze da privati, verificate l’esistenza dell’indirizzo tramite un sito di mappe e gli elenchi telefonici on line, o le agenzie immobiliari locali, per aver prova del venditore, più avanti vi suggerirò come fare gli accertamenti del caso anche perché dovete capire che comunque vada, acquistare le vacanze tramite i siti “originali” on line non garantisce in alcun modo sui disservizi perché il sito di “comparazione” su cui acquisterete, non è direttamente responsabile perché non è lui che vende la vacanza o il viaggio ma lo fa conto terzi.
In tal senso, sarebbe meglio pagare l’intermediazione di una agenzia viaggi o agenzia immobiliare qualificate perché in questo modo ci si garantisce sulla possibilità di risolvere problemi o poter aver possibili risarcimenti.
Dicevo, quando pagate on line, utilizzate solo carte prepagate con limitato deposito (per importi rilevanti è preferibile il bonifico bancario onde avere tracciabilità del pagamento) e non lasciate mai e poi mai i vostri dati, soprattutto i codici di carte di credito e carte prepagate (carta di credito, Paypal, Postepay o altri servizi similari) su siti non conosciuti o di cui non potete verificare l’affidabilità e infine, non contattate siti tramite i link inseriti in e-mail ricevute magari dal venditore come ad esempio link di Poste Italiane e Istituti di Credito perché potreste subire intercettazioni da siti nazionali ed esteri dei codici delle carte di credito cosiddetto phishing. Il phishing, a differenza del reato di truffa punito dall’art. 640 c.p., configura il reato punito dall’art. 640 - ter c.p. reato specifico contro il patrimonio mediante frode. Per notizia, insieme alla diffusione del sapere e delle informazioni, la rete Internet ha consentito, quale logica conseguenza, il proliferare di nuove condotte criminose, i c.d. "cyber crimes" che la Convenzione di Budapest del Consiglio d'Europa sulla criminalità informatica del 23.11.2001 (ratificata dall'Italia con l. n. 48/08) definisce come ogni tipo di violazione penale commessa per mezzo, con l'ausilio e/o avente ad oggetto un sistema o programma informatico.”
Intervistatore M.S.: “Grazie a te stiamo conoscendo un mondo nuovo, un universo mai visto, del tutto inesplorato.”
Massimiliano: “Questo è un universo nuovo, hai ragione, del tutto inesplorato del quale non si conosce neanche il nome esatto e non mi voglio sbilanciare parlando del deep-web o abyss-web accessibile con il Tor (The Onion Routers), spesso erroneamente confuso con il dark-web che invece è solo una modalità di navigazione anonima.”
Intervistatore M.S.: “Perfetto Massimiliano, fin qui abbiamo compreso che c’è la possibilità di potersi difendere dalle truffe on line conoscendo la materia, ora vogliano la ciccia, possiamo avere una legenda, un decalogo anti truffa?”
Massimiliano: “Sinceramente dovrei farmi pagare a peso d’oro per le preziose informazioni che sto per fornirvi gratuitamente, anni ed anni di studio per arrivare all’unico segreto indiscusso per contrastare le truffe on line, ovvero, non acquistate in rete!”
Intervistatore M.S.: “Mi hai fatto sorridere, ma alla fine sai che non è possibile, milioni sono le persone che acquistano quotidianamente on line ogni secondo”
Massimiliano: “Marco c’è poco da sorridere perché questa è la unica e sola cura preventiva contro le truffe on line, il resto sono solo surrogati e scappatoie per sfuggire ai predatori. Comunque sia, rispondendo che in rete già nel 2015 si contavano oltre 3,3 miliardi di utenti in navigazione, ovvero la metà della popolazione mondiale, allora sulla base di ciò che vi ho raccontato finora, vi somministro un decalogo di avvisi e di accertamenti che possiamo fare liberamente noi tutti comuni mortali con i nostri cellulari dalle mille risorse sconosciute.”
Intervistatore M.S.: “Da dove iniziare, chi, come , dove e perché, spiegaci tutto, ora si entra nel vivo dell’intervista.”
Massimiliano: “Inizio nel dire che In caso di truffa non esitate, sorpassate la sfiducia nel sistema giudiziario e denunciate sempre e velocemente rivolgendovi direttamente alle Forze dell’Ordine, spesso può esser utile anche per possibili risarcimenti, anche se lenta, la macchina della giustizia con il suo pesante martello arriva sempre, non date retta ai luoghi comuni del tipo “in Italia in galera non ci va nessuno”. Dovete sapere che il primo codice penale dell'Italia unita fu il codice penale sabaudo del 1839 del Regno di Sardegna, che venne poi sostituito dal Codice penale del 1859 esteso al resto della penisola all'indomani dell'unità d'Italia. Tuttavia dal 1861 al 1889 convissero due codici penali distinti perché la Toscana continuò ad usare il proprio codice (che prevedeva l'abolizione della pena di morte dal 1859 dopo che era stata reimmessa nel 1953). L'unificazione normativa avvenne con il Codice Zanardelli, che porta il nome del Ministro di grazia e giustizia Giuseppe Zanardelli e venne promulgato il 30 giugno 1889, per entrare in vigore il 1º gennaio dell'anno seguente. Mi direte che oggi l’art 640 c.p. è inadeguato perché il codice è antiquato e avrebbe bisogno di una rimodellazione ma il legislatore è stato poco creativo in taluni casi e forse troppo in altri e quindi, almeno per ora, ci dobbiamo attenere a quello che passa la casa! Ciò premesso, quando si naviga in internet o si accede alla propria casella di posta elettronica per leggere le mail in arrivo, l’attenzione deve essere sempre molto alta perché, lo ripeto, il rischio di incappare in siti o e-mail che richiedono dati personali, codici e password è molto alto! Oltre ad aggiornare periodicamente il proprio browser e l’antivirus, qualche aiuto possiamo riceverlo anche da queste due applicazioni: “Delphish”, ovvero un software anti-phishing che provvede alla scansione delle mail in arrivo segnalando eventuali minacce e “Netcraft toolbar”, che blocca l’accesso a siti truffaldini e aiuta a proteggere chi naviga da eventuali frodi. Ma entriamo nel vivo del commercio on line, per l’e-commerce, invece, è sempre consigliabile: 1) prima di effettuare un qualsiasi pagamento (specialmente se il venditore è conosciuto al web), verificare se nel sito sono presenti la partita IVA o il CF, il numero di telefono e l’indirizzo fisico dell’azienda; 2) Controllare se vi sono altri metodi di pagamento oltre al carta di credito come ad esempio la vendita in contrassegno o il bonifico bancario. In quest’ultimo caso è bene prestare massima attenzione quando l’IBAN fornito dal venditore rimanda ad una carta di credito prepagata tipo Postepay Evolution e potete controllare l’iban inserendolo in questo link apposito e gratuito: http://it.ibancalculator.com/iban_validieren.html ; se il codice iban controllato corrisponde ad un conto corrente attestato a Poste Italiane con sede a Viale Europa 190 allora non è un conto corrente ma si tratta di una Postepay, quindi il rischio di truffa aumenta. In tal senso, mai effettuare la ricarica ad una Postepay che non corrisponde alle generalità del venditore, c’è aria di truffa. Inoltre, oggi c’è la concreta possibilità -gratuita- di ricevere informazioni su chiunque, quindi una volta ricevuti i dati come ad esempio il numero di telefono, il nome, il codice fiscale e il link del sito, ricercare informazioni incrociate utilizzando i motori di ricerca, siti anti-truffa e forum online perché gli utenti truffati hanno di sicuro aperto un blog o un forum contenenti tutti dati utili per verificare la validità, o meno, di un determinato utente. Se un utente che vende su e.Bay, ad esempio è nuovo, senza feedback o se non è conosciuto nel web, allora c’è concreta possibilità di truffa.
Ad esempio, su i siti e-commerce http://www.subito.it/ , https://www.autoscout24.it/ , http://www.ebay.it/ , http://it.shpock.com/ http://www.kijiji.it/ , http://www.secondamano.it/ ed altri, verificate i dati del venditore, verificate che siano reali, contattatelo, diffidate di chi non vuole farvi vedere l’oggetto oppure di chi non è intenzionato a farlo ritirare a casa, copiate il numero di telefono e la mail del venditore e fate accertamenti incrociati su https://www.google.it/ ad esempio, il venditore vi fornice i suoi dati: Andrea Bianchi, email: andrea.xxx@gmail.com recapito telefonico (+39) 351.1234567 (magari anche la copia della carta di identità e del codice fiscale) non abbiate remore, copiate e incollate i dati sul motore di ricerca https://www.google.it/ ad esempio digitando: “Andrea Bianchi truffatore” oppure “andrea.xxx@gmail.com truffa” oppure “(+39) 351.1234567 truffa” qualcosa uscirà sempre, in questo modo avete fatto una buona prevenzione ma c’è dell’altro. Ad esempio, ingrandite la foto dell’oggetto dell’annuncio che vi interessa, visto su ebay.it o subito.it, copiatela nel vostro desktop e analizzatela ad esempio, tramite ricerca google su questo link apposito per la verifica e comparazione on line delle foto (link): https://www.google.it/imghp?hl=it&tab=wi&ei=8Z-UWJ... se la foto dell’annuncio è buona non accadrà nulla mentre se è stata rubata dal truffatore ad un altro venditore ignaro, allora da google riceverete un risultato con diverse foto identiche a quella che avete analizzato e quindi c’è aria di truffa.
Ma non finisce qui, aprite Facebook e inserite il numero “(+39) 351.1234567” del venditore Andrea, se avete fortuna l’ha collegato sul suo profilo e il gicoo è fatto, saprete a chi corrisponde quel numero, idem con Whatsapp, certo, se i due profili cercati sono inesistenti e/o senza foto, allora c’è puzza di truffa. Ultimo tentativo possiamo farlo con Instagram, prenderemo la mail di Andrea andrea.xxx@gmail.com e con quella verificheremo se Andrea ha un profilo Instagram o Twitter, insomma, ora sappiamo come fare e quando farlo, ovvero, PRIMA dell’acquisto on line e non DOPO!”
Intervistatore M.S.: “Massimiliano, sono scioccato, non avrei mai immaginato di poter fare questi incroci di dati, anche perché se posso farlo io, può farlo anche un malintenzionato!”
Massimiliano: “Esattamente, è ciò che tento di spiegare fin dall’inizio dell’intervista.”
Intervistatore M.S.: “Ma cos’altro possiamo fare?”
Massimiliano: “Beh, io direi che c’è tutto, se questi dati incrociati non vi suonano bene, se c’è un minimo dubbio allora non ci sono dubbi, meglio farsi sfuggire un buon affare che portare a casa una truffa, il morale poi va a terra e la cicatrice rimane a vita, io di truffe ne ho subite due molti anni fa e ancora mi brucia dentro...”
Intervistatore M.S.: “Se sei stato truffato tu, beh, non oso immaginare…”
Massimiliano: “Beh, in realtà una truffa me la sono fatta fare “volontariamente” per smascherare il truffatore mentre l’altra l’ho subita realmente, ma parliamo di gente che ad esempio ha clonato il sito della Nike, parliamo di livelli altissimi, non potevo avere scampo neanch’io. Comunque sia, prima ho parlato di Postepay. Nel mezzo del cammin di nostra vita web, prima o poi quasi tutti ci troveremo davanti alla selva oscura dell’e-Commerce che propone articoli a prezzi bassissimi con una particolarità comune, ovvero, l’unico pagamento accettato dovrà essere eseguito tramite carta prepagata Postepay. Ma in realtà cos’è la carta Postepay?
La Postepay è una carta di credito ricaricabile rilasciata da Poste Italiane, nata allo scopo di offrire a giovani e meno giovani un’alternativa valida alle classifiche carte di credito. I suoi grandi vantaggi sono la possibilità di essere ricaricata da chiunque in possesso di denaro e del codice fiscale del beneficiario semplicemente recandosi presso un ufficio postale e di non avere costi fissi.
Di fatto questa soluzione finanziaria si cuce perfettamente alle esigenze delle famiglie, dovete immaginate quanti giovani magari sono in viaggio e in un momento di difficoltà, dopo aver chiesto aiuto ai parenti e/o amici in pochi minuti possono ricevere un supporto monetario on line.
Straordinario, se la Postepay è un servizio vantaggioso allora dove sono i rischi?
I rischi nascono con la nascita dei delinquenti cibernetici.
I rischi come sempre sono indiretti e mai legati direttamente solo al prodotto finale ma all’uso che ne viene fatto.
Ora, facendo un passo indietro, ho sottolineato che chiunque può ricaricare una Postepay.
In pratica, senza essere nel possesso fisico della carta Postepay stessa, semplicemente fornendo nome cognome e il numero della carta si può fare un versamento.
Fate attenzione a questo passaggio perché è complesso ma decisivo per come Diventa quindi plausibile pensare di sfruttare la Postepay per fare pagamenti on line, ad esempio per acquisti fatti su eBay o altri siti di compra-vendita. Peccato però che effettuare un versamento su una Postepay non equivalga in alcun modo ad aver fatto un pagamento per un determinato oggetto, ovvero, mancando la motivazione del pagamento, ovvero la causale, non è possibile dimostrare la truffa.
Proprio per come è stata pensata, creata e strutturata la carta Postepay non ha valenza di mezzo di pagamento on line, ma solo quella di uno strumento informatico per effettuare transazioni semplificate in negozio o in uno sportello bancomat.
All’atto del versamento su una Postepay, infatti, si compila un modulo di ricarica che non ha valenza di pagamento, come potrebbero essere ad esempio i pagamenti tramite vaglia postale o bonifico bancario perché non c’è alcuna causale e in Tribunale, non potendo dimostrare “fumus commissi delicti” e quindi formare la prova “al di là di ogni ragionevole dubbio”, il reo andrà molto probabilmente assolto.
Ma qui si entra in un campo minato, quello della Giustizia applicata e interpretata, ad esempio, con la Sentenza n. 19933 la Corte di Cassazione ha scandito i contorni normativi della regola che stabilisce che la condanna deve avvenire “al di là di ogni ragionevole dubbio”, principio positivizzato nell'art. 533 del codice di procedura, modificato dall'art. 5 della legge n. 46 del 2006: deve infatti essere ribadito, secondo il giudizio della Prima Sezione penale, il principio secondo cui la condanna deve essere pronunciata “al di là di ogni ragionevole dubbio”, lasciando da parte solo eventualità remote, la cui realizzazione concreta non trova neanche il benché minimo riscontro.
Nel caso di specie, la sentenza è l'esito del ricorso di un imputato, condannato in secondo grado per tentato omicidio: in Cassazione, il ricorrente aveva eccepito che, la sentenza impugnata andava a violare i “canoni di valutazione probatoria e della regola dell'oltre ogni ragionevole dubbio nella valutazione degli elementi posti a base dell'affermazione di penale responsabilità”.
La Corte, ha spiegato che “la regola dell' "oltre il ragionevole dubbio" formalizzata nell'art. 533 c.p.p., primo comma, c.p.p., come sostituito dall'art. 5 della 1. n. 46 del 2006, impone di pronunciare condanna, quando il dato probatorio acquisito lascia fuori solo eventualità remote, pur astrattamente formulabili e prospettabili come possibili in rerum natura, ma la cui concreta realizzazione nella fattispecie concreta non trova il benché minimo riscontro nelle emergenze processuali, ponendosi al di fuori dell'ordine naturale delle cose e della normale razionalità umana.
Tornano a noi umani, ecco il vero perché alcuni venditori on line mi richiedono di pagare con Postepay anche se, di fatto, come abbiamo visto, non è un versamento tracciato e valido.
Parte di ciò che ho riferito, è leggibile ad esempio, in un noto sito dedicato alle truffe on-line (link) www.occhioallatruffa.net/i-pagamenti-tramite-postepay/
Come ci si può tutelare?
Semplice, non comprate on line a queste condizioni!
Se non ne potete fare a meno, allora sappiate che l’’unica tutela è quella di evitare qualsiasi rapporto con venditori poco seri e in casi dubbi, eventualmente segnalare il tutto alle Forze dell’Ordine preposte magari con una mail o con un esposto ad esempio consultando il sito web www.commissariatodips.it/ , questo perché nel nostro ordinamento giudiziario non esiste alcuna forma di “denuncia preventiva”.
Va detto che, sfortunatamente, sono davvero pochi i casi di utenti truffate con questo meccanismo barbaro che poi hanno riavuto indietro i propri soldi, questo perché alla fine della fiera, per la legge, nessuno li obbliga a fare una ricarica sulla Carta e di fatto, stanno “regalando” quindi dei soldi a perfetti sconosciuti che poi nella realtà, il più delle volte i titolari delle carte usate dai truffatori hanno subito a loro volta un furto d’identità a causa del quale anche loro, purtroppo, inizieranno un calvario giudiziario enorme.
La raccomandazione che viene fatta è quella di fare attenzione quando nei blog si racconta la propria vicenda perché a volte il truffato lascia inavvertitamente altre tracce che vengono lette dal truffatore che magari, per ripicca, segue il blog e poi utilizzerà i dati del truffato per truffare altri come vendetta personale. Signori il web è bello ma non è un gioco, anzi, è un gioco ma è un gioco da grandi dove ci si fa veramente male.
Quindi siate accorti, scaltri e informatevi sempre PRIMA di fare qualsiasi cosa che può nuocere a voi e ai vostri cari e amici, il web per lo più è un ricettacolo di sesso a pagamento, droga e pedofilia ma è anche composto di informazioni serie e persone giuste.
Pubblicare la propria esperienza da vittima di truffa su siti e blog per aiutare la comunità di internauti a non cadere nelle reti dei truffatori è encomiabile ma fate attenzione, se non sapete farlo, fatelo fare ad un vostro amico esperto.
Controllate sempre i dettagli del prodotto, salvate le foto e ingranditele, verificate i dettagli, fate domande, nessuna domanda è inutile di mezzo ci sono i vostri soldi, non dimenticate di controllare particolari essenziali come la dimensione, il colore, il funzionamento, la provenienza. Per i prodotti elettronici e digitali vale un altra circostanza. Sarebbe buona norma sapere le caratteristiche dell’oggetto che si vuole acquistare, andranno verificate le caratteristiche generali come l’adattabilità, i metodi di ricarica, gli accessori, i componenti aggiuntivi indispensabili e, non di meno, le specifiche in ordine alla garanzia.
Ovviamente il pezzo non dev’essere rubato, ad esempio di un telefono si può facilmente verificare l’IMEI di un cellulare sistema operativo #android tramite il sito gratuito: www.ijackphone.com/controlla-imei-di-un-telefono-o-smartphone-android-iphone-windows-phone-blackberry-per-sapere-se-e-ancora-in-garanzia-bloccato-rubato-e-altre-informazioni.html oppure un apple (I-Phone) al link specifico dedicato: https://appleonlineita.mpxltd.co.uk/ .
Ricordate di non giudicare un prodotto per la sua immagine e leggete la sua descrizione.
Non fatevi ingannare dalle perline, le perline sono i layout sgargianti, ripeto, non fatevi ingannare dal layout sconvolgenti ed accattivanti di un sito web. Creare una bella scatola è facile, ma una bella scatola dice ben poco sull’effettivo contenuto.
In ultimo, siate pignoli, siate eccessivi nello zelo, copiate e stampate tutto, conservate la corrispondenza, le conferme ricevute e salvate gli originali.
Più tracce conserverete di una transazione e più peso avranno i vostri argomenti in una aula di tribunale.
Studiate, studiate, studiate, dovete essere consapevoli dei vostri diritti, voi siete i consumatori.
Facendo acquisti online “regolari”, il venditore è tenuto a garantire la qualità dei prodotti e il diritto di recesso perché non sempre la fregatura è la truffa, a volte lo è un acquisto senza le dovute garanzie.”
Intervistatore M.S.: “Grazie Massimiliano, per ora dobbiamo studiare ciò che ci hai detto, dobbiamo assorbirlo e poi metterlo in pratica ma di sicuro torneremo sull’argomento perché credo che quella che ci hai fatto vedere bene oggi, sia solo la punta dell’iceberg. Grazie ancora.”
#Massimiliano: “Grazie a voi, io non sono un guru, non ho fatto altro che ripercorrere i punti chiave che tutti dovrebbero conoscere quando navigano in internet, quello che ho detto finora è solo la base per potersi difendere dagli attacchi e con un po’ di buonsenso, oltre alla conoscenza della materia, vi garantisco riusciremo non a sconfiggere il problema ma ad arginarlo prepotentemente. Grazie a voi per il vostro tempo, scusate le imperfezioni ma sono andato a braccio, non ho avuto modo di rileggere o guardare gli appunti…”
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