Risposta alla Senatrice Menapace
«Silvia, questa è una cosa serissima, perché chiaramente anche questa commissione, secondo me, non porterà a nulla e i nostri ragazzi moriranno tutti» Queste le parole di Massimiliano de Cristoforo che invia alla redazione Ladysilvia una risposta alla Senatrice Menopace, che riproponiamo di seguito.
Nella email alla redazione indica:
«allego due foto pesantissime e vere!
La gente deve sapere davvero dove siamo arrivati (ti citerò la fonte). Non avere paura di pubblicarle, sennò la denuncia pubblica non serve a nulla.»
La Risposta: Senatrice Menapace, innanzitutto, buongiorno e ben trovata in Commissione.
Mentre, nel rispetto delle migliori tradizioni tutte Italiane si decide la vena "esoterica" delle varie azioni e soprattutto delle "NON azioni" da fare nelle varie Commissioni d'Inchiesta sul tema "Radioattivo: Buono o Cattivo?", mentre si tenta di comprendere se le stesse Commissioni devono essere più o meno politiche o depoliticizzate, se più o meno sindacali o addirittura, più o meno giuste, nella realtà , nella nostra realtà , nella squallida e triste realtà degli uomini cosiddetti "normali", ci si trova a vedere e sentire di alcuni soldati, o meglio, di alcuni giovani ragazzi Italiani che tornati dai vari palcoscenici di guerra in tempo di pace (o di pace in tempo di guerra, in questa globalità multimediale non c’è più differenza nelle contraddizioni in termini”¦) muoiono da soli senza una sola parola di conforto!
Ragazzi traditi dal loro ideale di Patria, di Pace e di Giustizia.
Ragazzi che in Patria vengono giustiziati dall’indifferenza, poichè abbandonati senza pietà dal loro Comando che li lascia camminare senza copertura verso la morte certa. Una morte che normalmente, avviene tra atroci ed indicibili sofferenze psico-fisiche che questi giovani, una volta figli della Patria, condivideranno solo ed esclusivamente con i loro familiari e con quelli che come me, hanno a disposizione ancora un po’ di sentimento e di volontà ”¦
Ora questi giovani ammalati e non più idonei alla strategia politico-militare , sono i figli di nessuno!
Pregiata Senatrice, Ella scrive che uditi vari luminari, scienziati, medici di settore (il Prof. Mandelli docet), si è quasi giunti alla conclusione che ancora oggi nel 2007 avanzato, NON c’è la certezza di un nesso "lineare" tra l’inalazione e/o il contatto (anche a freddo) con l’Uranio Impoverito (Uranio Depleto U238) e le terribili malattie accusate dai soldati tornati dal fronte (Linfoma di Hodgking, Adenocarcinoma al Pancreas, Leucemia, Tumori, Mielosi Multipla, ecc, ecc).
Magari tutto ciò è vero”¦ o forse: "vero", tutto ciò, non lo è assolutamente!!!
Vero è anche che, oltre all’Uranio Impoverito, solo Dio e le migliaia di vittime della guerra sanno con certezza cosa gli "alleati della pace" hanno sganciato su di loro per "liberarli" dalle oppressioni(?).
Per citare un solo episodio, l’uso illegittimo del Fosforo Bianco da parte degli U.S.A.(&Getta) nella città di Falluja, Iraq.
Inutile polemizzare ancora sull’uso militare sconsiderato degli aggressivi chimici, inutile ribadire il concetto che l’uso di tali elementi contravviene a decine di Convenzioni Internazionali, perché a quanto pare, c’è chi al Mondo, in questo Mondo, dispone di una garantita immunità secolare”¦e qui mi fermo!
Mi vengono i brividi al pensiero che il dittatore Saddam Hussein è stato impiccato "anche" per aver utilizzato il Fosforo Bianco”¦a Lei no?
(Le Armi Chimiche: per l’esattezza le incrimina la Convenzione del 1997, dell’Agenzia O.P.C.W. " Organizzazione per la Proibizione delle Armi chimiche -, promossa dall’O.N.U. e firmata anche dagli Stati Uniti”¦)
Comunque sia, armi chimiche a parte, ritornando sul radioattivo, comprendo pienamente la Sua difficoltà in questa nuova Commissione.
Ripercorro i Suoi passi.
Ambedue le Commissioni precedenti a quella in carica si sono concluse: "affermando, la prima (Mandelli) in modo più perentorio, la seconda (Franco) in modo più sfumato critico e dubitativo, che NON è possibile scientificamente provare un nesso lineare di causa ed effetto tra Uranio e patologie. La commissione in carica ha accolto questo giudizio e ha ascoltato prima di tutto una serie di esperti, per sapere se il giudizio della scienza sia ancora lì o se vi siano significative novità . Qualche novità c’è, però tutti ancora rispondono che comunque non è possibile stabilire un nesso causale lineare tra uranio e patologie. Molti giustamente vorrebbero proseguire le ricerche, ma la commissione non ha questo compito, e può solo rivolgere ai ministeri competenti la raccomandazione che le finanzino, o costituiscano centri di eccellenza ad hoc."
Senatrice, io credo fermamente che il vero ed unico problema su cui lavorare davvero sia la volontà o meno di trovare la verità , la verità vera, quella scomoda verità che nessuno vuole sapere.
Sarebbe una verità terribile, drammatica, improponibile.
In base alla risposta a questo complicatissimo e primario quesito, solo dopo ci si può soffermare a ricercare le eventuali cause e dopo ancora, a ricercare e poi punire i responsabili di questo efferato crimine e possibilmente tutto ciò, entro questo secolo!
Ho scritto "responsabili"?
Eh si, se versiamo in questo stato di cose, di responsabili ce ne sono davvero tanti e sicuramente, più d'uno ad ogni livello. È d'accordo con me Senatrice?
Senatrice, gli effetti dell’Uranio Impoverito li conosciamo tutti, anche i bambini sanno che fa male anche nel maneggio "a freddo". Lei si chiederà come facciamo ad avere tutte queste informazioni?
Semplice, volendo arrivare alla verità , spinti dalla passione, dalla paura e quindi dalla motivazione, noi, il "libero" popolo realmente virtuale, troviamo sempre il mezzo per arrivarci davvero e prima degli altri!
Internet ad esempio, mette a disposizione del Mondo maledettamente inconsapevole, tonnellate di materiale straordinariamente fresco e idoneo all’apertura non di una, ma di mille Commissioni d'Inchiesta.
(Non sono incluse le vere e, proprie bufale mediatiche che quello straordinario mezzo di comunicazione ogni tanto ci propina”¦)
Pregiata Senatrice, sorpassato il primo ostacolo, quello della: verità o meno, verrà alla luce un secondo problema, un problema enorme, forse più complesso ed articolato del precedente.
Questo misteruico secondo problema si chiamerà : "D.P.I., Dispositivo di Protezione Individuale".
Si immagini che proprio in merito al D.P.I. (questo perfetto sconosciuto), tra i soldati Italiani gira una vera e propria "leggenda metropolitana", questa una favola però, ha fatto e fà la differenza tra la vita e la morte tra i nostri soldati e quelli Statunitensi”¦
Voglio raccontarla così come la ricordo”¦
Un soldato Italiano mentre era impegnato all’estero in una missione armata di Pace (sul termine missione di Pace, aprirei volentieri una bella polemica secolare”¦), da una collina su cui era appostato, vide alcuni soldati Americani che in una radura poco distante, erano bardati con strane tute pressurizzate, strani caschi, maschere spaziali, particolari guanti ed ancora curiosi stivali.
Così vestiti sembravano marziani e goffamente, tutti si industriavano operosamente a maneggiare strani strumenti elettronici, ricoprendo addirittura i loro accampamenti (tende e mezzi), con degli strani teli di plastica”¦poi avvolgevano tutto e vi spruzzavano sopra uno strano liquido, mah”¦che stranezze Americane.
Incuriosito ed allarmato, il soldato Italiano, anche lui ben accessoriato dai vertici dell’E.I. con una bella mimetica, una bella maglietta ed una bella maschera antigas portata "alla coscia" (per giunta, senza il necessario filtro antigas”¦) riferì dello strano movimento e dello strano equipaggiamento ad un suo Superiore.
Di tutta risposta che oserei dire: all’Italiana, il Superiore rispose: "”¦Ma lasciali stare, non ci pensare, quelli sono Americani, lo sai che quelli sono fanatici, non gli dare soddisfazione, quelli sono sempre esagerati”¦".
Beh Senatrice, quei "fanatici ed esagerati" Americani non indossavano tute carnevalesche, ma ottimi e necessari D.P.I. d'avanguardia, loro, gli Americani, tornarono a casa sani e salvi (forse”¦), mentre quel militare Italiano tornato in Patria, dopo pochi mesi e dopo aver rilasciato una piccola intervista, morì di uno strano tumore”¦.Chissà se il suo Superiore è vivo”¦
In quel caso per noi Italiani, la famosa: "facite ammuina", proprio non funzionò!
Pregiata Senatrice, non voglio tediarla, quindi tra breve, concludo.
A proposito della ricerca sperimentale, Ella scrive di ricerche e di una probabile cavia”¦beh, credo che nessun cittadino Italiano sano di mente voglia accertare di persona che l’Uranio Impoverito e che gli elementi Radioattivi uccidono. Sebbene la massa non crede assolutamente alle teorie dei professoroni, non credo vogliano smentirli di persona!
A tal proposito però, un idea, magari azzardata, cel’avrei.
Dato che per i luminari, i tecnici e gli esperti NON c’è connessione certa tra le patologie dei soldati malati e l’Uranio Impoverito (e derivati”¦), allora che così sia!
Perchè non credergli fino in fondo?
Cerchiamo "in loco" le eventuali altre cause.
Se credere in un ideale di giustizia e di verità vuol dire sacrificare la propria vita, posso accettare lo scambio, a patto però, che chi è preposto all’Amministrazione del bene Statale di questo martoriato Paese, la propria vita la sacrifichi con me, sempre per quel famoso ideale di Patria, di Democrazia e di Verità , com'è che si dice”¦ah si, per il Superiore della Giustizia!
Partiamo tutti, quindi, per le "zone calde senza pericolo", partiamo ora e senza preavviso, partiamo per poi arrivare e sostare il tempo necessario a dar credito alle relazioni tecniche degli addetti ai lavori, accertando finalmente di persona, che in tutti i teatri di Pace detti "bonificati" dai vari Stati Maggiori, non c’è reale pericolo da Uranio Impoverito ed eventualmente, nessuna connessione con eventuali terribili malattie che ci riporteremo sicuramente a casa!
Andiamo a verificare e ad accertare di persona che luminari e i tecnici sono in buonafede, togliamoci questo macigno dalla scarpa una volta per tutte.
Io parto con voi. Ripercorreremo i passi dei nostri giovani soldatini ammalati, ci faremo guidare da qualche nostrano Generale volontario (questo sarà molto difficile”¦), calpesteremo con i nostri piedi la stessa terra detta "bonificata" che hanno calpestato i nostri soldati e che Dio ce la mandi buona”¦
Senatrice, se qualcuno trova scuse per non partire con noi, allora c’è qualcosa che non và , non crede?
Non credo di farla "troppo facile", in tutta franchezza Le rivelo che provengo da una straordinaria educazione della strada. In strada ci si stanca facilmente delle chiacchiere e dei paroloni, in strada è sempre tempo di fatti, di concretezza, il superfluo non è particolarmente amato.
Pregiata Menapace, mi piacerebbe scambiare alcune opinioni sul tema: Uranio Impoverito e D.P.I.
Io sono con Lei, non si arrenda facilmente”¦.
NOTA: non in ultimo è meritevole il suo intento di bandire a livello internazionale l’Uranio Impoverito e di criminalizzare chi lo smaltisce a mezzo dei proiettili.
Certo che però la vedo dura questa impresa, in primis perché bisognerà fare i conti con gli interessi delle 700.000 tonnellate di Uranio Depleto Statunitense e forse, in seconda battuta, anche con le 5.000.000 di tonnellate di quello prodotto illo tempore dalle centrali dell’ex Unione Sovietica.
Invece, in merito al complesso sistema di stoccaggio delle Scorie Radioattive (che in Italia sembrano stimate in circa 8000 metri cubi), esiste una bella Normativa Internazionale, puntualmente evitata per meri errori funzionali della burocrazia Nazionale ed Internazionale”¦
Dal Referendum Italiano del 1987 (Referendum che bloccò qualsiasi forma di produzione di energia atomica o nucleare), si arriva drammaticamente alla scoperta, nel 2005, dello stoccaggio di 90 testate nucleari U.S.A. nella base N.A.T.O. di Vicenza, il cui mantenimento, a causa di accordi "superiori" (ratificati da chissacchì alle nostre spalle), veniva pagato anche dai contribuenti Italiani!
Infine, vale la pena di ricordare e sottolineare che: a partire dal 1925 a Ginevra, per poi arrivare al 10 Luglio 1992 ad Helsinki, ed ancora al 30 Gennaio 1992 a Praga, ed ancora al 03 Dicembre 1994 a Budapest, e via dicendo, più di 30 Stati "Sovrani" si impegnarono a sottoscrivere e ratificare il famoso: " TRATTATO DI NON PROLIFERAZIONE DELLE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA.
Senatrice, se me lo consente, concludo con una domanda: "I materiali quali: l’Uranio Impoverito utilizzato nei proiettili della N.A.T.O. e il Fosforo Bianco degli U.S.A. a Falluja, sono da considerare o meno, Armi di Distruzione di Massa?"
Cordialità e stima, grazie del Suo tempo e del Suo impegno.
Massimiliano De Cristofaro
Fonte immagini: Mohammed Daud Miraki (Direttore di Afghan DU & Recovery Fund) www.rense.com
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