Il Ministero della salute, oggi ha pubblicato sul sito nella pagina dedicata alle allerte alimentari nella sezione "Avvisi di sicurezza", il richiamo di un lotto di FUMETTO DI MAIS 8 FILE a marchio BONGIOVANNI per la presenza di fumonisine oltre ai limiti di legge. In particolare, il richiamo riguarda il lotto di produzione 106-18, con data di scadenza fissata al 10/2019 e venduto nella busta da 1 kg. Il prodotto è realizzato dall’azienda Bongiovanni srl, nello stabilimento di via Case Molino Di Pogliola n 2 a Villanova Mondovì. Le fumonisine sono sostanze tossiche prodotte da funghi (micotossine) del genere Fusarium che si sviluppano principalmente nel mais, ma possono essere rinvenute anche in altri cereali come riso, sorgo, miglio e grano.
La loro scoperta risale agli anni '80 del secolo scorso, tuttavia gli effetti sugli animali che consumano mais contaminato sono noti da almeno 150 anni. Per l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) sono inserite nella classe 2B, ovvero quella delle sostanze ‘potenzialmente cancerogene' per l'essere umano. Sui topi tale effetto è invece confermato.
I rischi per l'uomo non derivano soltanto dal consumo diretto di prodotti a base di mais contenenti le micotossine, come ad esempio la polenta, ma anche dal consumo del latte e altri derivati di animali alimentati con cereali contaminati. Cosa sono le fumonisine e perché si trovano nel mais?
Le fumonisine, tecnicamente esteri dell'acido tricarballilico, sono tossine prodotte dai funghi microscopici del genere Fusarium; tra essi Fusarium moniliforme, Fusarium proliferatum e Fusarium verticilloides. La proliferazione dei funghi è legata a quella della piralide del mais (Ostrinia nubilalis), una farfalla di medie dimensioni le cui larve sono particolarmente ghiotte delle cariossidi dei cereali, ovvero del frutto secco tipico delle graminacee. Lasciando le loro feci sulle piante esse creano un ambiente ideale per la proliferazione dei funghi Fusarium. Esistono 15 tipologie di fuminosine prodotte da questi funghi; le più diffuse e pericolose sono le cosiddette FB1.
A scopo precauzionale, Giovanni D'Agata, presidente dello "Sportello dei Diritti", raccomanda di non far consumare ai bambini il prodotto con il numero di lotto segnalato e riportarlo al punto vendita d’acquisto.
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