Rodolfo Ridolfi ha rivolto una interrogazione alla Giunta per sapere se corrisponde a verità che il Sindaco di Cesena con una “discutibile” ordinanza del 9 dicembre 2002 ha vietato l’allevamento e la riproduzioni (o incroci) di sei razze di cani (la motivazione risiederebbe nell’esigenza di prevenire episodi di aggressione da parte di cani dotati di una notevole forza muscolare, di indole mordace e di consistente taglia).
L’esponente azzurro, nel rilevare che le misure di prevenzione, assolutamente legittime e condivise da tutti i cinofili, non possono sconfinare in discutibili e non giustificate forme di limitazione della libertà che creano disagi e danni economici agli interessati, chiede di sapere qual è l’orientamento dell’assessorato alla sanità in proposito, anche in considerazione del ruolo fondamentale e decisivo che l’ordinanza in oggetto affida al veterinario dell’Azienda Usl di Cesena.
Il consigliere, nel sottolineare che, fatta salva l’opportunità di stabilire norme di comportamento per allevatori e proprietari, appaiono assolutamente ingiustificati questi divieti poichè non riconoscibili da leggi nazionali e regionali e non richiesti da alcuna specifica emergenza del territorio, chiede in quanti altri Comuni e Province della Regione Emilia-Romagna sono stati introdotti divieti e limitazioni all’introduzione e all’allevamento di cani che i cinofili possiedono regolarmente.
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