Ognuno ha la sua forma d’evasione.
Nemmeno preferita.
Piuttosto necessaria.
A volte bastano brandelli di passione e l’ebbrezza d’esistere per truccare il destino.
Al riparo di una vita ordinaria,vivo grandi assenze.
Una sorta di sospensione della volontà mi prende e,in quei frangenti,ho solo maschere di circostanza da offrire alla vita,nascondendo la condizione vegetativa dell’anima.
Spesso sono incapace di pensare,immerso in una dimensione onirica.
I miei gesti,le mie parole raccontano fugaci sensazioni.
Periodi talmente lunghi di estraneità che quando sembrano cessare lasciano infiniti dubbi sull’esistenza di un’essenza autentica,di un modo di essere più intimo e segreto,che si ritiene interiormente celato ma di cui non si ritrovano più tracce in superficie,come di relitto affondato nell’oceano del tempo.
A sostenerne la probabile verità restano solo atmosfere,albe e tramonti colorati di ricordi,il riverbero di spinte ideali ridotte a perenne intento,
mai sviluppato,
mai assopito.
Questo tiepido inverno mi rattrista.
Attendevo scenari crepuscolari,pioggia,nebbie,più diffusa oscurità,cupezze che s’accordassero con le mie melanconie.
L’esuberanza dell’odierna solarità mi disturba....
ROSARIO TISO
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