Una sconosciuta Lolita sembra in attesa nell’androne di un palazzo.
E’ un’ora deserta di primo pomeriggio.Senza che si accorga di me,faccio in tempo ad osservarla nel suo annoiato soliloquiare e il suo lieve giochicchiare con i sandali infradito,seduta scomposta come solo gli adolescenti sanno fare.
Al mio passaggio mi guarda.
Tratti felini,trucco pesante,bocca socchiusa,sguardo impaziente.
Tanta sfrontatezza quasi mi spaventa.
La oltrepasso lentamente con crescente curiosità.
Parlarle?Per dirle cosa?Potrebbe risultare patetico,inutile,sconveniente...
Eppure il magnetismo cresce.
Mi scuoto dal torpore e salgo rapidamente.
Ridiscendo quasi immemore del recente turbamento.
E’ sempre lì...nell’ombra...con gli occhi che risplendono...verdi.
La luce abbacinante nei pressi...quasi offuscata.
D’un tratto m’illumino:è la “dictature de la jeunesse“.
Tutto si piega ad ammirare la freschezza e la bellezza di un giovane corpo sorto a miracol mostrare con la naturalezza di chi non sa di costituire un’attrazione.
Non riesco a fare o dire nulla.La guardo ancora.
Lei mi guarda ma non mi seduce come nei films ed io ho troppo da fare per indugiare oltre.
Ripiego sui miei passi e penso a quel fiore che prima o poi qualcuno coglierà.
ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore
**Tratto dalla raccolta “I diari dell’anima“ di Rosario Tiso
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