DALT VILA

Non riesco a contare... con gli occhi della memoria... le persone che nell’apprendere della mia sosta ad Ibiza hanno mostrato scetticismo. Sapendo della mia assoluta idiosincrasia verso le discoteche mi ripetevano... come un mantra... quanto Ibiza, senza un certo tipo di vita notturna,fosse un contenitore vuoto.

Eppure avevo letto dei suoi 210 Km. di coste,del nome attribuitogli dai Greci, in solido con la piccola Formentera, di “Las Pitiusas“ che significa letteralmente “Isole con Pini“.

Non immaginavo quanto fosse di più...molto di più!

Chi sospettava dell’esistenza di un cuore più antico, considerato patrimonio mondiale dell’umanità, che si dipana precipite dalla Cattedrale... in un reticolo di candide viuzze... nella città alta?

Questo centro storico mi è toccato attonito scoprire,nel dedalo di stradine piccole e ripide che partono dal “rastrillo“,il ponte levatoio che serviva a difendere il castello,e salgono su...fino ai numerosi bastioni da cui si domina tutta la città.
Eppure qualcosa l’avevo intuita la notte prima,quando la nave è attraccata in porto.

La vista dell’abitato sfavillante di luci faceva presagire un centro vasto e variegato e un lungomare lunghissimo con la rocca medievale a dominare la scena.

Qualcuno, sul ponte, mi aveva suggerito che l’isola era vasta più di quanto si supponesse, qualcosa come 572 chilometri quadrati!

E sì...avrei dovuto immaginare che c’era qualcosa di più della semplice fama di capitale della trasgressione, di nudità esibite al vento, di luogo deputato alla ricerca dell’oblio.

ROSARIO TISO

*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore.