In questo spazio
mi sarebbe utile
assaporare meglio le tue labbra
luce dei miei occhi.
Vedere
la tua scintilla brillare
mi spoglia di ogni sapere.
Urlare ma non ferire
inebriarmi
della tua rugiada,
luce dei miei occhi.
Danzami addosso
seta bianca
nessun amore
raffigura l’essenza.
In effetti
tutte le intrusioni
si imbellettano
nei tuoi nodi .
Oh , come è dolce
la pena d’amore ,
e come è dolce
il tuo coro.
Il non poter più
abolire il tempo mitico
attaccato dalla luce …
dalla luce dei tuoi occhi...
Affettivamente e simbolicamente
l’indifferente natura
si attenua svanisce,
quasi in sordina.
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Tratto dalla raccolta di poesie di Alfredo d’Ecclesia " Poesie quasi amorose”
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