Parigi: Expo 2015 è partito, formalmente con la costituzione della Società di gestione, ma è partito soprattutto il suo grande progetto internazionale. "Milano, la Regione Lombardia, l’Italia sta già lavorando con 90 paesi stranieri interessati a sviluppare con noi iniziative concrete", così recita uno dei primi passi dell’intervento del Sindaco di Milano Letizia Moratti e del Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in occasione della 144ma sessione dell’Assemblea Generale del Bie che radunava oggi, al Palazzo delle Esposizioni di Parigi, i delegati delle 154 nazioni aderenti. Una relazione dello stato di avanzamento dei lavori che ha sottolineato la garanzia, da parte del Governo italiano, della copertura finanziaria, la nomina del Sindaco di Milano a Commissario straordinario, la formazione del consiglio di amministrazione della SpA che gestirà l’evento e la nomina del suo presidente, Diana Bracco.
Una fitta relazione di "passi concreti" e di "risultati fattivi" ha così caratterizzato il discorso del Sindaco che ha potuto contare anche sull’intervento dell’economista francese Jacques Attali , fondatore di PlaNet Finance. Attali è intervenuto nel corso della relazione dell’Expo 2015 e, a margine dell’Assemblea Bie, ha perfezionato insieme alla Moratti l’accordo tra Expo, Comune di Milano e PlaNet Finance per la realizzazione di progetti di microcredito nei paesi in via di sviluppo.
"È un lavoro che ha prodotto più di 480 progetti che svilupperemo nei prossimi sette anni - ha sottolineato il Sindaco Moratti al Bureau International des Expositions con presenti il presidente Jean Pierre Lafon e il Segretario generale Vincente Gonzales Loscertales - Sono interventi che interessano molteplici ambiti che vanno dall’alfabetizzazione alla sicurezza alimentare, dalla solidarietà alla cooperazione, dalle tecnologie agricole alla biodiversità e ancora la difesa del territorio dai rischi ambientali e dai cambiamenti climatici e tanto altro ancora".
Nel dettaglio, si tratta di progetti che interessano 20 nazioni europee, 24 africane, 17 asiatiche, 11 americane, 7 caraibiche e 6 dell’ Oceania.
"Il drammatico cambiamento dello scenario internazionale - ha detto il Sindaco di Milano - rendono ora i nostri sforzi e i nostri progetti tanto più urgenti e importanti per tanta gente e per noi. Vorrei allora condividere con voi un messaggio, una frase che mi sono sentita rivolgere dai nostri amici in Dakar nella mia ultima missione in Africa. È una frase che vorrei diventasse nostra e che è una sorta di "patto" per il 2015: Siano questi i cambiamenti che noi vogliamo vedere nel mondo".
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