Lugano: Sharing esteso anche agli autostoppisti. Quando la fiducia è ben riposta nel cittadino perché non estendere agli stessi un servizio gratuito che aiuta coloro che dovrebbero attendere inutilmente l'arrivo di un Bus ritardatario e non solo Bus.
L'idea messa in pratica in modo sperimentale è stata adottata dalla vicina Svizzera e protrarrà il servizio per sei mesi.
Su TIO.ch è apparso oggi la notizia del progetto nato da un'idea della Commissione di quartiere, a cui il Municipio ha concesso gli spazi necessari. Le prime quattro panchine per autostoppisti (di colore rigorosamente giallo) sono comparse questa settimana nelle zone di Brè, Aldesago, Albonago e Cassarate, vicino ad altrettante fermate del bus. In prossimità di ognuna sono stati installati anche degli appositi cartelli, con le opportune spiegazioni sul funzionamento del servizio. Una panchina è installata anche a Ruvigliana.
Il progetto, ha fatto sapere la Commissione di quartiere nei mesi scorsi, prevede una fase di test per i prossimi sei mesi. Dopodiché, in base al responso della popolazione, si vedrà se estenderlo nel tempo e magari al resto della città.
Quindi il car Sharing si fa intelligente. L'Italia osservi questa iniziativa e ne prenda atto adottandolo in tutti quei comuni dove i mezzi pubblici lasciano a desiderare, costringendo il cittadino all'uso di Auto e se non c'è l'auto l'unico modo è quello di proseguire a piedi.
Ultimi Articoli
Borse di studio universitarie, Regione Lombardia stanzia oltre 114 milioni per il 2026/2027
Maltempo in Lombardia, formalizzata la richiesta di stato di emergenza nazionale
Tumore raro, intervento robotico al San Gerardo di Monza salva l'organo a una giovane madre
Due rimpatri sanitari: Regione Lombardia riporta a casa due cittadine da Albania e Grecia
MOBIDAYS, Milano dedica una settimana alla mobilità per tutti e tutte
Bagni sicuri in lago e fiume: i consigli di Carlo Gionne dopo i recenti annegamenti
Chiamate di telemarketing: come ho smesso di riceverne 40 al giorno
Meta sotto processo negli USA: l’accusa è che alcune funzioni dei social creino dipendenza
“Se nasci mela, non puoi diventare fragola”: Vincenza Palmieri denuncia il “Sistema Piemonte”