Milano: “Lo stato cronico di tensione a Milano, favorito dall’immobilismo sui centri sociali, rischia di divenire dal prossimo anno un mix esplosivo. Perchè con l’allargamento dell’area Schengen alla Romania, e dunque le frontiere totalmente aperte, si rischia di piombare in quella situazione che abbiamo già vissuto nel 2007 con l’ingresso di quel Paese nella Ue. Quando Milano si trovò in poco tempo 10 mila nomadi in città e il 40 % dei latitanti provenienti da Bucarest e dintorni, come aveva affermato il ministro romeno della Giustizia. E i detenuti comunitari schizzati da mille a 11 mila come certifica l’Istat. Un rischio che lo stesso Maroni ha paventato e per cui giustamente ha proposto di mettere mano a una nuova normativa che in base alla direttiva Ue 38 del 2004 favorisca effettivamente le espulsioni. Come ha detto oggi il ministro, il piano sgomberi va comunque avanti. E sul punto la Polizia Locale di Milano ha dato un contributo determinante. Visto che 282 dei 346 interventi sono stati fatti in autonomia, naturalmente su mandato del Prefetto, mentre 64 con la collaborazione di Carabinieri e Polizia di Stato”.
Lo comunica il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
“Le improvvise ma periodiche fiammate di violenza a Milano -aggiunge De Corato - sono anche l’esito di uno stato permanente di tensione favorito dall’immobilismo su chi fomenta disordini da decenni in città . Ovvero quell’area antagonista di cui i centri sociali sono una delle espressioni e cui si permette di occupare anche da 31 anni stabili privati: alla faccia della Costituzione che tutela la proprietà . Con ufficiali giudiziari che fanno avanti indietro sventolando, privi di forza pubblica, decreti di sfratti emessi da Tribunali di cui si fa carta straccia. Centri sociali che poi usano Internet, da Indymedia al blog dei Corsari, come tam tam per incitare ad azioni illegali, per minacce o suggerire pedinamenti di soggetti non graditi. Uno status quo che finisce per coltivare un terreno fertile allo scoccare di scintille che accendono focolai in ambiti diversi, Cie, università , piazze, raduni di islamici, rom o studenti. E contribuiscono a creare quel clima che porta poi al radicamento di forme eversive che per fortuna, finora, grazie alla capacità di valenti magistrati si è riuscito a bloccare sul nascere. Episodi come quelli di cui sono stati vittime il giuslavorista Pietro Ichino e il segretario della Cisl Raffaele Bonanni alcune settimane fa in occasione della Festa del Pd a Milano e Torino sono stati presi sotto gamba. Quando al contrario avrebbero dovuto provocare un’aperta condanna collettiva. Perchè quando si mette in circolazione l’odio, poi è facile passare dalle minacce e ai fumogeni al colpo di pistola”.
foto di repertorio
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