Milano: "Il caso Bros è stata la molla mediatica per accendere un fuorviante dibattito sulla presunta artisticità dei writer, che molti vorrebbero erroneamente tradurre in impunità all’imbrattamento. La prima questione è invece la tutela della proprietà che è difesa anche dalla Costituzione (art. 42). Chi fa tags o graffiti su edifici pubblici o privati senza alcuna autorizzazione commette una violenza. E deve rispondere all’articolo 639 del codice penale, oltre che risarcire per il danno materiale ed eventualmente d’immagine. La street art non è una medicina prescritta dal medico. Il cittadino ha tutto il diritto di non volerla a casa propria”.
Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato in merito al processo a carico di «Bros» che si è celebrato questa mattina. Il Comune, che è parte civile, era difeso dall’avvocato Maria Rosa Sala. La prossima udienza è stata rinviata al 12 luglio.
"Spiace ” dichiara De Corato - che il pm abbia deciso di esercitare l’azione penale contro il signor «Bros» solo per 2 dei 17 episodi contestati dalla Polizia locale grazie ad attività di indagine e relativi a un periodo antecedente al novembre 2007. Ovvero la tettoia della fermata della metropolitana di piazzale Lodi e il muro perimetrale della casa circondariale di San Vittore. I 17 «scherzetti» erano costati al Comune oltre 65 mila euro.
Un ingiusto "condono” che cozza contro i propositi manifestati in un incontro svoltosi il 14 gennaio scorso presso la Prefettura sul tema writer, presenti, tra gli altri, il sostituto procuratore Riccardo Targetti. Allorquando il Sindaco Letizia Moratti aveva rivolto un appello alla Procura e al Tribunale a essere più severi in modo da prevenire un reato costato all’Amministrazione dal 2006 ben 35 milioni di euro per costi di ripulitura e campagne antiwriter.
«L’eccessivo buonismo» aggiunge De Corato - rischia poi di venire letto come un messaggio diseducativo, visto che l’imputato è un soggetto plurirecidivo. E potrebbe concorrere a un abbassamento della guardia contro il fenomeno. Perché oltre ai sedicenti artisti, ci sono le brutte copie dei sedicenti artisti, l’Internazionale dei writer (tedeschi, spagnoli, finlandesi, greci) che si accanisce contro i convogli della metropolitana, chi fa tags e scarabocchi ovunque: l’ultima moda prende di mira alberi e autovetture. Finora il bilancio è di 66 denunce e 4 processi già chiusi con la condanna dei responsabili e il risarcimento al Comune.
Ma contro i writer «sottolinea De Corato» «in un futuro, che è prossimo, useremo in chiave preventiva ma anche repressiva le nuove telecamere» intelligenti, che allertano automaticamente per situazioni a rischio. A tutela, innanzitutto, di alcuni luoghi sensibili, come le colonne di San Lorenzo.
Riccardo De Corato - Vice Sindaco
Art. 42.
La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.
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