In Memoria di “Don Andrea Santoro”

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La perdita di un grande Uomo come don Santoro grande perché ricolmo di quelle rare doti e virtù non comuni a tutti gli uomini, mi riferisco a quelle virtù che inducono l’uomo a fare della propria Vita un dono completo a servizio dell’umanità e degli ultimi, deve farci riflettere a lungo, in quanto ciò diventa anche un monito ed un richiamo per la nostra civiltà , la nostra condotta di vita, il più delle volte chiusa nello sterile e contraddittorio superficiale modo di concepire le cose in maniera egoistica, finalizzata alle sole preoccupazioni materiali, all’inutile senso del tutto ed ogni cosa per se, alle belle apparenze, ai discorsi eloquenti ma privi di coerenza, agli scontri di parte, agli interessi mafiosi. Tutto dunque ed ogni cosa è vanità “affermava il saggio” e in sintesi anzichè perdersi in questo tempo padre del disinganno, bisogna cominciare a chiedersi il perché delle cose, imparare ed educare se stessi al senso della riflessione e al vero scopo della propria esistenza, a scegliere dunque la parte migliore e saper osare per il cambiamento e la rinascita del mondo.

Scelte che implicano coraggio, determinazione, altruismo, generosità , solidarietà , carità fraterna, testimonianza.

Scelte in grado di trovare quella forza e caparbietà necessaria per condannare e denunciare il male nel mondo: la vita offesa e degradata dalla violenza, dalle stragi, dal terrore, dalla guerra provocata dai tiranni della storia. Ma è risultato di un impegno di Vita costante, scelte che comportano anche lotte incomprensioni, minacce, prove e persecuzioni per amore della Verità !.

Ma al vincitore sarà consegnata la Palma della Vittoria!.

Don Andrea Santoro è stato proprio uno di questi. A lui dunque Testimone della Carità e dell’Amore verso il prossimo il nostro elogio e la lode che non passerà mai .Il suo Esempio và a unirsi a quello di tanti Uomini e Donne che non a parole ma con la Vita hanno testimoniato la Verità , la Pace, la Giustizia.

La loro VOCE si è innalzata oltre la paura, l’omertà , denunciando senza riserve e ad ogni costo la calunnia, la sopraffazione, le mafie e l’oppressione dei poveri -la più grande sciagura dell’umanità - davanti alla quale ancora una volta viene crocifisso e torturato l’Autore della Vita.

Uomini e Donne noti, sconosciuti e dimenticati, che per amore della Verità non hanno taciuto, hanno subito la sorte di Martiri .

Vittime delle stragi, delle guerre, della sopraffazione e delle violenze dell’odio distruttore, si sono susseguiti nel cammino lungo i secoli.. Tra questi scorrono davanti agli occhi e nella mente i volti e i nomi di coloro il cui ricordo e la memoria è sempre viva :don Peppino Diana, Don Pino Puglisi, Mons.

Oscar Romero...e tanti altri, una schiera infinita, tutti hanno subito la stessa sorte di Colui che attraverso il linguaggio disarmante dell’Amore e della Carità , perché non fu capito, e anzi considerato un pericolo e una minaccia per il sistema che governava nel tempo (e l’attuale sistema), subì il primo il martirio: Cristo Re e profeta di Pace e Nonviolenza.

Linguaggio disarmante che liberava l’uomo dall’oppressione, Cristo voleva riaffermare il primato dell’uomo al centro dell’universo, attraverso l’unica legge dell’amore e del perdono, del dialogo e della riconciliazione.

Quella legge di servizio in grado di andare incontro all’uomo stesso, di curarlo, di fasciargli le ferite, di amarlo, di sollevalo dalla schiavitù e di liberarlo dalla sopraffazione. La chiesa di oggi dovrebbe tenere sempre vivo e presente questo principio, saperlo riaffermare per acquistare nuova credibilità , attraverso l’esempio. Troppe chiese belle ed accoglienti solo all’apparenza, ma nella profondità si avverte spaventosamente forte, un senso di freddezza e di non appartenenza, così molti figli e fratelli purtroppo ne prendono le distanze .

A volte per le troppe regole e riti si rischia di dimenticare la carità , ovvero l’esigenza del mondo che vive in uno stato di degrado e di emergenza totale.

Il povero grida 'Ho famè, il povero immigrato muore nel più totale abbandono e indifferenza tra il silenzio della chiesa e delle istituzioni.

Dove dunque e quale la carità , l’esempio che ci trasmettono i testimoni come don Andrea Santoro, schierato sempre dalla parte dei deboli?Dove dunque il senso della sobrietà , della testimonianza, della comune appartenenza del sapere e farsi carico del peso l’uno dell’altro, del rispettare il prossimo come se stessi?La non coerenza genera disubbidienza, disordine, violenza, guerra nel mondo e nell’uomo .

Per la rinascita diventa fondamentale uscire dalle mura, essere uomini di buona volontà - laici missionari per andare incontro al mondo, all’uomo, al povero e al clandestino che non ha nulla, se non l’unica colpa di essere quello che è: un miserabile figlio di nessuno ! l’esempio di don Andrea Santoro ci richiama e richiama in particolare noi uomini, donne, ministri e autorità che ci sentiamo di appartenere a questa chiesa, a dare per primi l’esempio al comune senso del servizio, del saperci spogliare di tutti i nostri beni, delle ricchezze che chi più chi meno possediamo, per condividerli con chi ne ha più bisogno :con i poveri, con gli emarginati, per combattere l’ingiustizia e la povertà , vera piaga che continua a crocifiggere continuamente l’Autore della Vita e a generare altri martiri nel mondo. c’è più gioia nel dare che nel ricevere (S Francesco D'Assisi) . Don Andrea Santoro ha dato tutto quello che aveva per la difesa della Verità .

Un vero Amico è tale quando offre la propria vita fino alla morte per la salvezza del prossimo ! Così don Andrea a Immagine di Cristo ha dato la Vita fino in fondo . Grazie don Andrea, grande Testimone dell’Amore, Infaticabile provocatore della Nonviolenza, Testimone della Verità e della Pace! Grazie! Shalom.. Salaam.. Pax.. Pau.. Paix.. Peace... Mir.. Friede... Amani... Pace..! Scritto del 7 Febbraio 2006 A.M.

di:Agnese Ginocchio - cantautrice per la Pace
Movimento internazionale per la Pace - Pax Christi (Caserta e prov.)