PIAZZA GIOCHI - al Cinema dal 9 aprile

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’’Crescere non e’ mai stato facile per nessuna generazione, a prescindere dal contesto storico in cui avveniva’’. Cosi’, dopo gli adolescenti di Moccia e gli studenti di Brizzi, ecco in arrivo al cinema anche i sedicenni un po’ ’sballati’ ma dai buoni sentimenti di Marco Costa, che di anni ne ha 33 e oggi firma la sua terza regia, ’Piazza Giochi’ (dopo ’Ma l’amore si!’ e ’Il quarto sesso’)

“Non una generazione, piuttosto una fascia di adolescenti: non a caso, si doveva intitolare ’Avere 16 anni’, un’età in bilico tra l’innocenza dei ragazzi e la corruzione degli adulti“. Cosi’ il 33enne regista Marco Costa presenta ’Piazza Giochi’, prodotto e distribuito dall’Ellemme Group di Massimo Ferrero dal 9 aprile in 50 copie. Nel cast, Luca Ward, Susanna Smit, Cecilia Albertini, Laura Adriani che da pochi giorni ha compiuto 16 anni, Lorenzo De Angelis e Andrea Montovoli (’Scusa ma ti chiamo amore’) , una commedia digitale (Redcam), low budget (1,5 milioni di euro, compresa la distribuzione) e giovanilistica, che parte dal coma di Valentina Tirone, un’ostetrica hippie: Cassandra (Albertini), la figlia sedicenne, e’ costretta a ricongiungersi con Luciano Coscarello (Ward), il padre naturale e facoltoso palazzinaro romano. Cassandra si farà strada nella gioventu’ viziata e casinista che si ritrova a Piazza dei Giochi Delfici a Roma Nord, zona Camilluccia, finendo per scontrarsi con sua sorella (Adriani) e per fare triangolo amoroso con il ?bel tenebroso? Nico (Montovoli) e Romano (De Angelis).

“E’ un bene che il cinema continui a raccontare i giovani, perche’ almeno in Italia non sappiamo preparare le autostrade giuste per farli viaggiare. E comunque non sono d’accordo con l’immagine dei giovani che ha restituito Albakiara: non sono tutti presi dallo sballo, e questo film lo dimostra. Al centro, c’e’ la famiglia, e il mio contributo e’ stato piu’ da genitore che da attore“, dice Luca Ward (padre di una ragazza di 28 anni, anche lei attrice e doppiatrice, e di due bimbi piccoli e marito dell?attrice Giada Desideri), mentre De Angelis, Albertini e Adriani sono concordi nel sottolineare l’affiatamento sul set e la verosimiglianza dei loro personaggi. Viceversa, il regista respinge “i pregiudizi che accompagnano i film giovanilistici, come fossero serie B.

’’Non pretendo di raccontare un’intera generazione - commenta il regista - Ma solo una parte dei ragazzi di oggi, in chiave leggera. Dopo Moccia e Brizzi si e’ creato un genere, il ’film giovanile’. Ho massimo rispetto per il loro lavoro e il loro punto di vista ma personalmente preferisco il Muccino di ’Come te nessuno mai’ o ’Juno’ di Jason Reitman e i serial americani come ’Beverly Hills 90210’ e ’The O.C.’’’

Da ultimo, sullo sguardo decisamente benevolo gettato da Costa sull’ennesimo “furbetto del quartierino“ interpretato da Ward, il regista dice di “non aver voluto calcare la mano, siamo in una commedia, leggera ma non superficiale“, mentre Ward scherza: “Con lui, avremmo dovuto sbattere in galera mezza Italia...“

’’E’ stato un malinteso. Non ho mai avuto intenzione di fare causa alla Magnolia. Se ho parlato di avvocati era solo per la parte assicurativa’’. A dirlo, dopo le polemiche delle scorse settimane, e’ l’ex naufrago Luca Ward, a margine della presentazione del film Piazza giochi di Marco Costa, di cui e’ protagonista. Anzi Ward, che questa sera sarà ospite in studio di Simona Ventura nella puntata dell’Isola dei famosi su Raidue, rilancia: ’’Un incidente lanciandosi dall’elicottero puo’ capitare e da subacqueo dico che quello e’ stato solo un incidente. Ritirarmi dal gioco e’ stato un grande dispiacere. Sull’isola mi sarebbe piaciuto lanciare messaggi positivi ai giovani. Per questo mi candido ufficialmente a inviato della prossima spedizione’’. Quanto alla sfuriata di Rossano Rubicondi in diretta a ’’Quelli che il calcio’’ sulla presunta mancanza di sicurezza nei giochi o alle foto pubblicate da L’Espresso sulle precarie condizioni dei tecnici in Nicaragua, commenta: ’’Personalmente non ho visto nulla, ma conosco il Nicaragua: un territorio difficile e complesso. Non deve essere stato facile organizzare li’ una produzione cosi’ grande’’

SINOSSI: Valentina Tirone un... Mostra tutto?ostetrica hippie e indipendente finisce in coma per un grave malore. Sua figlia Cassandra, un?indocile sedicenne cresciuta in giro per il mondo appresso alla donna che lavorava per Medici Senza Frontiere, è costretta a ricongiungersi con Luciano Coscarello, il padre naturale, un noto palazzinaro Romano conosciuto a malapena, che vive con la sua nuova famiglia in uno dei quartieri più ricchi e snob della Capitale.
Una volta giunta nella sua nuova casa Cassandra fa conoscenza con Aurora, la scatenata sorellastra coetanea che la presenta alla sua comitiva di amici, riunita quotidianamente a Piazza Giochi Delfici, come fosse una sorta di rarità esotica. Con sua grande sorpresa s?accorge che Cassandra è tutt?altro che intimidita e stringe immediatamente con alcuni ragazzi del gruppo, tra cui Nico il suo attuale fidanzato nonché cugino di primo grado... (continua). Le cose si complicano.

Rovesciando l?idea di una povera Cenerentola che ha difficoltà d?ambientamento, Cassandra si farà strada a gomitate nell?elitaria gioventù, viziata e casinista della città, finendo per scontrarsi con sua sorella e ritrovandosi coinvolta in un triangolo d?amore fra Nico e Romano, il suo migliore amico. Tutto questo mentre Luciano viene arrestato dalla Finanza per una serie di reati ancora tutti da dimostrare. In verità dietro l? apparente forza interiore di Cassandra e la serie di errori e riparazioni, si nasconde un?adolescente che cerca solamente di capire quale sia il suo posto nel mondo.
Una commedia romantica che svela senza eccessi di buonismo o scandalismo la difficoltà del crescere, il perenne e irrisolto scontro fra la generazione immatura dei padri e quella disincantata dei figli in questa società liquida e in crisi, offrendo come unica soluzione ai turbamenti dell?età giovane e alle cineree prospettive degli adulti, la gioia pura e onesta dei sentimenti, in qualunque direzione siano rivolti.

Marco Costa, nato il 25 Marzo del 1978, è uno scrittore e regista cresciuto a Roma Nord. Sin da giovanissimo sviluppa una fantasia irrequieta e generosa, fatta di visionarietà e divagazioni pop surreali, che lo indirizza verso orizzonti artistici e comunicativi. La scrittura è il mezzo che utilizza per dar voce alle sue storie e declinare in ogni direzione il potere della parola. Prima di approdare al cinema è stato recensore di novità editoriali, ha scritto racconti per Playboy ed è stato caporedattore del free press Numb, specializzato in culture alternative giovanili.

Esordisce nel 2004 con il cortometraggio Cose che si dicono al Buio. Nel 2006 gira il suo primo lungometraggio Ma l?amore si! girato in co-regia con Tonino Zangardi, distribuito nelle sale dalla Eagle Pictures Italia. Nello stesso anno dirige il cult Il Quarto Sesso creato con Marcello Mercalli. Come sceneggiatore e autore ha lavorato per Mediaset e Sky. Nel 2007 esordisce a Teatro con la commedia da lui scritta e diretta The Prozac Family cui segue due anni dopo la gerontocommedia La Giovine Italia prodotta dalla Ellemme Group.