Dopo aver girato il mondo dalla Russia al Brasile e dall’Austria alla Cecoslovacchia, la commedia più rappresentata del Sistina 'Aggiungi un posto a tavola', dopo 35 anni dal debutto torna per celebrare i 60 anni del tempio del teatro musicale italiano. Lo spettacolo nato dalla penna di Garinei e Giovannini, e andato in scena per la prima volta nel 1974, torna al Sistina dal 2 dicembre al 10 gennaio con la regia originale di Garinei e Giovannini (rimessa in scena da Johnny Dorelli), le musiche di Armando Trovajoli e le coreografie di Gino Landi. Ad interpretare l’ormai celebre parroco di un piccolo paese di montagna, don Silvestro, a cui Dio un giorno chiede di costruire una nuova Arca in vista del secondo Diluvio universale, è, in questa versione immutata, Gianluca Guidi.
Il testo di Garinei e Giovannini è stato scritto dai due autori insieme a Jaia Fiastri, largamente ispirato ad un romanzo di David Forrest dal titolo 'After me, the delugè .Per l’edizione attualmente in preparazione sono state mantenute diverse caratteristiche che hanno reso famoso il lavoro: si ritrovano le musiche di Armando Trovajoli, che hanno fatto il giro del mondo, le maschere e i costumi di Giulio Coltellacci, e le apprezzate coreografie di Gino Landi. Fra i nuovi attori, oltre a Enzo Garinei e la Laurito che prendono il posto rispettivamente di Paolo Panelli e Bice Valori, ci sono i giovani Marco Simmeoli, Valentina Cenni, Titta Graziano e Andrea Carli. l’ultima ripresa con Dorelli del mitico musical risale al 1990, seguito, nel 2003 da un'altra ripresa che ha visto nei panni del protagonista Giulio Scarpati. Gianluca Guidi, figlio d'arte, sul quale ora sono appuntati tutti gli sguardi, ha al suo attivo spettacoli di genere brillante cune 'Taxi a due piazzè e 'A piedi nudi nel parco'
Credo che il suo successo derivi dal fatto che sia una favola irriguardosa, non leziosa o mielosa, in cui un prete che ama il suo lavoro si mette addirittura a battibeccare con Dio, che per me è il protagonista della commedia e che è un Dio che ama gli uomini". Un Dio moderno -spiega- non come lo intende un certo clero bacchettone, che ama gli uomini e non considera il mondo una valle di lacrimè'. Un Dio inaspettato che stabilisce con un semplice, umile ma autentico prete, un feeling quotidiano nato da una inaspettata telefonata dove gli ordina di preparare un'arca in vista del secondo diluvio universale. Una storia basata sui sentimenti autentici, sulla semplicità di persone che vivono nella normalità la vita quotidiana e, forse proprio per questo, scelti da Dio per salvare il genere umano.
Gianluca Guidi ha raccontato di aver visto lo spettacolo nel '74, quando nei panni del sacerdote c'era suo padre Johnny Dorelli. "All’epoca avevo sette anni e pensai perfino di diventare prete - ha detto il protagonista - poi nel corso della vita sono diventato ateo. Ma don Silvestro non è un sacerdote convenzionale, il fatto stesso che parli con Dio è una cosa curiosa"'
'Quando debuttò, nel 1974 ero piccolo, però ricordo bene mio padre sul palcoscenico -racconta Gianluca Guidi- Ecco perché, questa commedia oltre a rappresentare un?occasione professionale importante per me ha un grande valore affettivo''. Lo spettacolo tra quelli italiani più riproposti all’estero, con 45 edizioni ed oltre 5 milioni di spettatori, torna in scena in occasione dei sessant'anni del teatro musicale italiano più conosciuto. Con Gianluca anche Marisa Laurito che torna al Sistina nel ruolo di Consolazione, e Enzo Garinei che diventa il sindaco Crispino. ''Ogni volta che entro in questo teatro -afferma Laurito- mi sale il cuore in gola. E questa -continua- è una grande commedia moderna, dove si parla di un Dio giusto. Una commedia ancor più attuale oggi, anche per il tema dell’accoglienza che è insito nella commedia stessa''
In questo particolare momento storico la questione degli extracomunitari e del diverso in genere balza solo più facilmente agli occhi per i media, ma è sempre esistita ha sottolineato la Fiastri - io scrissi un film 'Pane e cioccolata' che raccontava di un italiano emigrato in Svizzera che veniva trattato a pesci in faccia sul lavoro. Adesso che siamo accoglienti bisognerebbe ricordarsi di quando eravamo emigranti. A far paura è ciò che non si conosce, ma capire le differenze vuol dire imparare meglio l’essenza dell’umanità". Felice è Marisa Laurito di interpretare il ruolo di Consolazione. "Anni fa venni chiamata per sostituire Bice Valori e rifiutai - ha raccontato l’attrice - solo oggi capisco la sciocchezza che ho commesso per aver paura di non essere all’altezza. Sono felice di aver detto ora sì a Pietro Garinei". A chiudere la presentazione è Enzo Garinei. "Io sono un po’ la chioccia in questo spettacolo dove sono tutti giovani - ha concluso Garinei - speriamo così di onorare il Sistina nei suoi 60 anni".
Ed ora la TRAMA -
Don Silvestro, il parroco di un piccolo paese di montagna, riceve un giorno una "inaspettata" telefonata: Dio in persona gli ordina di preparare un arca, in vista di un secondo diluvio universale. Il giovane parroco aiutato dal suo paese e intralciato da mille inconvenienti ( non ultimo il Sindaco del paese, Crispino, che cercherà in tutti i modi di mettergli i bastoni tra le ruote) , riesce alla fine tra mille dubbi nella sua impresa ma l’arca costruita non salperà mai . Poco prima del diluvio un cardinale convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro che viene creduto pazzo per la sua bizzarra idea, cosicchè al momento del cataclisma sull’arca si trovano solo lui e Clementina, la giovane figlia del sindaco . Silvestro decide però di non abbandonare il suo paese, i suoi amici e a diluvio iniziato scende dall’arca: Dio vede fallire il suo progetto e fa smettere il diluvio, tutti sono sani e salvi, salvati dall’altruismo e dall’amicizia del curato. All’interno della storia si dipanano molte minitrame in un perfetto gioco di scatole cinesi: l’amore di Clementina per Don Silvestro; l’inimicizia per lo stesso del padre di Clementina, l’ateo Crispino; la comparsa in paese di Consolazione, una prostituta che distrarrà gli uomini del paese dai loro doveri familiari; l’amore di essa per Toto , lo scemo del paese, che grazie alla riacquistata virilità la trarrà dalla attenzioni degli altri uomini e la sposerà.
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