Rimini: Sono ventuno le persone finite in manette, questa mattina, nel corso di un’operazione della Squadra mobile di Rimini contro dei gruppi criminali accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, estorsione e lesioni.
Decine di giovani donne venivano costrette, con minacce e violenze, a vendersi in strada o negli alberghi della zona.
Gli arrestati, sia uomini che donne, sono tutti stranieri: romeni, bulgari e un cinese gestore di un hotel del posto nel quale avvenivano gli incontri tra le ragazze e i clienti.
Dalle indagini della Polizia è emerso che ogni gruppo criminale era organizzato gerarchicamente con un capo al vertice, che dall’estero dirigeva e coordinava il lavoro delle ragazze tramite dei ’luogotenenti’ che amministravano i profitti dall’attività illecita svolta in Italia e inoltre si avvaleva anche della figura del ’controllore’.
Il controllore era quello che sorvegliava l’operato delle prostitute in termini di tariffe, modalità e tempistiche delle prestazioni sessuali, garantendo alle donne protezione qualora ne avessero bisogno.
Infine c’era la figura del ’caporale’ che in genere era una prostituta fidata che aveva il compito d’istruire le nuove leve di volta in volta spiegando loro che tipo d’abbigliamento da indossare e l’atteggiamento da tenere per adescare i clienti.
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