Il primo luglio lo Stato del Western Australia ha messo al bando i sacchetti di plastica non riciclabili e i supermercati Coles e Woolworths, i due maggiori, hanno fatto una mossa d’anticipo eliminandoli dalle loro casse un giorno prima ma al contempo hanno messo in vendita, a 15 centesimi, per i clienti "che hanno dimenticato la propria borsa per la spesa", dei sacchetti di plastica più grossi e belli, ma le lamentele dei consumatori sono state tali che fino al 15 agosto 2018 i sacchetti saranno gratis, almeno così dice Woolworths. Al contempo i supermercati australiani hanno anche rassicurato la clientela che sono in vendita sacchetti di plastica per la spazzatura, che sostituiranno nell’uso comune quelli grigi della spesa che finivano la loro vita con quella funzione…. Altra plastica a pagamento… Non sappiamo dire cosa ne pensi lo sveglione ma il cittadino sveglio si chiede se il tutto questo non sia stato semplicemente studiato per incrementare il profitto dei supermercati, anche perché non si può non notare come, solo qualche settimana prima del bando dei sacchetti, Coles e Woolworths introducevano verdure "plastificate", come per esempio cetrioli avvolti singolarmente in bellissima plastica trasparente, un vero lusso… Dov’è la volontà vera di sconfiggere l’inquinamento generato dai sacchetti di plastica quando mi vendi il cetriolo plastificato? Comunque sia nei supermercati ci sono sempre più prodotti avvolti o confezionati nella plastica, sebbene ciò non sia veramente necessario... Se ci fosse stata una volontà vera di ridurre l’inquinamento da sacchetti di plastica, che hanno creato vere e proprie isole di plastica negli oceani e che vengono inavvertitamente mangiati da pesci e animali che ne muoiono, i supermercati avrebbero reintrodotto i sacchetti di carta, esattamente com’era un tempo. Ma la carta non va a vantaggio dell’industria petrolifera …. Da un punto di vista strategico, è da notare che i passi dei supermercati in australiani hanno avuto un andamento statale, nel senso che l’eliminazione dei sacchetti non è avvenuta a livello federale ma a seguito delle continue proteste dei consumatori, Stato per Stato e ciò mette in chiara evidenza il disinteresse verso l’impatto della plastica sull’ambiente. Il tutto sembra più solo una questione politica e di profitto, altrimenti avrebbero eliminato i sacchetti di plastica su tutto il territorio australiano nello stesso momento e, come anticipato, li avrebbero semplicemente sostituiti con sacchetti di carta. Allargandoci dalla questione sacchetti, la plastica ha sicuramente degli enormi pregi, in quanto permette la creazione di oggetti e altro a prezzi bassissimi ma il problema è lo smaltimento che non una novità ed è globale. Già negli anni ’70 i cittadini avevano compreso benissimo la nocività di quel materiale verso l’ambiente, quello che oggi è però evidente è che se per circa mezzo secolo non si è riusciti a trovare una soluzione, si deve ringraziare soprattutto l’industria del petrolio.
Matteo Cornelius Sullivan
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