La natura predispone per certi luoghi la fama e l’immortalità.
Svilupparsi su di una lingua di terra che penetra profondamente un’ambiente lacustre di eccezionale bellezza è ricevere il dono di un paesaggio unico e il destino di suscitare appetiti di conquista.
Questo è il fato della penisola di Sirmione... e la fortezza merlata che ne sorveglia l’accesso e i ruderi di un’antica villa romana che ne colonizzano le estreme propaggini sono la traccia della secolare ricerca di carpirne la magia e della sua strenua difesa.
La villa è quella... celeberrima... di Catullo,sommo poeta latino dall’animo delicato e nobile,insuperato cantore dell’amore. La fortezza una delle tante espresse dalla potenza militare scaligera.
Nel giungervi,dopo un lungo viaggio su per l’Italia e la frugale sistemazione in un albergo a ridosso della porta d’accesso all’abitato,mi sorprese la sera.
Pochi passi sull’acciottolato consunto e,da un piccolo slargo,scendevano vicoli all’acqua...
Dall’acqua sorse l’incanto:una coppia di cigni emerse dalle tenebre e scivolò verso la riva... con un incedere maestoso... quasi a darmi il benvenuto.
Che immagine fiabesca la mia prima immagine di Sirmione!
Poi,l’indomani,alla bellezza della sua gemma più fulgida si aggiunse quella della corona che l’ospitava:il Garda.
Più che lago... mare.
Navi poderose ne solcano le onde al pari di frotte di surfisti e lo sguardo non riesce a contenere lo sviluppo tormentato delle sue sponde.
Le acque... in lontananza... saturano l’orizzonte e oltre ci si può figurare... l’infinito.
Come infinito sembra il profilo del gigante che lo sovrasta:il monte Baldo.
Osservare i suoi duemila metri... spesso coperti di neve... da Malcesine posta ai suoi piedi... è una vertigine.
La sinfonia della natura sembra completa quando l’uomo le fornisce lo strumento del suo genio:a Gardone Riviera c’è il Vittoriale di Gabriele D’Annunzio.
Riduttivo chiamarlo casa;improprio definirlo museo;generico attribuirgli l’appellativo di tenuta di campagna.
E’ piuttosto il sogno di un visionario,lo sbocco onirico di una pazzia,la poesia di un eroe guerriero e romantico. Il “Vate“ fece collocare persino una nave nei giardini che contornano la residenza... (Herzog ed il suo “Fitzcarraldo“ non hanno inventato niente!)... la sua amata “Puglia“.
E la sua tomba... svettante nel punto più alto del parco... padroneggia la vista sul lago come una sentinella.
Anche il mito si fa relitto al cospetto dell’ultimo viaggio.
ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore.
Ultimi Articoli
Maltempo in Lombardia, formalizzata la richiesta di stato di emergenza nazionale
Tumore raro, intervento robotico al San Gerardo di Monza salva l'organo a una giovane madre
Due rimpatri sanitari: Regione Lombardia riporta a casa due cittadine da Albania e Grecia
MOBIDAYS, Milano dedica una settimana alla mobilità per tutti e tutte
Bagni sicuri in lago e fiume: i consigli di Carlo Gionne dopo i recenti annegamenti
Chiamate di telemarketing: come ho smesso di riceverne 40 al giorno
Meta sotto processo negli USA: l’accusa è che alcune funzioni dei social creino dipendenza
“Se nasci mela, non puoi diventare fragola”: Vincenza Palmieri denuncia il “Sistema Piemonte”
Regione Lombardia, allerta gialla per temporali: quadro valido fino al 17 agosto