Ieri la giunta regionale avrebbe dovuto approvare il Piano Regionale delle Attività Estrattive (Prae).
Il provvedimento è stato rinviato a seguito delle proteste di alcuni operatori del settore dei bacini di Trani e Apricena. Secondo l’industriale tranese Umberto Cormio, consigliere nazionale di Assomarmi e delegato dell’Assindustria per il nord barese, nonchè candidato della lista “La Puglia prima di tutto” nella circoscrizione della sesta provincia, “si tratta di un gravissimo sbaglio”. “Sono anni che noi imprenditori chiediamo l’approvazione di uno strumento che possa permetterci di lavorare con regole chiare e ora che finalmente l’abbiamo ottenuto chiediamo che venga sospesa l’approvazione. Mi sembra un comportamento da autolesionisti.
Tra l’altro l’Assindustria di Bari e l’Assocave hanno dato il proprio assenso al Piano, quindi non capisco veramente questo atteggiamento. Ho provato a chiedere ad alcuni colleghi imprenditori cosa non andasse nel Prae, ma nessuno sa darmi una motivazione valida. E’ evidente che questo strumento non rappresenta la panacea di tutti i mali, che occorre ancora lavorare sodo. C’è ad esempio da rivedere la norma regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale, affinchè sia resa obbligatoria solo per le cave che si estendono su più di 20 ettari, in conformità a quello che succede in tutta Europa, come anche c’è da disciplinare meglio la funzione del Ctrae (il comitato che con la nuova legge rilascia il parere sulla proroga delle autorizzazioni).
Occorre snellire realmente le pratiche per gli ordini di servizio sugli esplosivi, occorre rendere meno farraginoso tutto il processo burocratico che ruota attorno al settore. Ma per fare questo è necessario mettere dei punti fermi e il Prae è certamente il più importante tra questi. E’ un buon Piano, lo hanno riconosciuto anche le associazioni di categoria. Il presidente Fitto deve approvarlo prima delle elezioni: risolvere altri problemi, dopo, sarà certamente più semplice”.
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