Milano: “Chi riduce in schiavitù la propria figlia violentandola, costringendola a rubare fino ad arrivare al punto di venderla per 20 mila euro a causa della scarsa redditività merita una condanna esemplare. E mi auguro che il giudice confermi la richiesta di 20 anni di reclusione avanzata dal pm. Una richiesta severa che conferma la bontà dell’inchiesta che è stata avviata dalla Polizia Locale nell’aprile 2009. E che era stata ’condotta con grande attenzione e accortezza’, come aveva scritto il gip Salvini nell’ordinanza di custodia cautelare del clan familiare responsabile degli abusi”.
Lo afferma il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato dopo che un pm ha chiesto tra gli 8 e i 20 anni di reclusione a carico di un clan familiare responsabile di abusi su una ragazza minorenne di un campo rom di Milano.
“Sulla vicenda " sottolinea De Corato ", al di sotto della soglia dell’umanità , nessuna voce si era levata in sostegno della Polizia Locale che aveva arrestato 10 rom. Nessuna parola di sdegno era arrivata dai buonisti che a ogni sgombero se la prendono con Comune e Prefettura, preferendo lo status quo del degrado e degli abusi commessi nelle baraccopoli. Nessuna riflessione da parte del Cardinale che censurasse gli squarci di violenza che avvengono sottotraccia nei campi irregolari. E che sono stati portati alla luce grazie ai vigili. E se oggi una minorenne rom è tornata a vivere lo si deve a quella operazione”.
“Nel computo degli oltre 400 sgomberi operati dalla Polizia Locale " sottolinea De Corato " vanno messi in conto anche questi risultati. Che tanti, opportunamente, preferirebbero silenziare”.
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